Lo spogliatio HCAP

Tapola: «La giusta sfida e, no, non escludo di rimanere»

Il nuovo coach dei leventinesi ha subito ottenuto risposte importanti - «Questa squadra è sulla strada giusta»
©Gabriele Putzu
Massimo Solari
29.01.2026 23:53

La chiamata dell’Ambrì, spiega Jussi Tapola, è arrivata giovedì. «La giusta chiamata, poiché il mio agente - che conduceva le trattative con i club - sapeva di dovermi coinvolgere solo a fronte di una proposta seria». Per il nuovo allenatore dei biancoblù, l’avvicinamento al derby è quindi volato. «Ho guardato in tv i match disputati contro ZSC, Ginevra e Friburgo e ho visto un gruppo che sta andando nella giusta direzione.Ecco perché ho deciso di infondere totale fiducia ai giocatori in vista del derby. Cambiare, per altro senza poter svolgere un solo allenamento e con appena un breve meeting insieme, non aveva alcun senso. Spesso, in questi casi, è sufficiente l’avvicendamento in panchina per ottenere da tutti qualcosina in più». 

Già. E ora. Qual è l’obiettivo dell’Ambrì? «Progredire, sia nell’ultimo match prima della pausa, sia durante la sosta olimpica» indica Tapola. Per poi precisare: «Il nostro gioco, almeno in parte, necessità di essere ripulito. Offensivamente dobbiamo capire quando è davvero il momento di colpire e quando, invece, occorre gestire. Sul piano difensivo, invece, è il sistema che eventualmente andrà rivisto. Di sicuro, contro il Lugano il box-play mi ha subito fornito delle risposte importanti». Okay, e i play-in? Sono davvero un’utopia? «Pensare alla classifica - replica il finlandese - ci toglierebbe solo concentrazione ed energie».

E, in fondo, il discorso non cambia affrontando la situazione personale del coach. Un contratto di così breve durata, per un profilo della sua esperienza, stride. «Nell’hockey non si sa mai» osserva Tapola. «Ma non è in questo momento che intendo pianificare il mio futuro da allenatore. Il focus, ora, è sul Langnau e sulle soluzioni che occorrono per diventare una squadra migliore. Le opportunità professionali, d’altronde, si materializzano solo quando svolgi un buon lavoro». Insomma, alla dirigenza dell’Ambrì non è stata posta alcuna condizione. «No, con il club ci siamo parlati in modo onesto. E se hanno scelto il sottoscritto in questa situazione è perché sono stati convinti dalla mia persona e del mio modo di vedere l’hockey. Non escludo di poter essere il coach dell’Ambrì anche la prossima stagione. Mi sono bastati due giorni per respirare e apprezzare l’atmosfera famigliare della Gottardo Arena. Detto ciò, ad Ambrì si è in procinto di costruire una nuova era, dopo quella segnata dal duo Cereda-Duca. E ogni decisione della società, in questo senso, sarà lecita». 

In questo articolo: