Zaccheo Dotti: «Non siamo stati capaci di contrastare il gioco del Langnau»

«Speriamo non sia iniziata una serie negativa», aveva detto una signora uscendo dalla Gottardo Arena martedì scorso, dopo la «bella» sconfitta contro il Davos. No, nonostante anche questa sera i leventinesi abbiano dovuto incassare un altro k.o., stavolta per mano della bestia nera Langnau, non si può parlare di una striscia negativa. Quelle maturate contro i grigionesi e i Tigrotti sono però due partite che inevitabilmente intaccano parecchio il molare. Partiti fortissimo nelle prime sei partite, gli uomini di Jussi Tapola hanno un po' perso il filo e ora devono riordinare le idee. Come contro il Davos due giorni prima, anche al cospetto del Langnau, che l’Ambrì non batte dal lontano febbraio 2024, De Luca e compagni non sono entrati in partita con il piglio giusto. I tiri, nella prima frazione, hanno nuovamente sorriso ai bianconblù per 9 a 4, ma non sono bastati per sbloccare il risultato. Sono stati i Tigers a essere molto più cinici, mettendo in rete la metà delle conclusioni, chiudendo il primo parziale sul 2-0. La terza rete a inizio secondo tempo è stata invece una batosta. Non è servito il sigillo del 3-1 firmata da Muggli, accompagnata da un urlo liberatorio che sembrava poter dare nuova linfa all’attacco leventinese. La fiammella biancoblù si è in realtà alimentata, ma non abbastanza per compiere la rimonta. Alla fine, la sfida è terminata 5-1 per i Tigrotti.
Un gioco difficile da contrastare
Anche Zaccheo Dotti conferma: il primo tempo non è stato approcciato la meglio. «Soprattutto non siamo riusciti a contrastare il loro gioco in zona neutra. Ci hanno bloccato tutte le ripartenze. Poi, una volta recuperato il disco, ci schiacciavano e ci pressavano nella nostra zona. Questa è la chiave di lettura dell’inizio della partita. Io, comunque, in panchina ho visto la volontà e la positività di volerla girare e di continuare a spingere. Dobbiamo continuare a lavorare duro e sono convinto che le cose gireranno. È già successo in passato». Ma cosa rende il Langnau un osso così duro per l’Ambrì Piotta, tanto da non riuscire a batterlo per nove sfide consecutive? «Probabilmente il loro sistema di gioco si scontra bene con il nostro. Riusciamo a esprimerci meglio contro squadre che giocano più rapidamente verso la nostra porta, perché possiamo fare un po’ quello che hanno fatto loro stasera: chiuderci dietro e poi ripartire, sfruttando maggiormente gli spazi». Per il difensore biancoblù, ad ogni modo, non c’è modo di preoccuparsi se i dischi non entrano: «È una casualità. Dobbiamo solo diventare più cinici».

