Hockey

Un tempo non basta, il Lugano crolla a Zugo

In piena emergenza a causa delle assenze, i bianconeri interpretano al meglio i primi 20 minuti, passando pure in vantaggio con Thomson, poi vengono travolti per 7 a 2
Il 5-2 di Senteler. © KEYSTONE/MICHAEL SCHMID
Fernando Lavezzo
27.10.2026 22:00

Il Lugano, che di infortuni se ne intende, torna da Zugo con le ossa rotte. In senso metaforico, ma non per questo meno doloroso. In piena emergenza (alla lista degli assenti si è aggiunto Guebey), i bianconeri hanno interpretato al meglio il primo tempo, giocato con abnegazione difensiva, concentrazione, semplicità e cinismo in power-play (1-0 di Thomson). Poi, nel periodo centrale, hanno accusato l'ormai classico crollo, subendo quattro reti in poco più di 8 minuti tra il 25'03'' e il 33'19''. Il tutto senza reagire. Una partita ben indirizzata, si è così tramutata nell'ennesimo incubo stagionale. Dopo l'illusorio 4-2 di Lycksell all'inizio del terzo tempo, i Tori hanno dilagato fino al 7-2 finale. Con questa lunga lista di assenti, alla squadra di Mitell si chiede almeno un po' di orgoglio, di voglia. Non solo per 20 minuti. Ancora una volta, gli stranieri non sono stati in grado di caricarsi la squadra sulle spalle. 

La sblocca Thomson

Lo Zugo controlla maggiormente il disco, ma il Lugano si difende bene, senza correre rischi. Al 4’10’’ Sanford e Peltonen partono in due contro uno, ma il centro statunitense gestisce male la situazione: non tira, non passa, si incarta. Al 5’57’’ i bianconeri commettono un cambio scorretto: con l’uomo in più, i padroni di casa non appaiono granché lucidi. Al 14’16’’ tocca allora alla squadra di Mitell giostrare in 5 contro 4 per uno sgambetto di Kovar. Ebbene, il Lugano sfrutta l’occasione per passare in vantaggio con un tiro nel traffico di Thomson al 15’41’’.

Poker dello Zugo 

Al 21'05'' Kubalik colpisce il palo dallo slot. Al 25'03'', dopo un lungo assedio (sembrava un power-play!), lo Zugo pareggia con Senteler, che spinge il disco in rete dopo un primo intervento di Mayer col gambale. Al 27'08'' Besanidis commette fallo in zona d'attacco, mettendoci troppa foga. Lo Zugo ne approfitta subito per portarsi in vantaggio al 27'43'' con un tiro al volo di Rohrer, liberato da Kubalik sulla sinistra. Al 28'51'' viene espulso Müller, che con il suo fallo vanifica pure un contropiede di Kupari. Shore spreca una ghiotta chance in shorthand, sprecando il disco rubato da Tanner dietro la porta di Genoni. Al 33'06'' la situazione precipita, con il 3-1 di Tatar al culmine di una rapida transizione. Passano appena 13 secondi e arriva anche il 4-1 di Hofmann, propiziato da un (purtroppo tipico) errore di Mayer nel tentativo di giocare il disco dietro la propria porta. Mitell chiama il time-out e cambia il portiere: dentro Schlegel. Al 35'10'' Olsson si divora il 4-2 a porta vuota. 

Breve illusione

Il Lugano cerca subito di riaprire la contesa e al 41'51'' trova il 4-2 con Lycksell. La speranza dura solo una manciata di minuti, poiché al 47'51'' Senteler trova la doppietta personale lasciando Innala sul posto e trovando la strada spianata: 5-2. Come se non bastasse, al 49'51'' Rohrer firma a sua volta una doppietta, con lo spettacolare 6-2 segnato in tuffo. Mitell chiama il coach challenge per sospetta ostruzione sul portiere, ma viene smentito dagli arbitri e rimedia una penalità. Lo Zugo non infierisce, poi i bianconeri sbagliano due reti facili con Shore e Olsson. Al 55'04'' viene penalizzato Sklenicka. Il power-play bianconero fa cilecca. E al 57'52'' arriva il 7-2 di Guerra, cacciato dal Lugano la scorsa stagione. 

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