Mondiali di hockey

Un giorno in più per sognare, ma senza Timo Meier

Domani a Zurigo la Svizzera affronta la sorprendente Norvegia in semifinale - L'attaccante dei New Jersey Devils è stato squalificato per una partita per il colpo di ginocchio ai danni dello svedese Sundqvist
© KEYSTONE/CLAUDIO THOMA
Fernando Lavezzo
29.05.2026 19:54

La fan zone chiude a mezzanotte in punto. «Quando un giorno, vista l’ora, è appena finito e un nuovo giorno è appena cominciato; un giorno in più per amare, per sognare, per vivere», direbbe Gigi Marzullo. Ieri, dopo il successo contro la Svezia, i tifosi rossocrociati hanno continuato a festeggiare e a cantare per le vie di Altstetten, alla stazione, sui treni. Anche sotto l’albergo che ospita la nazionale rossocrociata, a 400 passi dalla Swiss Life Arena. Impossibile, per i giocatori, non sentire quella chiassosa dimostrazione d’affetto. Nessun disturbo, ci mancherebbe. Tanto, per prendere sonno e far scendere l’adrenalina, Roman Josi e compagni avrebbero avuto comunque bisogno di tempo. Lo ha detto anche Jan Cadieux, subito dopo la partita, in uno spogliatoio reso sempre più accessibile grazie ai video del social media manager: «Avete giocato con il cuore e vi siete divertiti», ha affermato l’allenatore rivolgendosi ai suoi ragazzi. «Gustatevi il momento, ma ricordatevi che il lavoro non è ancora finito. Riposate a sufficienza e siate pronti per la prossima sfida. Dobbiamo concentrarci su noi stessi, non sull’avversario. Ma questa sera, prima di andare a dormire, cercate di assaporare questa sensazione. Godetevela. Tenetevi strette queste emozioni e condividetele. Perché stiamo facendo qualcosa di speciale».

Un portiere eroico

Sì, al Mondiale di Zurigo sta succedendo qualcosa di speciale, di magico, che va oltre il risultato finale. Condivisione, appartenenza, gioia. Si entra in pista con la pelle sudaticcia, a causa del gran caldo, e si esce con la pelle d’oca. Ma c’è un’altra squadra che sta facendo qualcosa di pazzesco. Di inimmaginabile. È la Norvegia, nostra avversaria nella semifinale di domani pomeriggio alle 15.20. La selezione allenata da Petter Thoresen, fratello dell’ex attaccante bianconero Patrick, ha già scritto la storia. In semifinale si imbucano spesso delle invitate a sorpresa, ma il percorso dei nordici non è stato casuale. Non si è basato su un effimero exploit. Nel girone di Friburgo, la Norvegia ha vinto cinque partite su sette, comprese quelle contro la Svezia e la Cechia. Ha «toppato» solo l’esordio contro la Slovacchia, poi ha strappato un punto al Canada, in un match che i nordici stavano vincendo fino al 58’21’’. La squadra gioca senza pressione e anche con cinismo, come ha confermato il quarto di finale vinto per 2 a 0 contro la Lettonia. La Norvegia non vanta fenomeni di fama internazionale, ma in questo torneo è stata trascinata dalle 6 reti a testa di due giovanissimi talenti: il 18.enne Tin Luc Koblar e il 21.enne Noah Steen. Il 20.enne difensore Michael Brandsegg-Nygard ha già messo piede in NHL disputando 14 partite con i Detroit Red Wings. Il capitano Andreas Martinsen ha vestito le maglie di Colorado Avalanche e Chicago Blackhawks tra il 2015 e il 2019 (154 presenze in totale). In difesa, Stian Solberg ha perso la vena realizzativa dell’anno scorso, quando mise a segno 6 punti in 7 partite. Ora conta un solo assist, ma resta imprescindibile. Il vero eroe nazionale, in queste due settimane, è però stato il 31.enne portiere Henrik Haukeland, che milita nella DEL tedesca con lo Straubing: 6 gol subiti nelle 6 partite disputate, con una percentuale di parate del 95,97%. Solo il nostro Leonardo Genoni ha fatto meglio con il suo 96,63%, ma ricevendo 60 tiri in meno e con una squadra molto più forte a difenderlo. Riassumendo: sulla carta non c’è partita, ma sottovalutare l’ostacolo sarebbe un grave errore.

Svezia indignata

La vigilia, in casa elvetica, è stata abbastanza tranquilla. Sul mezzogiorno, solo sette giocatori hanno preso parte all’allenamento facoltativo: Reto Berra, Sandro Aeschlimann, Dean Kukan, Janis Moser, Lukas Frick, Théo Rochette e Pius Suter. Quest’ultimo, infortunatosi nella terza partita del torneo contro la Germania, è tuttora in dubbio. La sua situazione verrà nuovamente valutata domani mattina, poi si deciderà sul suo eventuale impiego contro la Norvegia. Vi è inoltre stata una lunga attesa per le possibili squalifiche di Dean Kukan e Timo Meier. Ebbene, attorno alle 19.30 è stata comunicata la sospensione per una partita dell’attaccante dei New Jersey Devils. Al 35’ del quarto di finale contro la Svezia, Timo se l’era cavata con una penalità minore dopo un duro contrasto a metà pista ai danni di Oskar Sundqvist. Lo scandinavo è stato colpito a un ginocchio ed è stato riaccompagnato negli spogliatoi su una sedia a rotelle. Il brutto episodio ha monopolizzato le discussioni in Svezia, ben più della sconfitta. Il talentuoso Stenberg - probabile prima o seconda scelta al prossimo draft NHL - ha definito gli arbitri «codardi». Il 52.enne Peter Forsberg, una leggenda dell’hockey svedese e mondiale, si è detto indignato: «Intervenire con il ginocchio in quel modo è assolutamente pericoloso, Sundqvist potrebbe stare fuori per mesi». La Commissione disciplinare della IIHF non ha voluto infierire e domenica Meier sarà di nuovo in pista, nella finale per l’oro o in quella per il bronzo. Contro la Norvegia possiamo cavarcela benissimo anche senza di lui, ma quel suo fantastico mix di fisicità e doti offensive mancherà comunque.

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