La prima semifinale

La Spagna vuole boicottare i festeggiamenti francesi

Nel giorno che ricorda la presa della Bastiglia, i transalpini cercano una storica terza finale mondiale consecutiva – Ma la Roja si presenta come invalicabile fortino
©Mutsu Kawamori
Red. Sport
14.07.2026 06:00

Spagna contro Francia. Stasera a Dallas andrà in scena la finale anticipata del Mondiale. Sì, sono loro le due nazionali che più hanno incantato e convinto durante questa Coppa del mondo. La rivalità tra i due Paesi confinanti è altissima. Tuttavia, i due vicini di casa condividono diverse caratteristiche. In primis, quella di essere i bacini più profondi e prolifici di talento calcistico. Per decenni si è ritenuto che fosse il Brasile a detenere questo primato. Oggi, invece, sono soprattutto loro a distinguersi per la qualità e la continuità della loro formazione. La Francia attinge da un pozzo straordinario come quello dell’area parigina. La Spagna, invece, si alimenta attraverso due grandi poli storici: la scuola catalana, imperniata sul Barcellona, e quella dei Paesi Baschi.

Vicini e lontani

Le contaminazioni tra i due Paesi sono continue. Bayonne, città natale di Didier Deschamps, sorge a pochi chilometri dal confine iberico, mentre Aymeric Laporte, francese di nascita e basco d’origine, ha scelto di vestire la maglia della Roja dopo non essere mai stato convocato dai transalpini. Anche a livello di club gli incroci sono significativi. Il PSG ha conquistato il tetto d’Europa sotto la guida dello spagnolo Luis Enrique, mentre il Real Madrid ha costruito uno dei suoi cicli più vincenti con il francese Zinedine Zidane in panchina. Le maggiori differenze emergono invece sul piano filosofico. I Bleus continuano a fondare il proprio gioco sulla capacità dei grandi individualisti di decidere le partite. Oggi il simbolo, va da sé, è Kylian Mbappé. La Spagna, invece, pur avendo abbandonato gli eccessi del tiki-taka di Vicente del Bosque, mantiene il controllo del gioco come principio fondamentale, con Rodri a incarnare una versione più fisica e moderna del regista spagnolo.

Rivoluzionando il pallone

È questa la maggiore distinzione tra le due semifinaliste. La Spagna ha cambiato il mondo del calcio, rivoluzionandone i principi con il Barcellona di Guardiola e la nazionale di Vicente del Bosque. La Francia, invece, non ha trasformato il gioco, ma lo ha interpretato ai massimi livelli. Da Zidane a Thierry Henry, fino a Griezmann, Mbappé e Michael Olise, le grandi squadre francesi hanno sempre trovato il giusto equilibrio tra tecnica e forza fisica.

Ora la rivalità entra in una nuova fase. L’addio di Didier Deschamps, dopo quattordici anni alla guida dei Bleus, chiude uno dei cicli più vincenti della storia del calcio francese. Dovessero raggiungere l’ultimo atto al MetLife Stadium, i transalpini centrerebbero la terza finale mondiale consecutiva. Solo due nazioni sono riuscite in una simile impresa: la Germania tra il 1982 e il 1990 e il Brasile tra il 1994 e il 2002. E poi no, la Francia non vuole capitolare proprio il giorno della sua festa nazionale. L’obiettivo delle Furie Rosse, invece, sarà proprio quello di spegnere sul nascere i fuochi d’artificio transalpini.

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