Tennis

La stagione sulla terra battuta ci regalerà il terzo incomodo?

Il Masters 1000 in corso a Montecarlo è il primo di una serie di appuntamenti che culminerà con il Roland Garros Alcaraz e Sinner restano i favoriti - Pietro Nicolodi: «Sono curioso di vedere Fonseca e non scommetterei contro Djokovic»
©SEBASTIEN NOGIER
Thomas Schürch
Thomas Schürch
09.04.2026 06:00

Il Masters 1000 in corso a Montecarlo ha lanciato la stagione sulla terra. «Siamo entrati nel periodo dell’anno che dovrebbe essere maggiormente favorevole a Carlos Alcaraz, il quale è tremendamente forte su questa superficie», ci dice Pietro Nicolodi, telecronista di Sky Sport. «La facilità disarmante con cui ha spazzato via Baez nel Principato è davvero impressionante, ma non mi ha sorpreso. Certo, anche Jannik Sinner può dire la sua. Sembra che il loro duopolio continui».

A creare la sorpresa in queste settimane potrebbe essere il giovane brasiliano João Fonseca. «Mi piace molto. Sono curioso di vedere come si comporterà nella sua prima vera stagione tra i “grandi” e che tipo di tenuta avrà a livello fisico, ma possiede tutte le caratteristiche necessarie per competere ad alti livelli». Oltre a lui, spiega Nicolodi, «non bisogna dimenticare Alexander Zverev, il quale ha già trionfato due volte a Madrid e altrettante a Roma. Spendo due parole anche per Aleksandr Bublik: se riesce a mantenere la concentrazione, nella giornata giusta può battere chiunque». Infine, nonostante i suoi 38 anni, «devo citare Novak Djokovic. Non so se il suo livello sarà sufficiente per battere Alcaraz e Sinner, ma di certo è un atleta contro il quale non scommetterei mai».

Sabalenka, voglia di rivincita

Spostandoci in campo femminile, i galloni di favorita per la stagione 2026 sulla terra spettano ad Aryna Sabalenka. «La sua sconfitta con Coco Gauff nella finale del Roland Garros dello scorso anno è inspiegabile. Parliamo di una partita letteralmente buttata via», prosegue Nicolodi. «A mio avviso, Sabalenka è la giocatrice più forte del circuito assieme a Elena Rybakina. Iga Swiatek è invece un punto di domanda. Vedremo se con il cambio di allenatore e la preparazione nell’accademia di Rafael Nadal riuscirà a uscire dalla sua crisi di risultati. Una prima risposta in tal senso la daranno i prossimi tornei». Al di fuori delle tenniste citate «non vedo un’altra contendente che possa mantenere per due settimane la continuità necessaria a trionfare in uno Slam. Karolína Muchová, ad esempio, è la migliore a livello tecnico, ma si spegne spesso sul più bello».

L’irriducibile Wawrinka

Anche la Svizzera ha alcune carte da giocare sulla terra battuta. E farà certamente il tifo per Stan Wawrinka, al suo ultimo giro di giostra. L’avventura del vodese a Montecarlo è durata solo lo spazio di una partita. Sconfitto lunedì in due set con un doppio 7-5 dall’argentino Sebastian Baez, il romando è stato costretto a salutare la competizione. Malgrado il kappaò rimediato, Stan è stato comunque omaggiato dal pubblico del Principato: come già a gennaio all’Australian Open, sul maxischermo sono state proiettate le immagini dei suoi più grandi successi. Tra questi, il trionfo colto proprio a Montecarlo nel 2014, quando in finale aveva battuto l’amico e connazionale Roger Federer. Queste celebrazioni proseguiranno anche nei prossimi mesi, tuttavia «se voglio continuare a giocare tutto l’anno, devo mantenere il mio spirito competitivo», spiega il 41.enne in un’intervista concessa a Keystone-ATS. «Voglio migliorare ancora per poter puntare ogni volta alla vittoria». Ma come ci si sente a ricevere simili riconoscimenti? «È difficile da spiegare», commenta il vodese. «Se ne sono orgoglioso? Non saprei, perdere non è mai una sensazione piacevole. Quando succede, si ha solo voglia di allontanarsi il più velocemente possibile». Una vittoria contro Baez sarebbe stata preziosa anche perché avrebbe garantito a Wawrinka un posto al prossimo Roland Garros. Lunedì 14 aprile, data di riferimento, Stan occuperà infatti una posizione tra la numero 103 e la numero 105 della graduatoria maschile. E saranno 104 i giocatori che accederanno direttamente al tabellone principale del torneo parigino tramite la classifica ATP. Certo, si può supporre che il vincitore dell’edizione 2015 dell’Open di Francia otterrà una «wild card», ma lui preferirebbe ovviamente qualificarsi con le proprie forze.

Speranze rossocrociate

Detto di Wawrinka, «noi speriamo sempre in un ritorno di Dominic Stricker, anche se sappiamo che non è semplice», ci spiega Claudio Mezzadri, ex tennista e commentatore televisivo. «Nel 2023 il bernese era entrato nella top 100 grazie a risultati importanti conseguiti in grossi tornei, ma alla fine di quell’anno il problema alla schiena di cui soffriva già in precedenza si è cronicizzato, portandolo prima a perdere fiducia e in seguito posizioni in classifica, fino a uscire addirittura dai primi 300». Adesso sembra stare meglio, «ma risalire la china è tremendamente difficile». Per quanto riguarda le donne «confidiamo in Belinda Bencic, la quale sta giocando davvero molto bene. Dopo il matrimonio e la maternità ha trovato una nuova dimensione e in campo la vedo più serena». Secondo Mezzadri «avrebbe il talento per poter vincere uno Slam. Il problema è che le prime cinque della classifica WTA pongono l’asticella molto in alto dal punto di vista dell’intensità. In ogni caso, noi speriamo sempre nella sorpresa: nel tennis può succedere di tutto».