Tapola: «Il rinnovo? L'Ambrì mi ha convinto, c'è un potenziale enorme»

Ieri l’Ambrì Piotta ha comunicato il rinnovo del contratto del suo allenatore Jussi Tapola per le prossime tre stagioni. Lo abbiamo intervistato questa mattina.
Signor Tapola, come sono andate le discussioni che hanno portato a questo accordo triennale con l’Ambrì Piotta?
«Al mio arrivo, il piano era quello di concentrarsi soltanto sulla stagione in
corso. Non avevo nessun pensiero riguardo al futuro. Ho voluto venire ad Ambrì
per aiutare la squadra a tirare fuori il meglio per questa stagione. Poi,
qualche settimana dopo, abbiamo iniziato a parlare del futuro
del club, della squadra e del mio. Si è parlato del
progetto, insomma. Quest’ultimo mi è piaciuto, sono iniziate delle discussioni
e ora eccoci qui, con questo contratto di tre stagioni».
Che cosa l'ha convinta nel progetto presentatole dal
club?
«Il fatto che ci sia un piano chiaro e un processo ben definito. Sappiamo
come vogliamo costruire la squadra e che valori vogliamo darle. Vogliamo mettere l’accento sullo sviluppo dei nostri giovani giocatori.
Vogliamo essere un’organizzazione buona per i giovani, per svilupparli e per
avere successo anche sul lungo termine. Non si tratta di un progetto di un anno
in cui vogliamo e dobbiamo assolutamente vincere. Quello che importa è come
raggiungeremo i nostri obiettivi per diventare un’organizzazione di successo, sapendo che ci vorrà un po’ di tempo e di pazienza. Ecco, se ho
accettato la proposta dell’Ambrì è proprio per questo. Ho visto un piano
chiaro, un processo chiaro e ho anche avuto un'ottima impressione della gente
attorno al club, dei giocatori e della squadra. Ho subito visto che c’era un
potenziale enorme qui».
Cosa rappresenta per lei essere stato scelto come
condottiero di questo progetto biancoblu?
«È un grande onore. Sin dalla mia prima partita, contro il
Lugano, ho avvertito la passione della famiglia biancoblu. È un onore farne
parte. Sono molto grato alla società di aver scelto di continuare a collaborare
insieme per il futuro».
Cosa è diverso ad Ambrì rispetto alle altre realtà che
aveva conosciuto fin qui da allenatore?
«Ho allenato per la maggior parte della mia carriera a Tampere, in
Finlandia, dove ci si aspetta sempre la vittoria del titolo. In Svizzera,
prima di Ambrì, sono stato a Berna, dove ci si aspetta che la squadra finisca
perlomeno nelle prime quattro ogni anno. Ad Ambrì, le cose sono diverse.
Abbiamo elaborato un piano nel quale lo scopo principale è capire come
sfruttare al meglio il nostro potenziale. Ci siamo concentrati sulla squadra,
sulla società che vogliamo essere, convinti che i risultati e il successo
arriveranno in questo modo. E se non dovesse accadere subito, non ci sarà un
ambiente negativo. Cerchiamo ogni giorno di dare il meglio e pensiamo che,
portando quotidianamente sul ghiaccio lavoro, passione e conoscenze, raggiungeremo
il successo. Se lo scopo fosse soltanto quello di vincere, non sarebbe realistico per una
realtà come l'Ambrì».
Il fatto che il club l'abbia sostenuta nel caso DiDomenico è stato un argomento in più per accettare l’offerta
dell’Ambrì?
«No, si tratta di un episodio a parte, che non ha nulla a che vedere
con il mio contratto. Quando sono arrivato ad Ambrì, la prima discussione che
ho avuto con i giocatori è stata sui valori che dovevamo mostrare come squadra
e su quello che mi aspettavo da parte di ciascuno. Se vediamo che questi valori
non sono rispettati sul ghiaccio, allora bisogna aggiustare il roster. Dobbiamo
essere coerenti con le nostre parole. Altrimenti, se diciamo qualcosa ma ci
comportiamo in modo diverso, non seguiamo nessun processo».
Il momento nel quale è arrivato l’annuncio del suo
rinnovo, subito dopo la rottura con DiDomenico e poco prima del post-season,
potrà dare una carica supplementare alla squadra?
«Non penso che alla squadra interessi il mio contratto. I ragazzi sono
concentrati sulle ultime partite della stagione. Penso piuttosto che averlo
comunicato ora può essere benefico per i giocatori e gli agenti
in ottica mercato. Quando si tratta di trasferimenti, la gente vuole sapere chi
sarà l’allenatore e qual è il progetto della squadra. Comunicare tutto ciò ora
rende più facile per tutti capire quello che vogliamo costruire sul lungo
termine ad Ambrì».
Questo discorso si riallaccia anche all’annuncio
dell’arrivo di Petr Kodytek per le prossime due stagioni? Lei ha contribuito al suo
trasferimento?
«Tutti i giocatori che arrivano ad Ambrì sono seguiti. Come allenatore, è
chiaro che posso dire la mia. Ma a prendere le decisioni, alla fine, è la
direzione sportiva. Anche perché ci sono in ballo questioni finanziarie. Ma
cerco comunque di essere sempre coinvolto, soprattutto quando mi sento in grado
di dare un giudizio su un giocatore. Alla fine, quando si ingaggia un giocatore, si tratta di una cooperazione
tra la direzione sportiva e il coaching staff».
Tornando alla stagione in corso, quale sarà la chiave
per chiuderla al meglio e il più in fretta possibile?
«La chiave sarà quella di riuscire a tirare fuori il meglio da ogni
giocatore, per poi tirar fuori il meglio della squadra. Sappiamo giocare, lo
abbiamo dimostrato in parecchie partite. Si tratta più che altro dello stato
d’animo con il quale entreremo sul ghiaccio. Non dovremo pensare troppo al
passato o al futuro, ma dovremo cercare di giocare nel modo più libero
possibile, rispettando sempre il nostro sistema ed i nostri valori».
E una volta che questa stagione sarà alle spalle, quale
sarà la priorità per ripartire su delle basi solide?
«Parleremo con la squadra e con la direzione su come agire per
migliorare. Forse si tratta anche di una questione di condizione. Forse dovremo
fare in modo di arrivare ad inizio campionato in una condizione migliore per
poter subito giocare un’hockey su dei ritmi alti. La nostra priorità sarà
quella di trovare il modo di competere al meglio con le altre squadre del
campionato».
E guardando un po’ più avanti, con questo contratto di
tre anni, che sogni ha ad Ambrì?
«Sogno che ogni giocatore che sia ad Ambrì si senta bene, che abbia
voglia di venire ogni giorno in pista e di mettercela tutta per la squadra e per
migliorare. Penso che, se arriveremo a questo punto, il successo seguirà».