Steinmann: «Cerchiamo più creatività in attacco, sì, ma senza perdere l'equilibrio»

Dopo aver concluso gli incontri individuali con i giocatori e prima di concedersi un po’ di vacanza, il general manager del Lugano, Janick Steinmann, ha fatto il punto della situazione sul mercato bianconero. Nessuna novità sul fronte degli acquisti. La lista delle «new entries» è ferma ai nomi di Jere Innala, Daniel Olsson, Enzo Guebey e Harijs Cjunskis. Ai saluti, come prevedibile, ci sono Jiri Sekac, Brendan Perlini e Curtis Valk, tutti in scadenza di contratto. Altrettanto scontata la partenza di Mike Sgarbossa, nonostante un altro anno di contratto. Prestato al Berna in gennaio, il centro canadese si è accordato con il Rapperswil per la prossima stagione. Un divorzio indolore, insomma. «Già a stagione in corso avevamo trovato una rapida soluzione, buona per tutti, e così è stato anche al termine del campionato», ci dice il ds bianconero. Sul fronte degli stranieri, dopo il citato ingaggio di Innala e i rinnovi di Zach Sanford e Calle Dahlström, resta ancora in «stand-by» la situazione di Einar Emanuelsson, che verrà chiarita nel corso dell’estate. L’ala svedese, giunta in prestito dal Lulea dopo la partenza di Linus Omark, è ancora vincolata al club scandinavo. Il Lugano deve fare le sue riflessioni, ma è innegabile che il giocatore abbia fatto breccia nello staff tecnico e nei compagni: «Einar si è integrato davvero bene e ha svolto alla grande i suoi compiti, lavorando sodo per il bene della squadra», conferma Steinmann. «Anche i colloqui finali con lui sono stati molto positivi. Al di là del fatto che è ancora legato al Lulea, però, anche noi siamo in fase di analisi e non siamo ancora sicuri al 100% sulla direzione che vogliamo intraprendere con gli stranieri mancanti. Dobbiamo valutare che profili ci servono. Nel frattempo restiamo in contatto con Emanuelsson, abbiamo ottimi rapporti e il discorso con lui resta aperto».
Creatività ma non solo
Comprensibilmente, Janick Steinmann non vuole commentare le voci su una possibile partenza anticipata di Connor Carrick. Allo stato attuale, dunque, gli stranieri sotto contratto sono cinque. Evidentemente, è qui - nel pacchetto d'importazione - che sussistono i più importanti margini di miglioramento per permettere alla squadra di fare un ulteriore passo in avanti. «Proprio così», conferma il GM bianconero. «L’anno scorso sono arrivato tardi e il mercato estero presentava opzioni più limitate. La priorità era cercare degli elementi che si inserissero bene nella struttura che avevamo in mente e in questo senso non siamo stati delusi. Ora la situazione è diversa, come direttore sportivo ho potuto muovermi nei tempi giusti (vedi ingaggio di Innala, ndr.) e sappiamo che tipo di giocatore può aiutarci di più. Questo, però, non significa perdere di vista il nostro principio: la squadra deve venire prima di tutto». Il breve periodo trascorso da Linus Omark alla Cornèr Arena, ha certamente lasciato intendere quanto il Lugano abbia bisogno di elementi creativi. «È vero, sappiamo di aver bisogno qualcosa in più a livello offensivo, ma Linus era anche un esempio per i compagni, un uomo spogliatoio e un vincente. Giocatori così sono rari, ma posso confermare che Innala rappresenta un passo in questa direzione. La creatività è importante, ma serve sempre l’equilibrio. Sarebbe incoerente dire alla squadra che vogliamo giocare in un certo modo e poi inserire elementi di squilibrio. Di certo non vogliamo giocatori egoisti che pensano soprattutto ai propri punti personali. I colloqui di fine stagione ci hanno confermato che i ragazzi hanno apprezzato la strada intrapresa. Hanno tutti sottolineato la qualità del lavoro svolto, la serenità dell'ambiente e lo spirito di squadra. Non vedono l'ora di tornare per fare il prossimo passo tutti insieme».
I giovani su cui investire
Per quanto riguarda i giocatori svizzeri, al passo d’addio - oltre a Nick Meile (Visp), ci sono i tre attaccanti ceduti in prestito al Sierre e laureatisi campioni di Swiss League: Jakob Lee, Robert Cjunskis e Stéphane Patry. «Con Patry e Cjunskis era chiaro sin da inizio stagione che sarebbero rimasti in Vallese tutto l’anno, ma avevamo la possibilità di chiamarli in caso di bisogno. L’ottimo lavoro svolto da Cyrill Henry e da altri giovani non ha reso necessario questa mossa e anche in futuro vogliamo continuare a investire su di loro. Lee aveva iniziato la sua avventura da noi con un provino e non sapevamo che impatto avrebbe avuto nel campionato svizzero. Anche nel suo caso, Sierre è sempre stata una destinazione contemplata, sin dall’inizio. E anche lui non rientra più nei nostri piani per il futuro».
Una voce nuova anche in panchina
Un ultimo addio riguarda la panchina e in particolare l’assistente allenatore Paolo Morini. Il 31.enne comasco sarà a disposizione del club durante l’estate per la preparazione sul ghiaccio, in attesa di definire le sue scelte professionali. «È una mia decisione», ci dice Steinmann. «Volevo cambiare qualcosa, portare una nuova figura nello staff tecnico. Paolo ha svolto davvero un buon lavoro, è stato un collaboratore prezioso per Mitell ed Hedlund, ma sento che per fare un passo in avanti possa essere utile avere una nuova voce anche in panchina».
