«L’Ambrì è esattamente ciò che cercavo in questa fase della carriera»

Questa sera alle 19, al Centro Sportivo di Bellinzona, l’Ambrì-Piotta scende in pista per la prima amichevole di preparazione in vista della stagione che scatterà il 15 settembre. Contro gli Snakes sarà allora l’occasione per vedere sul ghiaccio per la prima volta i nuovi innesti biancoblù, tra cui il finlandese Roby Järventie.
Insieme a Nate Schnarr e Petr Kodytek, l’attaccante nato a Tampere è uno dei tre nuovi stranieri offensivi dell’Ambrì. Järventie approda in Leventina dopo l’ultima stagione passata prevalentemente nei Bakersfield Condors, formazione di AHL con cui è riuscito a ritrovare continuità dopo alcune annate complicate. «Dopo quasi sei stagioni in Nord America - ci racconta a margine dell’allenamento - sentivo il bisogno di compiere un nuovo passo. Lo staff tecnico mi ha fatto un’ottima impressione e parlando con Lars Weibel ho capito che l’Ambrì rappresentava la soluzione ideale. Avrò l’opportunità di giocare molto e di avere un ruolo di primo piano: è esattamente ciò di cui ho bisogno in questa fase della mia carriera».
I problemi alle ginocchia
Seppur ancora giovane, il suo è stato finora un percorso travagliato. Scelto dagli Ottawa Senators al secondo giro, con la 33. chiamata assoluta del draft 2020, Järventie sbarca oltreoceano l’anno successivo accompagnato da grandi aspettative. A Belleville, nel farm team dei Sens, riesce a ritagliarsi il suo spazio, fino ad arrivare a debuttare in NHL nell’autunno del 2023. Proprio sul più bello arriva la prima grande battuta d’arresto: a novembre, mentre in AHL viaggia al ritmo di un punto a partita e con sette presenze all’attivo nel massimo campionato, una lussazione al ginocchio destro (già infortunato la stagione precedente) con conseguente operazione chiude anzitempo la sua stagione.
Il lavoro di riabilitazione è lungo e complicato, e il giocatore finisce per sovraccaricare anche l’altro ginocchio. Nel frattempo ceduto all’organizzazione degli Edmonton Oilers, il finlandese trascorre ai box gran parte dell’annata seguente, disputando solo due incontri a Bakersfield. «Questi infortuni e i relativi interventi chirurgici mi hanno sottratto quasi due anni di hockey, incidendo sicuramente un po’ sulle mie possibilità di impormi con continuità in NHL. Nell’ultimo anno ho però lavorato duramente e la stagione è stata molto positiva. Del resto ho sempre saputo che quando sono nelle condizioni di forma ottimali posso esprimermi su alti livelli».
Ultimo anno positivo
Ritrovata la salute, e il ghiaccio, l’attaccante torna infatti a produrre con regolarità: 61 partite, 23 gol e 47 punti con i Condors. Un ruolino che in marzo gli vale una nuova chiamata in NHL, dove, pur solamente per tre incontri, condivide lo spogliatoio con un certo Connor McDavid. «È stata un’esperienza fantastica: ci sono giocatori di un livello tale che è persino difficile descrivere a parole ciò che riescono a fare. Osservare le loro abitudini quotidiane, come si allenano e come giocano, è stato incredibile e molto formativo. Non nascondo che la NHL resti il mio traguardo finale, ma ora sono felice e totalmente concentrato sulla mia avventura qui in Ticino: voglio migliorare per aiutare la squadra a vincere più partite possibili».
Tapola e la Nazionale
«Ha il potenziale per diventare un giocatore di punta in questo campionato. Mi aspetto che possa esprimersi ad un livello tale da poter competere per un posto nella Nazionale finlandese. Per farlo, però, deve dimostrare di essere un giocatore completo e sapere fare la differenza sia in attacco che in difesa». È questo l’endorsement sul proprio numero 34 di coach Jussi Tapola, il quale non nasconde dunque aspettative di un certo peso nei confronti di colui che, a 24 anni appena compiuti, sarà lo straniero più giovane dell’intera National League. «Sinceramente da parte mia non avverto una pressione eccessiva - ribatte Järventie -, conosco bene le mie potenzialità. Come già detto so che giocando al massimo delle mie capacità posso ambire alla Nazionale. Che, sicuramente, rappresenta un altro dei miei obiettivi». Proprio la prospettiva di lavorare sotto la guida di Tapola e del suo staff ha avuto un ruolo nella scelta di approdare in Leventina: «Sentivo che questo club potesse offrirmi l’ambiente ideale per far evolvere ulteriormente il mio gioco. Sicuramente la presenza di allenatori finlandesi mi aiuterà, ma a fare la differenza non è tanto il passaporto, quanto il fatto che siano dei tecnici preparatissimi».
Il Ticino e l’amico Thomson
Alle nostre latitudini Järventie ritroverà anche un altro connazionale. E soprattutto amico. Non però nello spogliatoio della Gottardo Arena, bensì un’ottantina di chilometri più a sud, alla Cornèr Arena. «È vero, conosco molto bene Lassi Thomson (nuovo difensore straniero del Lugano, ndr). Abbiamo condiviso diversi anni nelle giovanili in patria, nell’Ilves, e poi altre tre o quattro stagioni insieme in Canada. Ci siamo già sentiti, e ci siamo detti che ci saremmo visti per una cena nei prossimi giorni, così da potere fare quattro chiacchiere di persona». Magari proiettandosi già al 26 settembre, data del primo derby stagionale in riva al Ceresio. Prima però c’è ancora tempo per prendere confidenza con la nuova squadra e il nuovo ambiente. A partire, come detto, dall’amichevole odierna di Bellinzona. «L’inserimento, in ogni caso, procede alla grande - conclude Järventie -. Ho raggiunto il Ticino solamente da un paio di settimane e la regione mi piace moltissimo. Le strutture, poi, sono eccellenti: la pista, la palestra, lo spogliatoio, è tutto davvero di alto livello».