HC Lugano

Risultati e infortuni, l'emergenza è totale: «L'unica via è restare uniti e lavorare»

Tomas Mitell deve fare i salti mortali per mettere insieme un line-up che abbia un capo e una coda, ma non intende lasciarsi abbattere: «Abbiamo fiducia in chi solitamente gioca di meno e avrà l'occasione di mettersi in mostra»
Calvin Thürkauf non rientrerà prima di gennaio. © Keystone/Andrea Branca
Fernando Lavezzo
26.10.2026 18:00

C’è stato un tempo, non troppo lontano, in cui Tomas Mitell poteva scegliere tra sette stranieri e permettersi il lusso di lasciare Giovanni Morini in tribuna. Quando glielo facciamo notare, il tecnico bianconero sospira: «Le cose possono cambiare molto in fretta». Oggi, per mettere insieme un line-up che abbia un capo e una coda, lo svedese deve fare i salti mortali. E sarà così per molte settimane ancora. Calvin Thürkauf, Alessio Bertaggia e Jesper Peltonen non rientreranno prima di gennaio. Lorenzo Canonica non sarà a disposizione prima della pausa d’inizio novembre. Calle Dahlström e Marco Zanetti potrebbero farcela per il derby di sabato: varrà la pena rischiarli? «Abbiamo bisogno di punti, ma vogliamo evitare delle ricadute alla vigilia della sosta», spiega Mitell. E poi c’è Dario Simion, che continua la sua lunga riabilitazione e sulla cui data di rientro non vi sono stime. Stamattina il ticinese si è allenato per un’oretta sul ghiaccio, insieme a Dahlström e al preparatore Lassi Laakso: tiri, accelerazioni, cambi di direzione. Il suo ginocchio sembra rispondere, ora dovrà recuperare tono muscolare e condizione. Dopo ogni esercizio intenso, il 32.enne attaccante aveva logicamente il fiatone.

Il meglio possibile

Insomma, il Lugano è in piena emergenza. Un po’ per sfortuna, un po’ per colpa sua: quando l’infermeria era vuota, non ha raccolto punti a sufficienza. E ora che la classifica piange, la lista degli assenti è chilometrica. Prima della pausa per le Nazionali (Jere Innala è stato convocato dalla Finlandia) restano tre gare durissime: domani sera a Zugo, giovedì in casa con il Losanna e sabato alla Gottardo Arena. «Non cerchiamo scuse, ma evidentemente questa situazione ci mette in difficoltà a livello di chimica e formazione», afferma il coach. «Non possiamo fare molto, se non dare fiducia a giocatori che fin qui hanno avuto meno spazio. Dobbiamo affrontare questa settimana il meglio possibile, lavorando e restando uniti. È l’unico modo per andare avanti, confidando che la pausa ci permetta di respirare e recuperare qualcuno». Nella speranza che non si faccia più male nessuno: «Abbiamo analizzato quanto è successo, per capire se avessimo potuto agire diversamente ed evitare tutti questi infortuni. Il calendario di ottobre è stato pesante, con tanti lunghi viaggi, ma nella maggior parte dei casi si è trattato di ferimenti da contatto».

L’esempio di Berna

La classifica è corta, il sesto posto è a soli 5 punti. Allo stato attuale, però, è difficile immaginare un Lugano in grado di assicurarsi i playoff senza passare dai play-in. Mitell non intende guardare così in là, né rimettere in discussione gli obiettivi stagionali: «L’approccio mentale, mio e dei giocatori, è affrontare un giorno alla volta dando il massimo per restare competitivi». Chissà, magari nelle difficoltà i bianconeri troveranno quella compattezza, quella concentrazione e quella semplicità che serviranno per strappare punti. «A livello di risultati abbiamo avuto alti e bassi, ma le nostre performance sono sempre stato piuttosto buone», ribadisce il tecnico scandinavo. «Ora sarà importante che ogni giocatore colga l’occasione per mettersi in mostra, giocando più minuti, in ruoli più importanti. I giovani accumuleranno esperienze che torneranno utili a lungo termine, facendoci crescere. Non è però evidente rimpiazzare sei titolari svizzeri, alcuni dei quali con esperienza internazionale. Si tratta di giocatori che non puoi sostituire neanche tornando sul mercato, sebbene Steinmann sia sempre vigile. Andiamo avanti con i nostri ragazzi: il secondo e il terzo tempo di Berna hanno dimostrato che possiamo comunque giocarcela».

Le dure parole del «Fazz»

Dopo la sconfitta casalinga di venerdì contro il Kloten, Luca Fazzini aveva usato queste forti parole: «Forse qualcuno di noi pensa che siamo diventati gli ZSC Lions, dobbiamo tornare umili». Tomas Mitell non vuole farne un caso: «Le interviste a caldo, dopo una sconfitta, sono condizionate da emozioni negative e frustrazione. Capisco che offrano titoli interessanti ai media, ma andrebbero prese con le pinze. A freddo, Luca avrebbe probabilmente risposto in modo diverso». Che il Lugano debba tornare a fare bene le cose semplici, però, non è un concetto astratto: «Più che altro, dobbiamo trovare un miglior equilibrio», spiega il coach. «Vogliamo creare di più a livello offensivo rispetto alla scorsa stagione, ma anche restare solidi e compatti a livello difensivo». Un equilibrio lo deve trovare anche Lassi Thomson, lontano dal rendimento atteso: «Sta ancora cercando il giusto compromesso tra le sue abilità di pattinatore, il suo potenziale offensivo e un gioco più strutturato e costante. Deve adattarsi all’hockey svizzero, ci stiamo lavorando». Ma il tempo passa.

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