Timo Meier tra Mondiali e Coppa Svizzera: «Caro San Gallo, fai come noi»

C’è un filo rossocrociato che unisce i Mondiali di hockey a quelli di calcio, in programma dall’11 giugno. Negli scorsi giorni, la Nazionale di Murat Yakin ha reso omaggio a quella di Jan Cadieux. Lo ha fatto sui social, chiedendo ad alcuni calciatori elvetici quale dei loro compagni se la caverebbe meglio sul ghiaccio, con pattini ai piedi, disco e bastone. L’intelligenza artificiale ha poi fatto il resto, creando delle immagini divertenti. Ardon Jashari ha puntato su Gregor Kobel, forse sapendo che il padre, Peter, è stato un attaccante di ZSC Lions, Lugano e Davos. Marvin Keller e Miro Muheim hanno invece scelto Embolo e Akanji, per la loro forza fisica: «Manuel potrebbe piazzare un paio di bei bodycheck». Un voto a testa anche per Mvogo e Aebischer. Quest’ultimo, stando a Sow, è un intenditore di hockey.
Libera uscita al Wankdorf?
Anche nella Nazionale di disco su ghiaccio c’è un giocatore che incarna, più di altri, il legame tra le due discipline. Soprattutto in questi giorni. Stiamo parlando di Timo Meier, tifosissimo del San Gallo. Domenica i biancoverdi saranno di scena al Wankdorf di Berna nella finale di Coppa Svizzera. Una partita che affronteranno da favoriti, contro una compagine di Challenge League: il sorprendente Stade Losanna, già carnefice di Winterthur, Lucerna e GC. Dopo la gara di domani pomeriggio contro l’Ungheria, gli uomini di Cadieux avranno due giorni senza partite. E l’attaccante dei New Jersey Devils potrebbe fare un salto nella capitale per seguire la sua squadra del cuore: «Non so ancora se sarà possibile, vedremo», ci dice Timo, visibilmente speranzoso. Nel 2022, quando il San Gallo perse l’ultimo atto per 4-1 contro il Lugano di Mattia Croci-Torti, l’appenzellese era a Helsinki per la rassegna iridata. «Mio padre e molti dei miei amici erano alla partita. Fu un giorno amaro, ma i bianconeri meritarono di vincere. La mia passione per l’FCSG è grandissima. Da bambino mio papà mi portava alle partite, nel vecchio Espenmoos. In estate, quando torno in Svizzera, vado volentieri al Kybunpark».
La giusta attitudine
A Zurigo, la Svizzera sta interpretando bene - a volte benissimo - il suo ruolo di favorita contro le cosiddette «piccole». Dopo il 9-0 rifilato all’Austria e il meno reboante 4-1 alla Gran Bretagna, domani i rossocrociati sono attesi da un’altra passeggiata di salute contro l’Ungheria, battuta 10-0 lo scorso anno a Herning: «Ma noi prendiamo ogni avversario molto seriamente», avverte Timo Meier. «Non importa contro chi giochi, devi sempre entrare in pista con la giusta attitudine e farti trovare pronto. Altrimenti rischi di complicarti la vita. Indubbiamente, è più facile continuare a spingere per sessanta minuti quando puoi contare su un pubblico come il nostro». Contro i britannici la Svizzera è stata meno efficace rispetto alle gare precedenti e qua e là si è un po’ distratta, ma nel complesso ha trascorso un’altra serata in pieno controllo. Che cosa dovrà fare, il San Gallo, per gestire altrettanto serenamente la differenza di categoria con lo Stade Losanna? Timo non ha dubbi: «Dovrà fare quello che stiamo facendo noi qui a Zurigo: entrare in campo con la giusta mentalità, sapendo che non esistono partite già vinte in partenza. Inoltre, i biancoverdi dovranno sfruttare l’atmosfera e la carica di migliaia di tifosi sangallesi che aspettano questo trofeo da tantissimi anni. Sono sicuro che ce la faranno. Noi, ad esempio, ci stiamo davvero godendo pienamente l’ambiente che si è creato attorno alla nostra Nazionale in questi giorni. Personalmente, mi è venuta spesso la pelle d’oca. Soprattutto al termine delle partite, quando tutti i tifosi cantano W. Nuss vo Bümpliz, un grande classico dei Patent Ochsner. Già da tempo sapevamo che i biglietti erano stati tutti venduti e che ci sarebbe stato un clima di festa, ma non davamo questo affetto per scontato. È fantastico».
A segno in quattordici
Con 8 punti in 5 partite (2 gol, 6 assist), Timo Meier è il miglior marcatore rossocrociato insieme a Sven Andrighetto (3 gol, 5 assist). L’altro ieri, con una sua azione caparbia, ha propiziato la seconda rete di Niederreiter, spostato in linea con lui e Hischier a partita in corso, al posto di Attilio Biasca. «È sempre piacevole vedere Nino segnare, ma è evidente che abbiamo bisogno del contributo di tutti i membri della squadra. Giochiamo costantemente con quattro linee, è bello sapere che tutti partecipano e vanno a bersaglio». Contro la Gran Bretagna si è sbloccato anche Simon Knak. Dopo cinque partite, sono ben 14 i giocatori elvetici ad aver realizzato almeno una rete, con Riat e Hischier già a quota 4.
Intanto, arrivano notizie incoraggianti sulle condizioni di Pius Suter, assente nelle ultime due partite. Questa mattina l’attaccante dei St. Louis Blues ha preso parte all’allenamento facoltativo. Domani non giocherà, ma la speranza è di recuperarlo per la partita di martedì contro la Finlandia, decisiva per il primo posto nel Gruppo A.
