Schlegel: «Provo un mix di orgoglio e amarezza. Robert Mayer? Ci aiuterà»

Primi scampoli di overtime. Luca Fazzini ha sul bastone il disco della vittoria. È tutto solo, sulla sua lastra di ghiaccio preferita. Inaspettatamente, però, cicca il tiro. Il puck resta lì, immobile, per una frazione di secondo. Poi Kukan se ne impossessa, parte in contropiede e segna il gol della vittoria. Ci risiamo: gli applausi al Lugano, la vittoria agli ZSC Lions. Una storia che si ripete, come negli ultimi playoff. I bianconeri sono arrivati a un passo dall’infliggere allo Zurigo la prima sconfitta stagionale. Ma il pareggio di Lehtonen al 58’13’’ e il citato 3-2 hanno permesso alla corazzata di Julien di conservare l’imbattibilità.
Emozioni e spettacolo
Alla Cornèr Arena l’orgoglio si mischia con l’amarezza. Un cocktail di emozioni, spettacolo e rimpianti. In un ambiente elettrizzante, il Lugano ha disputato la miglior partita della stagione, giocandosela alla pari con l’indiscusso leader del campionato. La qualità dei Lions è impressionante. Basti pensare alla statistica dei tiri effettuati, ammesso che sia corretta: 36 nello specchio della porta, nessuno fuori. La conclusione più imprecisa degli ospiti si è stampata sul palo. Il Lugano ha invece litigato proprio con la mira, in particolare nel primo tempo, ma è stato propositivo e battagliero, con 18 «block shot» e tre inferiorità numeriche superate eroicamente. Contro il miglior power-play della lega (41%) è persino arrivata una rete in «shorthand», quella con cui Tanner ha operato il sorpasso al 45’, sfruttando l’ennesima intuizione di Shore. La prima miniserie positiva, dopo il successo di Losanna, era apparecchiata. È rimasto solo un punticino.
Così vicini
Amarezza e orgoglio, dicevamo. «I due sentimenti si equivalgono», ci dice Niklas Schlegel, anche lui autore di una solida prestazione. «È stata una bella partita, mancava poco alla vittoria piena e anche nel supplementare abbiamo avuto la nostra occasione con il Fazz. Poi, sulla ripartenza, loro sono stati cinici. Sappiamo che lo Zurigo ha tanta qualità, ma i miei compagni hanno svolto un gran lavoro davanti a me. Purtroppo, sui primi due gol i loro attaccanti mi hanno tolto la visuale. Succede, ma nelle ultime due partite abbiamo trovato il nostro gioco per 60 minuti».
Colleghi vecchi e nuovi
Da domani sera a Bienne, Schlegel avrà un nuovo collega, Robert Mayer, che raggiungerà la sua nuova squadra direttamente alla Tissot Arena: «Lo conosco da avversario, è un bravo tipo e ci aiuterà sicuramente. Auguro anche il meglio a van Pottelberghe. Non capita spesso che due portieri concorrenti diventino grandi amici. A me e Joren è successo».
