Hockey

Questo nuovo Ambrì vuole già il post season

Con un occhio alle finanze e l’altro alla crescita dei giovani, il club biancoblù resta ambizioso - Il presidente Mottis: «Costruiremo la nostra identità con il lavoro, il sacrificio e il senso di appartenenza» - Il ds Lars Weibel: «La priorità è svilupparci come squadra e come singoli, migliorandoci ogni giorno»
© Keystone/Andrea Branca
Fernando Lavezzo
01.09.2026 19:41

Quando Lars Weibel espone gli obiettivi stagionali in conferenza stampa, i giornalisti in sala si guardano per cercare conferme: «Ha davvero detto così?». Sì, il direttore sportivo leventinese ha detto proprio così: il suo Ambrì Piotta sarà anche più giovane e parsimonioso, ma vuole comunque raggiungere il post season. I maligni potrebbero associarlo ai playout, ma evidentemente Weibel si riferisce a un posto tra le prime dieci al termine della regular season. Un traguardo tutt’altro che scontato, dopo i disastri del 2025-26 e una campagna acquisti senza follie. «Siamo realisti», afferma il ds. «La priorità è svilupparci come squadra e come singoli, migliorando quotidianamente e portando avanti la nostra strategia in modo coerente. Ci vuole pazienza, ma il tempo non è una scusa: vogliamo vincere subito e ogni sera. Forse all’inizio pagheremo il prezzo dell’inesperienza, ma l’attitudine, la grinta e la passione non mancheranno mai».

Prima le finanze

«È importante vincere oggi, ma conta soprattutto costruire le basi che ci permetteranno di vincere il più possibile in futuro», afferma il presidente Davide Mottis. «Grazie al nostro lavoro di amministratori, dobbiamo riacquistare quella stabilità finanziaria che ci permetterà di avere anche una maggiore stabilità sportiva. Quest’anno daremo soprattutto importanza agli obiettivi aziendali esposti in assemblea: riacquistare credibilità e fiducia agli occhi di sostenitori, sponsor e tifosi. Tutto questo deve tradursi in una squadra e in un’organizzazione nuovamente attrattive per i giovani, ma pure per quegli elementi più esperti che vorranno dare una mano al progetto».

Sabato, durante la festa di presentazione ai tifosi, Mottis ha parlato con i giocatori: «Ho detto loro che vivremo alti e bassi e che affronteremo squadre con molte più risorse finanziarie di noi, ma anche che i mezzi economici non creano un’identità. Costruiremo la nostra con il lavoro, il sacrificio e il senso di appartenenza».

Un popolo fedele

La nuova dirigenza biancoblù trova conforto nell’andamento della campagna abbonamenti: «Abbiamo superato ancora una volta i 5 mila tesserati e il numero è destinato a salire», spiega il presidente. Ci si avvicinerà dunque al record storico di 5.500 stabilito lo scorso anno. «Siamo grati ai tifosi che ci hanno ridato fiducia dopo una stagione tribolata. È un grande stimolo».

Il presidente è poi tornato sull’aumento di capitale: «Non è stato lanciato per la sopravvivenza dell’Ambrì, ma per aggiungere un ulteriore tassello alle altre misure che abbiamo messo (e che metteremo) in atto per raggiungere l’obiettivo della stabilità finanziaria».

Uno straniero in arrivo?

Per allestire la squadra, Lars Weibel ha dovuto contare ogni franco. «Non lo invidio», scherza Davide Mottis. «Come CdA, abbiamo posto molta attenzione sul budget, tracciando una linea che non può essere superata. Il nostro ds ci crede e sposa la nostra strategia. Le nostre ambizioni sono programmate, coordinate e parametrate a quanto ci possiamo permettere, senza mai fare il passo più lungo della gamba».

L’Ambrì non intende ingaggiare un settimo straniero per tutta la stagione, ma presto potrebbe annunciarne uno a interim. Jesse Virtanen, infortunatosi durante i playout, è sulla via del rientro, ma non vi sono garanzie sul suo pieno recupero per l’inizio del campionato. «Valutiamo un rinforzo che possa darci una mano in difesa fino al ritorno del finlandese», spiega il ds.

Con le sue mosse, Weibel ha allestito la squadra più giovane di tutta la National League: «È un valore per il futuro, ma anche una grande responsabilità. All’inizio potrà forse mancarci l’esperienza, ma siamo convinti che questo sia il modo giusto per crescere. Oltre al talento, abbiamo guardato anche al carattere. E questo vale anche per i nostri nuovi stranieri Schnarr, Kodytek e Järeventie. Tutti e tre credono nella nostra strategia e si sono già dimostrati dei punti di riferimento per lo spogliatoio. In pista dovranno portare ciò di cui abbiamo bisogno: velocità, intensità e grinta».

La cultura di Tapola

Per Jussi Tapola, l’Ambrì Piotta è all’inizio di una «nuova era», caratterizzata da molti cambiamenti. «Fin qui ci siamo concentrati soprattutto sull’introduzione di una nuova cultura sportiva. Non si tratta soltanto del sistema di gioco, ma anche del modo di allenarsi e di vivere le giornate alla pista. Ruoli, responsabilità e minuti di gioco dovranno essere conquistati, i nostri standard sono stati fissati prendendo come esempio i migliori club europei. Essere un giocatore dell’Ambrì Piotta non sarà facile, ma vi assicuro che chi farà parte di questa squadra migliorerà. Vogliamo lavorare duramente e con il sorriso, restituendo ai nostri tifosi la loro incredibile passione».