Ambrì Piotta

Tapola e il bicchiere mezzo pieno: «Da una partita così possiamo imparare molto»

Dopo due vittorie, sabato a Losanna la squadra leventinese è incappata nella prima sconfitta stagionale - Il coach: «Cuore e struttura ci sono, dobbiamo gestire meglio certi momenti» - De Luca: «Siamo convinti del nostro valore»
© KEYSTONE/VALENTIN FLAURAUD
Giacomo Notari
20.09.2026 17:09

Mettere a confronto gli avvii di stagione dell’Ambrì Piotta – 2 partite, 5 punti – e del Losanna – 2 sconfitte nei 60 minuti – aveva poco senso prima della sfida di sabato alla Vaudoise Arena. Già, perché nonostante il timido avvio di stagione della squadra di Geoff Ward, è lecito sottolineare che la trasferta in casa di una compagine capace di raggiungere due delle ultime tre finali playoff rappresentasse la partita sin qui più tosta della stagione per i biancoblù, dopo i successi ai rigori nel Giura e in casa contro il Rapperswil. Dalla squadra di Tapola, insomma, erano attese conferme. E magari anche qualche punto. Di questi ultimi non c’è stata traccia, ma nonostante la sconfitta con tre reti di scarto (4-1), l’Ambrì Piotta ha chiuso la prima settimana di competizione mandando ulteriori segnali incoraggianti. E con un bottino tutt’altro che da buttare.

Le statistiche e i dettagli

La fredda realtà dei numeri non racconta tutto quanto di buono fatto dai leventinesi a Malley. Un primo tempo chiuso sotto di due reti con addirittura zero tiri sulla porta del debuttante Huet, un risultato di 3-0 dopo 40’... La trama della partita, tuttavia, è stata più equilibrata di quanto dica il punteggio. E l’Ambrì Piotta, prima della rete a porta vuota di Brännström, ha sempre dato l’impressione di essere vivo. Oltre che dal valore delle due rose, la sconfitta biancoblù può dunque essere spiegata dando un’occhiata ai dettagli. Quei centimetri che sono mancati a Joly per pareggiare i conti dopo un quarto d’ora nel primo periodo, per esempio, quando il tentativo del topscorer è andato a scheggiare l’asta. O quel pizzico di efficienza in più che sarebbe servita a Dario Wüthrich, involatosi verso Huet in shorthand, andando vicino al 3-2 a una decina di minuti dalla terza sirena. «Onestamente, il Losanna è stata la squadra migliore», ammette coach Tapola, che vede comunque il bicchiere mezzo pieno. «Fatta eccezione per i primi dieci minuti, durante i quali non siamo stati capaci di rispondere all’intensità messa sul ghiaccio dall’avversario, abbiamo avuto i nostri momenti. Non sono mancati struttura e cuore, e questa è sicuramente una partita dalla quale la nostra giovane squadra potrà imparare per migliorare». Una delle prime lezioni da tenere in mente sarà sicuramente quella di concedere meno power-play a una squadra dal potenziale offensivo come quello vodese. I biancoblù si sono infatti ritrovati sei volte in inferiorità numerica, subendo due delle prime tre reti con l’uomo in meno. La buona prestazione di Senn, alla prima stagionale, non è bastata a frenare la voglia di rivincita di un Losanna battuto 0-5 in casa all’esordio contro lo Zugo qualche giorno prima, e determinato a mostrare un altro volto.

La gioventù e le novità

Jussi Tapola ha menzionato la giovane età del suo gruppo. Il pensiero, d’istinto, va al 21.enne e nuovo capitano Tommaso De Luca, che analizza così il primo trittico in campionato: «Abbiamo mostrato di poter competere con squadre che sono nel top 6 da anni, e questo è positivo. A livello contabile è stata una buona prima settimana, che ci ha confortati nell’idea di poter lottare per una buona posizione in classifica». Oltre alla «C» cucita sul petto, l’altra grande novità di questo inizio di stagione, per il giovane attaccante italiano, riguarda i compagni di linea. Pur non andando a segno sabato, il tridente formato con Järventie e Schnarr ha nuovamente mandato segnali interessanti. «Ormai giochiamo insieme da un mese e mezzo e con loro sto benissimo, sia in fase offensiva, sia difensiva. Cercheremo di portare dei gol e qualcosa di positivo per la squadra in ogni partita».

I gol li ha finora portati soprattutto Michael Joly, a segno in ogni match, con tanto di doppietta contro il Rappi. «Sappiamo di avere dei buoni giocatori», sottolinea Tapola. «Dobbiamo però migliorare il nostro modo di gestire le partite durante tutti i 60 minuti, evitando le penalità inutili e concretizzando le nostre occasioni. In questo modo miglioreremo parecchio e in fretta». E chissà, allora, che i leventinesi non riescano a piazzare il colpo martedì a Bienne, per quella che sarà già la terza trasferta romanda in poco più di una settimana: «Sappiamo che i Seeländer si sono rinforzati tanto», ricorda De Luca. «Dovremo essere pronti a livello di energia e non aver paura di tenere il disco in casa loro».