Hockey

Zero emozioni, zero reti: Ambrì, così proprio non va

Disastrosa prova dei leventinesi: mai in partita con l'atteggiamento giusto, si fanno dominare dal Langnau - Zaccheo Dotti: «Nello spogliatoio c'è voglia di invertire questa situazione, poi scendiamo in pista e niente va bene»
©Samuel Golay
Flavio Viglezio
02.01.2026 23:41

Non poteva cominciare peggio il 2026 per l’Ambrì Piotta. Un Ambrì talmente brutto da non sembrare vero ha rimediato una brutta figura contro un Langnau volenteroso e poco più. I biancoblù sono scesi in pista senza mordente, senza idee, senza emozioni e alla fine si sono pure ritrovati senza gol. Un disastro insomma, in quella che - sommate le quattro di fine 2025 - è ormai la quinta sconfitta consecutiva per la squadra di Eric Landry.

Mai il momentum

«Nello spogliatoio - dice un affranto Zaccheo Dotti - c’era davvero la voglia di uscire da questa brutta situazione. Siamo sempre lì, ma non è mai abbastanza per portare il momentum dalla nostra parte. Abbiamo passato la serata ad inseguire e poi il loro secondo gol ha chiuso i conti».

Già, non ha praticamente mai avuto il momentum dalla sua parte, l’Ambrì Piotta. Un Ambrì che non ha saputo portare sul ghiaccio l’atteggiamento giusto, quello che dovrebbe avere una squadra che lotta per qualificarsi ai play-in. No, proprio così non va. In fondo il Langnau ha avuto vita fin troppo facile: passati in vantaggio nel primo tempo, i tigrotti si sono limitati a gestire la situazione, a controllare i poco convinti tentativi di reazione dell’Ambrì. E anzi, è stato più spesso il Langnau ad andare più vicino alla rete del raddoppio che l’Ambrì Piotta a quella del pareggio.

Niente cattiveria

Ed infatti nessuno è rimasto sorpreso quando i tigrotti, nelle fasi finali dell’incontro, hanno trovato il raddoppio che ha di fatto chiuso i conti. Anche perché l’Ambrì Piotta non è stato in grado di organizzare una reazione degna di questo nome. Ha continuato a giocare come se stesse gestendo un comodo vantaggio. Altro che voglia di recuperare. «Sì - prosegue Zaccheo Dotti - ci è mancata quella cattiveria agonistica dell’Ambrì Piotta. Avremmo almeno dovuto cercare di provocare qualcosa, ed invece niente».

La verità è che anche il linguaggio del corpo dei leventinesi non promette nulla di buono. E come spesso accade quando le cose non vanno per il verso giusto, i singoli cercando giocate individuali che non hanno nessuna possibilità di riuscire.

Rimboccarsi le maniche

All’Ambrì non resta insomma che riflettere su questo momento e presentarsi a Davos in un altro modo. «C’è solo una cosa da fare, rimboccarci le maniche», chiosa Dotti.

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