Hockey

«Svezia maledetta? A noi del passato non importa nulla»

Domani sera la Svizzera affronta gli scandinavi nei quarti di finale - Contro di loro i rossocrociati hanno perso le ultime nove partite ai Mondiali, comprese due finali - Jan Cadieux: «Concentriamoci su ciò che possiamo controllare»
© KEYSTONE/CLAUDIO THOMA
Fernando Lavezzo
27.05.2026 20:30

È l’ora della verità. Dopo due settimane di festa e grandi vittorie, il Mondiale entra nel vivo. «Inizia un’altra storia», afferma Nino Niederreiter. «La fase a gruppi è stata molto positiva, abbiamo dato il meglio ogni sera e sono molto orgoglioso di ogni compagno. Le partite a eliminazione, però, sono molto diverse. Non hai margine d’errore. Bisogna essere pronti e noi lo saremo», prosegue l’attaccante grigionese dei Winnipeg Jets. L’avversario non è il più malleabile che ci potesse capitare, sebbene i rossocrociati lo abbiano «scelto» consapevolmente, vincendo lo scontro diretto con la Finlandia e chiudendo il loro girone al primo posto. La componente mentale è innegabile: la Svizzera ha perso le ultime nove partite giocate contro la Svezia ai Mondiali, comprese le finali del 2013 a Stoccolma e del 2018 a Copenaghen, nonché il quarto di finale del 2017 a Parigi. Domani sera, però, i rossocrociati avranno diecimila tifosi al loro fianco. E un livello di fiducia forse mai visto. «Io me ne frego del passato e dei precedenti storici», dice Jan Cadieux. «Non possiamo cambiare quanto è successo negli ultimi tredici anni, dobbiamo concentrarci su ciò che possiamo controllare e rimanere noi stessi», aggiunge il tecnico elvetico. L’ex coach di Ticino Rockets e Ginevra Servette sottolinea anche l’impatto del pubblico: «Contro la Finlandia, ci ha sostenuto anche nei momenti difficili, in particolare nel periodo centrale, quando ci siamo smarriti per una decina di minuti». La vittoria ottenuta martedì contro un avversario di valore ha dato ulteriore consapevolezza alla nostra Nazionale: «È stata una partita intensa», afferma Nico Hischier. «È anche stato un buon banco di prova in vista del quarto di finale. Ora vogliamo semplicemente vivere nel presente. C’è pressione, certo, ma cerchiamo di goderci il momento e di prepararci al meglio per questa sfida».

Suter ancora in dubbio

Cadieux non sa ancora se domani potrà contare su Pius Suter. L’attaccante dei St. Louis Blues, infortunatosi nel corso della terza partita contro la Germania, è sempre valutato «day by day», ma c'è speranza. Poter contare su tutti i nostri sei giocatori di NHL sarebbe evidentemente importante, ma le soluzioni alternative trovate in corso d’opera stanno comunque dando buoni risultati. Attilio Biasca si è ben inserito al fianco di Hischier e Meier, garantendo lavoro a tutta pista e qualche buon guizzo offensivo. Ieri è stato premiato con la sua prima rete in una rassegna iridata. Al fianco di Malgin e Andrighetto, si trova invece a suo agio Calvin Thürkauf, che ha lasciato a Baechler il ruolo di centro della terza linea, con Niederreiter e Bertschy. Confermatissimo il quarto terzetto, con Knak, Jäger e Riat. A farne le spese, giostrando solo come tredicesimo attaccante e in power-play, è stato Rochette, apparso un po’ leggerino quando è stato schierato nelle prime due linee, ma comunque utile alla causa. «Ultimare la preparazione ai Mondiali con la squadra praticamente al completo ci ha permesso di provare un po’ di varianti e di trovare un assetto funzionale», spiega Cadieux. Ora non resta che trovare un modo per spezzare la maledizione svedese.

Un avversario pericoloso

Impossibile prendere la Svezia sottogamba. Per la tradizione, per i precedenti contro di noi, per il valore della rosa. Quella attuale non è una selezione piena di superstar, ma i buoni giocatori non mancano. C’è poi la componente mentale: dopo aver rischiato la clamorosa eliminazione nella fase a gironi di Friburgo, la squadra delle Tre Corone approda a Zurigo con ritrovata fiducia. Superando la Slovacchia nell’ultima partita, infatti, ha già vinto una gara da dentro o fuori. Praticamente un ottavo di finale. Sam Hallam, futuro allenatore del Ginevra, può contare su undici elementi che giocano stabilmente in NHL. Il più quotato è l’attaccante 24.enne Lucas Raymond, topscorer della Svezia in questi Mondiali (5 gol, 6 assist) e secondo miglior marcatore dei Detroit Red Wings con 25 gol e 51 assist in 80 partite. Tra i più esperti ci sono i difensori «over 35» Mattias Ekholm (Edmonton) e Oliver Ekman-Larsson (Toronto), nonché il portiere Magnus Hellberg, loro coetaneo, ora in forza al Djurgarden ma con un passato tra AHL e NHL. L’altro portiere, Arvid Söderblöm, è l’attuale riserva dei Chicago Blackhawks (26 partite in stagione). Hanno un posto fisso in NHL pure gli attaccanti Linus Karlsson (Vancouver), Simon Holmström (NY Islanders), Emil Heininen (NY Islanders), Oskar Sundqvist (St. Louis) e Carl Gundström (Philadelphia), nonché il terzino Albert Johansson (Detroit). In squadra ci sono poi alcuni giovani di immenso talento. Il 19.enne Anton Frondell ha già messo un piede nei Blackhawks, con i quali ha totalizzato 9 punti in 12 partite. Il 18.enne Ivar Stenberg (4 gol e 4 assist ai Mondiali) sarà tra le primissime scelte del prossimo draft, così come il coetaneo Viggo Björck. Ad aggiungere pepe alla sfida, ci sono poi alcuni protagonisti del campionato svizzero: Jacob de la Rose (Friburgo), Jacob Larsson (Rapperswil), Erik Brännström (Losanna), André Petersson (Langnau) e Rasmus Asplund (Davos). Il biancoblù Tim Heed non è ancora sceso in pista. 

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