L'intervista

Tapola: «Il rinnovo? L'Ambrì mi ha convinto, c'è un potenziale enorme»

Il tecnico finlandese parla del suo contratto per le prossime tre stagione e di come vede il futuro della squadra leventinese: «Averlo comunicato ora può essere benefico per i giocatori e gli agenti in ottica mercato»
© CdT/Gabriele Putzu
Giacomo Notari
05.03.2026 11:00

Ieri l’Ambrì Piotta ha comunicato il rinnovo del contratto del suo allenatore Jussi Tapola per le prossime tre stagioni. Lo abbiamo intervistato questa mattina.

Signor Tapola, come sono andate le discussioni che hanno portato a questo accordo triennale con l’Ambrì Piotta?
«Al mio arrivo, il piano era quello di concentrarsi soltanto sulla stagione in corso. Non avevo nessun pensiero riguardo al futuro. Ho voluto venire ad Ambrì per aiutare la squadra a tirare fuori il meglio per questa stagione. Poi, qualche settimana dopo, abbiamo iniziato a parlare del futuro del club, della squadra e del mio. Si è parlato del progetto, insomma. Quest’ultimo mi è piaciuto, sono iniziate delle discussioni e ora eccoci qui, con questo contratto di tre stagioni».

Che cosa l'ha convinta nel progetto presentatole dal club?
«Il fatto che ci sia un piano chiaro e un processo ben definito. Sappiamo come vogliamo costruire la squadra e che valori vogliamo darle. Vogliamo mettere l’accento sullo sviluppo dei nostri giovani giocatori. Vogliamo essere un’organizzazione buona per i giovani, per svilupparli e per avere successo anche sul lungo termine. Non si tratta di un progetto di un anno in cui vogliamo e dobbiamo assolutamente vincere. Quello che importa è come raggiungeremo i nostri obiettivi per diventare un’organizzazione di successo, sapendo che ci vorrà un po’ di tempo e di pazienza. Ecco, se ho accettato la proposta dell’Ambrì è proprio per questo. Ho visto un piano chiaro, un processo chiaro e ho anche avuto un'ottima impressione della gente attorno al club, dei giocatori e della squadra. Ho subito visto che c’era un potenziale enorme qui».

Cosa rappresenta per lei essere stato scelto come condottiero di questo progetto biancoblu?
«È un grande onore. Sin dalla mia prima partita, contro il Lugano, ho avvertito la passione della famiglia biancoblu. È un onore farne parte. Sono molto grato alla società di aver scelto di continuare a collaborare insieme per il futuro».

Cosa è diverso ad Ambrì rispetto alle altre realtà che aveva conosciuto fin qui da allenatore?
«Ho allenato per la maggior parte della mia carriera a Tampere, in Finlandia, dove ci si aspetta sempre la vittoria del titolo. In Svizzera, prima di Ambrì, sono stato a Berna, dove ci si aspetta che la squadra finisca perlomeno nelle prime quattro ogni anno. Ad Ambrì, le cose sono diverse. Abbiamo elaborato un piano nel quale lo scopo principale è capire come sfruttare al meglio il nostro potenziale. Ci siamo concentrati sulla squadra, sulla società che vogliamo essere, convinti che i risultati e il successo arriveranno in questo modo. E se non dovesse accadere subito, non ci sarà un ambiente negativo. Cerchiamo ogni giorno di dare il meglio e pensiamo che, portando quotidianamente sul ghiaccio lavoro, passione e conoscenze, raggiungeremo il successo. Se lo scopo fosse soltanto quello di vincere, non sarebbe realistico per una realtà come l'Ambrì».

Il fatto che il club l'abbia sostenuta nel caso DiDomenico è stato un argomento in più per accettare l’offerta dell’Ambrì?
«No, si tratta di un episodio a parte, che non ha nulla a che vedere con il mio contratto. Quando sono arrivato ad Ambrì, la prima discussione che ho avuto con i giocatori è stata sui valori che dovevamo mostrare come squadra e su quello che mi aspettavo da parte di ciascuno. Se vediamo che questi valori non sono rispettati sul ghiaccio, allora bisogna aggiustare il roster. Dobbiamo essere coerenti con le nostre parole. Altrimenti, se diciamo qualcosa ma ci comportiamo in modo diverso, non seguiamo nessun processo».

Il momento nel quale è arrivato l’annuncio del suo rinnovo, subito dopo la rottura con DiDomenico e poco prima del post-season, potrà dare una carica supplementare alla squadra?
«Non penso che alla squadra interessi il mio contratto. I ragazzi sono concentrati sulle ultime partite della stagione. Penso piuttosto che averlo comunicato ora può essere benefico per i giocatori e gli agenti in ottica mercato. Quando si tratta di trasferimenti, la gente vuole sapere chi sarà l’allenatore e qual è il progetto della squadra. Comunicare tutto ciò ora rende più facile per tutti capire quello che vogliamo costruire sul lungo termine ad Ambrì».

Questo discorso si riallaccia anche all’annuncio dell’arrivo di Petr Kodytek per le prossime due stagioni? Lei ha contribuito al suo trasferimento?
«Tutti i giocatori che arrivano ad Ambrì sono seguiti. Come allenatore, è chiaro che posso dire la mia. Ma a prendere le decisioni, alla fine, è la direzione sportiva. Anche perché ci sono in ballo questioni finanziarie. Ma cerco comunque di essere sempre coinvolto, soprattutto quando mi sento in grado di dare un giudizio su un giocatore. Alla fine, quando si ingaggia un giocatore, si tratta di una cooperazione tra la direzione sportiva e il coaching staff».

Tornando alla stagione in corso, quale sarà la chiave per chiuderla al meglio e il più in fretta possibile?
«La chiave sarà quella di riuscire a tirare fuori il meglio da ogni giocatore, per poi tirar fuori il meglio della squadra. Sappiamo giocare, lo abbiamo dimostrato in parecchie partite. Si tratta più che altro dello stato d’animo con il quale entreremo sul ghiaccio. Non dovremo pensare troppo al passato o al futuro, ma dovremo cercare di giocare nel modo più libero possibile, rispettando sempre il nostro sistema ed i nostri valori».

E una volta che questa stagione sarà alle spalle, quale sarà la priorità per ripartire su delle basi solide?
«Parleremo con la squadra e con la direzione su come agire per migliorare. Forse si tratta anche di una questione di condizione. Forse dovremo fare in modo di arrivare ad inizio campionato in una condizione migliore per poter subito giocare un’hockey su dei ritmi alti. La nostra priorità sarà quella di trovare il modo di competere al meglio con le altre squadre del campionato».

E guardando un po’ più avanti, con questo contratto di tre anni, che sogni ha ad Ambrì?
«Sogno che ogni giocatore che sia ad Ambrì si senta bene, che abbia voglia di venire ogni giorno in pista e di mettercela tutta per la squadra e per migliorare. Penso che, se arriveremo a questo punto, il successo seguirà».