Quando «DiDo» ride, l’Ambrì Piotta ci crede

«Io quando ridi ci credo», canta Cesare Cremonini nel suo ultimo successo. «Noi quando DiDo ride ci crediamo», rispondono in coro i biancoblù dopo il loro ultimo successo, conquistato nel derby. Sì, con un Chris DiDomenico così ispirato, così concreto e così felice , l’orizzonte è meno cupo. E a una rapida salvezza, la squadra leventinese può credere con convinzione. A maggior ragione dopo la sconfitta del Kloten a Friburgo, che ieri sera ha certificato il sorpasso – a parità di partite – dei leventinesi. Da lì a sperare nei play-in ce ne passa, ma un’eventuale vittoria piena a Langnau, stasera, porterebbe la squadra di Jussi Tapola a soli 6 punti dai Tigers. Con ancora 6 partite di regular season a disposizione dopo la lunga sosta olimpica, la clamorosa rincorsa diventerebbe allora possibile. Anche se il Langnau, lo ricordiamo, è già davanti negli scontri diretti con i leventinesi, il che si traduce in un virtuale +7.
Striscia positiva
Quella ottenuta giovedì alla Gottardo Arena contro il Lugano è stata una vittoria corale, ma DiDomenico è stato un solista e un leader eccellente. Il canadese ha firmato un gol e due assist, condendo il tutto con la giusta dose di provocazioni (nella sua trappola è caduto Carrick, che ha così vanificato una superiorità numerica a favore dei bianconeri). «DiDo», però, aveva deciso di indossare i panni del trascinatore offensivo ed emotivo già prima del cambio di allenatore. Va infatti a punti da 6 partite (3 gol e 6 assist) e ha trasmesso fiducia anche ad Alex Formenton, che nelle ultime tre gare giocate in linea con il carismatico connazionale è sempre andato a bersaglio: doppietta con rete all’overtime a Ginevra, gol del provvisorio 2-1 a Friburgo e gol del 3-1 a porta vuota contro il Lugano (poi tramutatosi in game winning goal dopo il 2-3 di Simion).
Il capobranco
Jussi Tapola, che solitamente preferisce gestire giocatori più allineati alla sua idea di hockey molto strutturato (a Berna ne aveva fatto le spese Kahun), ha immediatamente teso la mano a DiDomenico, riconoscendo in lui il «maschio alfa» del branco: «È sicuramente uno dei leader della squadra, ha carattere ed esperienza da vendere», ha detto il coach finlandese subito dopo il suo riuscitissimo debutto in panchina. «È un giocatore intelligente e vuole solo vincere. Da lui tutti si aspettano i punti, è ovvio, ma io intendo dargli l’opportunità di rendersi utile anche a livello difensivo, quando ne abbiamo bisogno. Infatti, come avrete notato, l’ho schierato pure nei momenti finali del derby, quando c’era da proteggere il risultato. Chris ha dimostrato di poterci aiutare anche in questo ambito». Un appunto, seppur ridendo, Tapola ha comunque voluto muoverlo al canadese: «Devo ammettere che alcune parti del gioco di DiDo dovranno essere un po’ ripulite».
L’identikit del CEO
Durante la conferenza stampa di presentazione di Lars Weibel, il CEO dell’HCAP Andreas Fischer aveva sottolineato l’importanza di poter contare, anche in futuro, su «giocatori esperti e carismatici, in grado di assumersi responsabilità e di accompagnare i giovani nel loro percorso». Sembra proprio l’identikit di DiDomenico. Più ancora del carattere fumantino e dell’anarchia tattica, il limite del canadese potrebbe essere l’età: il 20 febbraio compirà 37 anni. Ma la sua condizione fisica, quando è accompagnata dalla giusta motivazione e soprattutto dalla serenità, non sembra un problema insormontabile. Sul possibile rinnovo di «DiDo», Tapola ha preferito non prendere posizione: «Non è il mio lavoro, io mi assumo altri tipi di decisioni», ha detto il coach, evidentemente più interessato al suo personale rinnovo che a quello dei suoi giocatori.
Reset olimpico
Stasera a Langnau, il nuovo allenatore farà affidamento sullo stesso line-up del derby, con l’incognita Pezzullo, colpito da una discata. Durante la pausa, Tapola avrà poi tre settimane per capire su chi contare: «Ci sarà un reset. Ho il sostegno della dirigenza per prendere le decisioni necessarie e per alcune non aspetteremo la prossima stagione. Non guarderò l’età o il passaporto dei giocatori, le decisioni saranno basate sulle prestazioni». Su quelle di DiDomenico, non si può dire nulla di male. Infatti lui ride. E l’Ambrì Piotta ci crede.
