Hockey

Perché il Lugano arranca? «È cambiato tanto»

Su sette partite, il Lugano ha incassato ben quattro sconfitte, due delle quali nate da clamorose rimonte - Pelletier: «Il debutto è stato complicato dalla trasformazione apportata alla squadra, per ora, però, non c’è da preoccuparsi»
I bianconeri, finora, hanno avuto poche occasioni per sorridere. © Keystone/Andrea Branca
Maddalena Buila
05.10.2026 23:15

Sette partite, due vittorie piene, un successo ai supplementari e quattro sconfitte, per un totale di otto punti conquistati, sinonimo di penultimo posto in classifica. Mancano 45 partite da giocare prima della fine della regular season di National League: un’infinità. Ma i punti persi per strada dal Lugano sono già tredici. No, non è stato un inizio di stagione scoppiettante per i bianconeri, capaci di rialzare la testa contro il Rapperswil ma poi nuovamente malamente ribaltati dall’Ajoie a Porrentruy domenica. Come mai gli uomini di Tomas Mitell non hanno ancora ingranato la giusta marcia? Che cosa manca al Lugano per piazzare una mini serie di risultati positivi? Come fare per riacquistare fiducia? Abbiamo girato tutti gli interrogativi all’ex allenatore bianconero e consulente di TeleTicino Serge Pelletier. «Penso che alla base di questo debutto stagionale ci sia soprattutto il fatto che, rispetto all’anno scorso, il Lugano è cambiato parecchio. Praticamente ha rinnovato quasi tutti gli stranieri e questo sicuramente ha un po’ scombussolato l’equilibrio che c’era in squadra qualche mese fa. Questo spiegherebbe perché non ha ancora trovato la sua velocità di crociera».

Troppi minuti di penalità

Ci sono poi anche le, troppe, penalità che stanno complicando il percorso del Lugano. A Porrentruy, tanto per fare un esempio recente, i minuti rimediati da Santeri Alatalo hanno permesso ai giurassiani di svoltare il match in loro favore. Un aspetto su cui i bianconeri possono sicuramente lavorare, ma che, secondo l’ex coach classe 1965, non è la causa di tutti i mali. «Le penalità sono tutta una questione di disciplina, ma anche di concentrazione. Non punterei però subito il dito sui minuti passati sulla panchina dei cattivi. Sì, ci sono stati episodi che hanno penalizzato il Lugano a livello di risultato, ma sicuramente, al di là di evitare i falli, bisogna trovare anche l’assetto e la dinamica giusta nel box play, in quattro contro cinque, proprio per evitare di prendere gol in inferiorità numerica». A preoccupare, sono pure i momenti di blackout che hanno a tratti caratterizzato le performance bianconere. Clamorosi quelli fatti registrare contro Langnau e i giurassiani, bravi a sfruttarli per piazzare due clamorose rimonte. Di tempo per trovare soluzioni non ce n’è però molto. Il campionato non aspetta: mercoledì sera Thürkauf e compagni affronteranno un’altra trasferta impegnativa in quel di Losanna, prima di ospitare lo Zurigo venerdì sera e poi partire alla volta di Bienne per l’ultimo match della settimana, in programma sabato sera. «Il campionato non dà tregua, è un dato di fatto», prosegue Pelletier. «Ricordo però che l’anno scorso il Lugano aveva cominciato più o meno allo stesso modo. C’è voluto praticamente un girone, cioè il tempo di affrontare ogni squadra, prima di trovare l’assetto giusto per il resto della stagione».

Un copia-incolla del 2025

Già, la passata stagione. Anche dodici mesi fa il Lugano era partito male, vincendo a punteggio pieno appena tre dei primi tredici incontri. Una casualità o i bianconeri devono rivedere il loro modo di approcciare il debutto di National League? «Direi che le due annate vanno distinte. Lo scorso campionato il Lugano doveva digerire la precedente difficile stagione, quando era arrivato addirittura a giocarsi la serie di playout contro l’Ajoie. Questo sicuramente all’inizio non ha reso facile trovare i giusti equilibri per cominciare a macinare punti. Quest’anno, invece, sono piuttosto i tanti cambiamenti che hanno creato o provocato questo esordio un po’ sottotono». Tra le mura della Cornèr Arena, ad ogni modo, secondo Serge Pelletier non tira aria di guai. «No, penso che per ora nessuno sia preoccupato. Tutti hanno vissuto la scorsa stagione, prendendo coscienza del fatto che, nonostante sia iniziata male, è poi svoltata senza che nessuno abbia panicato. Adesso va fatta la stessa cosa: restare calmi e cercare gli aggiustamenti corretti per rilanciare la stagione». Qualora fosse ancora seduto sulla panchina bianconera, che cosa farebbe nell’immediato Serge Pelletier per invertire la rotta? «Quando una squadra subisce troppi gol e fa fatica a vincere le partite, la prima cosa da fare è sistemare il gioco difensivo. Mettere ordine al lavoro in retroguardia diminuisce il carico di pressione, perché si subiscono meno gol e di conseguenza bisogna farne di meno». Mercoledì sera, alla Vaudoise Arena, toccherà a Tomas Mitell individuare i correttivi più opportuni per provare a invertire la rotta della nave bianconera.

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