Schlegel: «Bene la reazione, ma con tutte queste assenze dobbiamo giocare semplice»

Un punto, a conti fatti, prezioso. E addirittura, per gran parte dell’incontro, insperato. È questo il bottino con cui il Lugano fa rientro dalla Capitale. Anzi, è l’intero raccolto del weekend sottocenerino. Dopo la desolante prova casalinga contro il Kloten, nella tana degli Orsi i bianconeri hanno perlomeno dimostrato che con il giusto atteggiamento si può sopperire a limiti ancora evidenti e a un’emergenza continua. Già, perché dopo la sfida con gli Aviatori, nell’affollata infermeria si sono aggiunti anche capitan Thürkauf e Marco Zanetti, costringendo coach Mitell a inserire Henry in prima linea e il giovane Besanidis in quarta. E checché ne dica il tecnico svedese - che dal canto suo si appella alle opportunità che certi vuoti creano per le seconde linee - simili defezioni in un gruppo già in cerca di costanza complicano di non poco i piani.
Due tempi in apnea
Poi, certo, da valutare è chi scende in pista. E se a livello di pattinaggio e intensità la squadra ha comunque risposto presente, in attacco deve sicuramente rendersi più pericolosa - evitando al contempo leggerezze e dischi persi, seppur diminuiti ma ancora troppo presenti - di quanto visto a Berna per quaranta minuti. Due tempi in cui a tenere in piedi la baracca è stato Niklas Schlegel: «Non vogliamo usare gli infortuni come scusa», analizza il portiere bianconero. «Con una rosa più corta dobbiamo fare le cose ancora più semplici. Dettagli che all’inizio sono mancati, ma sui quali siamo cresciuti durante la gara».
Per due terzi, in effetti, dalle parti di Hughes i sottocenerini non si sono quasi mai visti. E l’1-0 firmato da Alge nel periodo centrale - dopo un primo tempo in cui gli Orsi si erano già visti fermare da un ferro e da un gol annullato al video- stava stretto ai padroni di casa. Solo nel finale, dopo 4’ di powerplay da mani nei capelli, i bianconeri hanno alzato un po’ la pressione nel terzo offensivo, fino al bel gol trovato dal solito Innala che ha portato la sfida all’overtime evitando il secondo weekend consecutivo senza punti.
Un po’ di rammarico
Una consolazione, quella del punticino, che non basta però a soddisfare lo spogliatoio ospite: «Sì, perché alla fine resta il rammarico per non aver preso anche il secondo», ammette l’estremo difensore. «La reazione in ogni caso resta positiva. Adesso, prima della pausa, arrivano ancora tre partite, da prendere una alla volta, senza guardare troppo avanti».