Vent’anni dopo, Vauclair vuole ancora ribaltare l’Ambrì

Per la seconda stagione di fila, la salvezza dell’Ajoie passa dal Ticino. Nei playout dell’anno scorso, i giurassiani misero alle corde il Lugano, andando sul 2-0 nella serie, salvo poi perdere le quattro partite successive e ritrovarsi a disputare lo spareggio con il Visp, campione di Swiss League. Stavolta, la squadra di Greg Ireland dovrà vedersela con l’Ambrì Piotta. Per il coach canadese, tecnico dei bianconeri dal 2017 al 2019, sarà una specie di derby. Lo stesso vale per Matteo Romanenghi e Cole Cormier, mentre Benji Conz, Damiano Ciaccio, Jannik Fischer e Julius Nättinen vivranno una sfida da ex. Ma se si parla di derby ticinesi in casa giurassiana, il primo pensiero va inevitabilmente a Julien Vauclair, direttore sportivo dell’Ajoie, che ne ha giocati più di chiunque altro: 102, uno in più di Nicola Celio.
Aspetta un momentum
È stato un gol in particolare, nei playout dello scorso anno, a ribaltare l’inerzia della sfida tra Ajoie e Lugano. Quello segnato da Morini al 59’32’’ di gara-3, 30 secondi dopo l’1-1 di Zohorna. Dal possibile 3-0 nella serie, i giurassiani si sono ritrovati con il fiato dei bianconeri sul collo. Perso il momentum, persa la serie. Una sensazione che Vauclair conosce bene. Ancora più clamoroso, infatti, fu l’episodio che lo vide protagonista nei quarti di finale del 2006, contro l’Ambrì. Era il 14 marzo. Domani saranno vent’anni giusti, giusti. Con i biancoblù avanti 3-0 nella serie, Julien cambiò le carte in tavola in gara-4, gelando la Valascia con un indimenticabile «gollonzo» all’overtime.
Una serata pazza
Quella partita è passata alla storia. Un thriller. I leventinesi di Pekka Rautakallio andarono quattro volte in vantaggio con i gol di Demuth, Toms, Du Bois e ancora Toms, ma ogni volta i bianconeri pareggiarono con le reti di Sannitz, Gardner, Jeannin e ancora Gardner, che firmò il 4-4 al 53’33’’. L’occasione per mandare l’Ambrì in semifinale capitò sul bastone di Hnat Domenichelli, a un secondo dalla terza sirena, ma il canadese la sprecò. Nel supplementare, i biancoblù si ritrovano in superiorità numerica per l’espulsione di Jason York, ma un passaggio a tutta pista di Petteri Nummelin lanciò Julien Vauclair in contropiede. Arrivato davanti a Thomas Bäumle, il difensore giurassiano perse in controllo del disco. Da dietro arrivò Félicien Du Bois, che travolse tutto e tutti. Nella confusione, Bäumle spinse il disco alle sue spalle. Un mitico «gollonzo» che riscrisse la storia, lanciando il Lugano verso la clamorosa rimonta e verso il settimo titolo nazionale.
«Volevo andare al cambio»
In una nostra intervista del 2019, quando ancora giocava, Julien Vauclair disse di ricordare perfettamente quel gol, descrivendolo con precisione fotografica: «Siamo all’inizio dell’overtime, con York espulso. Durante l’inferiorità numerica, io e Metropolit partiamo in due contro uno, ma una volta entrato nel terzo d’attacco, cado e vado a sbattere contro la balaustra. Mi rialzo e sollevo il bastone in direzione della nostra panchina, chiedendo il cambio. Ma proprio in quel momento, Nummelin mi fa uno dei suoi incredibili passaggi dal nostro settore di difesa. Ricevo il puck, riparto verso Bäumle e tento una finta, ma scivolo un’altra volta. Ancora oggi, fatico a spiegarmi come quel disco sia finito in rete. Ricordo di averlo visto entrare mentre ero sdraiato sul ghiaccio, poco prima di essere travolto da tutti i miei compagni di squadra».
Tutto è possibile
Il 14 marzo di vent’anni fa, Vauclair dimostrò che nell’hockey tutto è possibile: «Puoi soffrire, perdere tante partite o non vedere una via d’uscita, ma c’è sempre una luce in fondo al tunnel», ama raccontare. Una frase che potrebbe sfoderare anche negli spogliatoi di Porrentruy, per motivare i ragazzi di Ireland. Per la quinta volta in cinque anni dal suo ritorno in National League, l’Ajoie ha infatti chiuso all’ultimo posto, a 17 punti dai leventinesi, senza mai entrare nella lotta per una posizione migliore. Dopo un inizio da incubo (15 sconfitte nelle prime 16 giornate), i giurassiani sono però riusciti a migliorare il loro rendimento. Soprattutto in trasferta, dove hanno racimolato 23 punti, 2 in più di Bienne e Langnau. Insomma, Bellemare e compagni si stanno preparando ai playout da molto tempo e saranno un osso durissimo, nonostante alcune assenze di peso, tra cui – forse – quelle di Honka, Hazen e Turkulainen. L’Ambrì ha vinto tre scontri diretti su quattro, ma sempre sudando: 3-2 (nella prima sfida post-Cereda), 5-4 (gol vittoria di Manix Landry al 59’36’’) e 3-2 ai rigori (settimana scorsa). Vauclair non potrà giocare. Ma sogna di ribaltare nuovamente l’Ambrì.
