Svizzera-Finlandia, prima la speranza, poi le lacrime

Un silenzio mesto, carico di delusione e di rimpianto per un’occasione (l’ennesima) sfumata sul più bello. Le facce tristi, alcune incredule, altre rammaricate. Così si presentava ieri sera l’ambiente alla Cornèr Arena al termine della finale dei Mondiali di hockey che ha sancito la sconfitta – la terza consecutiva – della Svizzera all’ultimo atto della manifestazione. Una delusione enorme per tutti gli appassionati giunti alla pista di Lugano per assistere all’incontro proiettato sullo schermo. E pensare che l’ambiente aveva già iniziato ad accendersi fin dalle 19.30, al momento del riscaldamento dei giocatori rossocrociati. L’entrata sul ghiaccio di Josi e compagni è stata accolti da applausi, cori, trombette e qualche campanaccio. A seguire, alcuni fischi per la selezione finlandese. La tensione è salita man mano che l’ingaggio di inizio si avvicinava e la tribuna est si riempiva (in seguito è stata aperta al pubblico anche la Curva Nord).
Il classico coro «Hopp Suisse» è partito a più riprese dagli spalti. Ottimisti nel pre gara i supporters elvetici, agghindati con maglie sciarpe e cappelli rossocrociati. «Le sensazioni sono ottime, la squadra quest’anno è stata molto unita e ha proposto un hockey davvero spettacolare». «È la terza finale consecutiva, quindi speriamo davvero che sia la volta buona», ci hanno detto due giovani tifosi. «Si vince, è chiaro. Molto meglio affrontare la Finlandia che il Canada. Andrighetto sarà il giocatore decisivo», ci ha confidato un altro.
Tensione che sale
Primo tempo senza reti, ma non privo di emozioni. Lo scoramento dei tifosi per il vantaggio finlandese di Lundell si è rapidamente trasformato in rabbia quando il replay ha mostrato chiaramente l’infrazione di bastone alto commessa dall’attaccante dei Florida Panthers. La decisione dell’arbitro di annullare (giustamente) il gol è stata quindi salutata da un’autentica ovazione. Neppure la seconda frazione ha regalato reti, ma i decibel della Cornèr Arena sono comunque saliti, in contemporanea con la crescita del gioco espresso dagli uomini di Cadieux, e seguendo spesso i cori che arrivavano dalla Swiss Life Arena di Zurigo.
Doccia gelata
Il risultato non ha voluto saperne di sbloccarsi neppure nel terzo periodo e la partita è quindi proseguita all’overtime, durante il quale la tensione in pista ormai si tagliava a fette, con il palo di Puljujärvi da una parte e la traversa di Riat dall’altra. Pazzesco. Il fiato sospeso. Ma la rete decisiva di Helenius ha quindi fatto piombare nello sconforto tutti i tifosi presenti.
