Hockey

L’anno zero per l’Ambrì di Tapola: «Tocca ai giocatori farsi avanti»

Fra poco più di un mese inizia la stagione di National League, la prima del nuovo corso biancoblù targato Jussi Tapola: «Tutti partono sullo stesso piano - I nostri obiettivi? Vogliamo solo migliorare»
Il coach dell’Ambrì Piotta Jussi Tapola dà indicazioni alla squadra durante l’allenamento. © CdT/Gabriele Putzu
12.08.2026 06:00

Ambrì

Il caldo torrido che ancora ci invade tende a farcelo dimenticare, ma la stagione di National League è quasi alle porte. Tra poco più di un mese si torna in pista. L’Ambrì Piotta sul ghiaccio della Gottardo Arena ci è in realtà già tornato da una decina di giorni, per il training camp che porterà dritto al primo ingaggio. Quello che prenderà il via il 15 settembre sarà per i biancoblù a tutti gli effetti un anno zero, un nuovo inizio sganciato dalle scorie della complicata stagione che è coincisa con la fine dell’era Duca-Cereda-Lombardi, e con l’inizio di quella targata Jussi Tapola. «Siamo all’inizio di un processo e di un progetto nuovo per tutti noi - ci spiega il coach finlandese - nel quale dobbiamo concentrarci quotidianamente per migliorarci e assimilare il sistema. Anche se non vi è dubbio che l’aver già potuto lavorare con questi giocatori renda il percorso un po’ più agevole». Alla Gottardo Arena la squadra ha infatti già potuto tastare il polso e la mentalità di Tapola durante l’ultima parte della scorsa stagione, e allo stesso modo il tecnico ha conosciuto gran parte degli elementi che ritroverà ora sul ghiaccio. «Dal punto di vista delle gerarchie, però, si riparte da zero - tiene a puntualizzare il 52.enne - e tocca dunque ai giocatori farsi avanti. Abbiamo giovani prospetti che se la giocheranno con i più esperti, e questi ultimi devono tenere duro e dimostrare il proprio valore. Si parte tutti alla pari, col tempo vedremo chi sarà in grado di conquistarsi un posto nel roster».

Inti e i giovani alle spalle

Un discorso che vale per tutti, svizzeri e stranieri, veterani e non. A partire da Inti Pestoni. Il figlio della Valle è il primo a dover (ri)conquistare la fiducia di Tapola, che già la scorsa primavera lo aveva spesso tenuto ai margini. «Inti ha lavorato per tutta l’estate, ma anche nel suo caso non guarderemo al passato, bensì unicamente al suo stato di forma - spiega Tapola -. Dal punto di vista fisico ha ancora del lavoro da fare, soprattutto sull’intensità, sulla velocità e su tutto ciò che questo comporta, come i cambi di direzione e lo scatto. In ogni caso, sta facendo dei passi avanti». Alle sue spalle sono tanti i giovani che scalpitano e che, complici le partenze di pedine d’esperienza quali erano Dario Bürgler e Dominic Zwerger, saranno inevitabilmente chiamati a un salto di qualità in termini sia di rendimento che di personalità. «È proprio su questo che si basa la nuova era qui ad Ambrì - ribadisce Tapola -. Il nostro obiettivo principale è poter ingaggiare giocatori di potenziale, per poi lavorare con loro quotidianamente e curarne i dettagli. L’esperienza mi insegna che se i giovani hanno talento diventano in fretta ottimi giocatori. Hanno però bisogno di giocare e di sentirsi importanti. Prendete l’esempio di Borradori, che la scorsa stagione ha fatto passi da gigante e ne ha fatti di ulteriori già durante l’estate». A loro, dunque, è concessa anche la possibilità di sbagliare. «Dagli errori, tuttavia, devono essere in grado di imparare - chiarisce il finlandese -. Non rientra nel nostro stile l’idea di giudicarli, demolirli o metterli in panchina per punizione. Preferiamo invece concedere una seconda o una terza possibilità, a patto che il ragazzo si dimostri capace di apprendere e di migliorare dagli errori».

La solidità e l’attaccamento

Sul piano del sistema di gioco, la priorità è intervenire specialmente nel terzo difensivo, così da forgiare una squadra più solida rispetto alla passata stagione. «Questa deve essere la base della nostra struttura: dobbiamo essere un avversario ostico da affrontare e bravi in copertura. Stiamo lavorando sui piccoli dettagli. Va detto, però, che uno degli scopi di una buona difesa è quello di consentire di essere veloci in attacco. Funziona in entrambe le direzioni: evitare di subire reti per poterle segnare. È da qui che partiamo». In questo quadro di rinnovamento, l’identità del gruppo e l’attaccamento alla piazza rimangono gli elementi che lo staff non intende, e non ha bisogno, di ritoccare. «Il cuore dei giocatori è qui ad Ambrì, lo dimostrano ogni giorno arrivando alla pista. Vogliono giocare per questo club, per la maglia e per i tifosi: è un sentimento profondamente radicato in loro. Non dobbiamo stravolgere questo quadro generale, ma solamente lavorare affinché tutti i meccanismi di gioco combacino, favorendo allo stesso tempo lo sviluppo individuale».

Niente proclami

La stagione si aprirà quindi senza proclami a corto termine o pressioni di classifica, concentrando l’attenzione esclusivamente sul lavoro quotidiano. «Non abbiamo parlato di obiettivi. Per ora l’unico è semplicemente quello di migliorare ogni giorno. Questo ci basta. E forse ci basterà per l’intera stagione».