Hockey

«Un Mondiale di successo», e Tardif cita pure l'Ambrì

Nella tradizionale conferenza stampa di fine torneo il presidente della IIHF ha elogiato gli organizzatori e la passione del popolo svizzero per questo sport - Affrontato anche il tema del reintegro di Russia e Bielorussia
Il presidente della federazione internazionale Luc Tardif. © AP
Fernando Lavezzo
31.05.2026 15:10

Cresce l’attesa in vista della finale tra Svizzera e Finlandia, in programma alle 20.20. L’area che circonda la Swiss Life Arena si sta già colorando di rossocrociato, sebbene stasera la fan zone sia a rischio chiusura a causa dei previsti temporali. Meglio informarsi prima, dicono gli organizzatori. E a proposito di organizzazione, nel primo pomeriggio si è svolta la tradizionale conferenza stampa di fine Mondiale. Il presidente della IIHF, Luc Tardif, ha parlato di un torneo «fantastico», congratulandosi con il comitato che lo ha reso possibile e con i 2000 volontari che hanno dato un contributo imprescindibile. «L’atmosfera è stata incredibile, e non solo durante le partite della Svizzera. Non sono sorpreso che molte persone abbiano riempito le arene anche quando non giocavano i rossocrociati. Questo è un Paese di hockey, in cui le persone accorrono a migliaia anche in piccoli villaggi per seguire la squadra del cuore in campionato. A volte ti chiedi da dove arrivi tutta quella gente. Ad esempio ad Ambrì». Sì, Tardif ha citato il club leventinese. E ha sottolineato la qualità delle nuove strutture sorte negli ultimi anni, comprese ovviamente la Swiss Life Arena di Zurigo e la BCF Arena di Friburgo, i due cuori pulsanti della rassegna. «Credo che la Svizzera debba accogliere i Mondiali più spesso», ha detto il presidente.

Il segretario generale del Comitato organizzatore, Christian Hofstetter, ha ringraziato tutti i suoi collaboratori, nonché i partner, gli sponsor, le autorità, i media. E ovviamente i tifosi. «È stato un torneo straordinario, con 466 mila spettatori sugli spalti: 299 mila a Zurigo e 167 mila a Friburgo. Abbiamo inoltre coinvolto 20 mila allievi delle scuole, provenienti da diversi cantoni. Anche l’impatto sul settore alberghiero è stato notevole».

Russia e Bielorussia: a quando il ritorno?

«È stato tutto perfetto», ha ribadito Tardif, che è poi stato interrogato sul futuro di Russia e Bielorussia. Quest’ultimo Paese è già stato riammesso ai Mondiali U18. Quando toccherà anche alle due selezioni maggiori, entrambe escluse nel 2022 in seguito alla guerra in Ucraina? «A un certo punto torneranno, la nostra famiglia ha bisogno di loro, ma non vogliamo affrettare i tempi e non possiamo fermare la guerra», afferma il presidente della federazione internazionale. «Vogliamo proteggere la nostra competizione, essere certi che la sicurezza sia garantita per tutti. Ci sono ancora delle resistenze, dei problemi anche burocratici. Dipende anche dall’evoluzione a livello geopolitico. Restiamo calmi, aspettiamo, è difficile prevedere delle tempistiche. A settembre avremo un congresso importante, ne discuteremo».

La IIHF è inoltre coinvolta in discussioni costruttive con la NHL, intenzionata a riproporre la sua World Cup con cadenza regolare, a cominciare da febbraio del 2028: «Dovremo collaborare per i calendari, creare sinergie, dinamiche comuni, senza farci una concorrenza che sarebbe nociva. La nostra relazione è migliorata, come si è visto con il ritorno dei giocatori NHL alle Olimpiadi. Abbiamo bisogno che questi campioni continuino a venire anche ai Mondiali. Chi si interroga sulla necessità di avere un Mondiale ogni anno, deve tenere conto che la IIHF si finanzia grazie a questa rassegna, che permette poi di organizzare anche quelle che non garantiscono profitto, come i tornei giovanili. Senza dimenticare lo sviluppo dell’arbitraggio o di altre categorie».

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