«La classifica non mi interessa, è il processo di crescita che conta»

L’annuncio, invero, non era atteso. Non per questo, tuttavia, è apparso sorprendente. Anzi, saggiamente, il Lugano ha deciso di anticipare i tempi e prolungare per un ulteriore anno - ossia fino al termine della stagione 2027/2028 - la durata dei contratti di Tomas Mitell, Stefan Hedlund e Antti Ore (rispettivamente head coach, associate coach e allenatore dei portieri). Una mossa, questa, presa con «forte convinzione» - come ha comunicato il club - e frutto del lavoro, indubbiamente molto positivo, svolto dallo staff tecnico sino a questo momento.
«È stato facile accettare»
Nell’ottica di dare continuità a quanto proposto sinora, i bianconeri hanno preso una decisione significativa e sintomo di grande fiducia, nei confronti del proprio allenatore e dei suoi collaboratori più stretti. Il tecnico svedese - interpellato alla vigilia della sfida contro il Losanna - ha dal canto suo lasciato trasparire una certa dose di soddisfazione per il raggiungimento di questo nuovo accordo. «Sono indubbiamente felice di aver ricevuto questa opportunità - ha commentato - e penso che questo prolungamento possa pure tramutarsi in un aiuto, per me. Forse, avendo a disposizione più tempo, adesso diventa ancora un pizzico più facile proseguire nel nostro lavoro». Mitell, insomma, non ha affatto titubato dinnanzi a questa possibilità. «Io e Janick Steinmann parliamo sostanzialmente tutti i giorni, a proposito del presente e del futuro di questa squadra. Dal momento in cui è emersa questa evenienza, quindi, mi è risultato semplice accettare la proposta».
La trattativa per il rinnovo - e ce lo ha confermato anche lo stesso direttore sportivo del Lugano - non è durata molto: «Siamo costantemente a stretto contatto e con il passare dei mesi - lavorando fianco a fianco - ho avvertito sempre più che siamo sulla stessa lunghezza d’onda». Ora, la compagine bianconera veleggia saldamente nelle zone nobili della classifica, ma le prime settimane di campionato si erano rivelate tutt’altro che scontate per Mitell e i suoi uomini. Lì qualche dubbio era subentrato? «No - ha risposto fermamente Steinmann - anche perché diversi fattori dovevano ancora sistemarsi, siccome il progetto era del tutto nuovo e coinvolgeva uno staff rivoluzionato. Senza dimenticare che siamo peraltro stati colpiti da diversi infortuni». Quelle difficoltà iniziali, a detta di Mitell, si sono tra l’altro rivelate importanti per la crescita del gruppo. «Quando ci siamo trovati con appena 8 punti in 10 partite la storia era ben diversa da quella attuale. Ma sono molto contento di aver attraversato - e superato, tutti assieme - un periodo di questo tipo. Abbiamo vissuto da vicino una situazione complicata».
«Ci saranno altri ostacoli»
Il Lugano, però, non può pensare di aver già oltrepassato ogni avversità che una stagione porta con sé. E il suo ds lo sa bene. «Sinceramente, la nostra posizione di classifica non mi interessa proprio - ha confermato Steinmann - è il processo di crescita che conta. Ci saranno altri ostacoli lungo il nostro percorso, ma siamo fiduciosi a proposito del cammino che abbiamo intrapreso. La squadra si fida dello staff tecnico e altrettanto faccio io: crediamo che restando uniti il nostro possa diventare un futuro radioso».
C’è stato, allora, il pensiero di trovare un accordo ancor più duraturo e che andasse persino oltre la stagione 2027/28? «Guardare ancora più in là - ha risposto il direttore sportivo - sarebbe risultato eccessivo perché nel mondo dell’hockey su ghiaccio bisogna tenere conto di parecchi cambiamenti repentini. È difficile, dunque, prevedere cosa succede così in avanti nel tempo, ma eventualmente - con la medesima onestà e sincerità tra le due parti - vedremo il da farsi».
L’importanza del lato umano
Steinmann, infine, ha rivolto altre parole di stima nei confronti dell’allenatore svedese. «Oltre a essere un buon coach, è anche una persona di qualità». Caratteristica, questa, fondamentale per la gestione di uno spogliatoio. E non è un caso che in molti stanno evidenziando notevoli progressi. «Tomas e il suo staff stanno svolgendo un lavoro fenomenale con i giocatori. Inoltre, questa componente umana consente loro di sapere esattamente quando è il momento giusto per spronare maggiormente il gruppo».
Sullo slancio dei risultati, non da ultimo, il Lugano ha saputo riavvicinarsi ai propri tifosi. «In questo momento - ha chiosato il ds - percepisco l’entusiasmo del pubblico. Viene riconosciuto e apprezzato il duro lavoro della squadra e trovo che sia speciale il modo in cui i giocatori stanno onorando questa maglia. Sono molto fiero di ciò».
Di nuovo a Losanna, laddove è iniziata la svolta
In seguito alla sofferta - ma convincente - vittoria colta alla Cornèr Arena contro il Friburgo, il Lugano si appresta ad affrontare altre due squadre romande. Questa volta, però, entrambe in trasferta. A cominciare, questa sera, dall’impegno al cospetto del Losanna. Dall’ultima visita nel Canton Vaud, il Lugano era tornato con tre punti - scaturiti dal netto successo per 5-1 - e tanta convinzione nei propri mezzi. Era ottobre ormai inoltrato e «in quel periodo - ha ricordato l’allenatore dei bianconeri Tomas Mitell - c’è probabilmente stata la svolta della nostra stagione. Ci eravamo presentati alla Vaudoise Arena con una formazione rimaneggiata a causa di diversi infortuni. Tuttavia, eravamo comunque riusciti a giocare in maniera solida e da lì in poi - ha spiegato il tecnico svedese - siamo progressivamente migliorati. Il Losanna è indubbiamente una buona squadra e per questo li rispettiamo, ma sappiamo di poterli battere. In Svizzera - ha aggiunto Mitell - le migliori squadre vantano di una rosa profonda e giocano un buon hockey. L’aspetto positivo, per noi, è che - pur essendo all’inizio del nostro percorso - siamo già in grado di battagliare con loro».
Per quanto riguarda la formazione odierna, l’head coach bianconero non ha voluto svelare le sue carte: «Decideremo solamente quest’oggi chi utilizzare». A sua disposizione ci sarà anche Brendan Perlini. «Il nostro staff medico ha dato il via libera, ma lui è fuori da diverso tempo - dal 15 novembre, ndr. - perciò deve ritrovare il ritmo partita». Con Dahlström sicuro assente, il regolare impiego di Connor Carrick - previsto come 7. difensore al cospetto del Friburgo - appare scontato. Mentre per quanto riguarda Sgarbossa - già escluso nella sfida contro i burgundi - non vi sono certezze. «Per quanto riguarda gli stranieri devo logicamente tenere sempre in considerazione che posso schierarne al massimo sei. Ma non so se li impiegheremo tutti, o soltanto cinque o quattro. Vedremo. Sono contento di come abbiamo giocato contro il Friburgo, per questo non credo di optare per grossi cambiamenti».
