Il general manager

Lars Weibel: «Ad oggi non c’è spazio per un settimo straniero»

La situazione è però legata al recupero di Jesse Virtanen - Il dirigente biancoblù a proposito del mercato: «Scegliamo quelli che credono in noi»
Il general manager dei biancoblù Lars Weibel. © CdT/Chiara Zocchetti
12.08.2026 06:00

Sul ghiaccio il compito di plasmare il nuovo corso tecnico biancoblù spetta a Jussi Tapola, dietro la scrivania è Lars Weibel a tracciare la nuova rotta. «È una grandissima responsabilità per tutti noi, ma siamo molto orgogliosi di avere questa possibilità - spiega il dirigente biancoblù -. È sicuramente anche un’opportunità per cambiare certe dinamiche, senza giudicare se in passato siano state positive o negative. Siamo sicuri della strada che vogliamo intraprendere, con l’obiettivo primario di avere un ambiente in cui tutti lottano uniti e respirano i colori dell’Ambrì Piotta».

Il piano presentato al nuovo Consiglio d’Amministrazione è ambizioso: «Vogliamo ovviamente migliorare, e cambiare la mentalità generale del club - prosegue Weibel -. Non solamente della prima squadra, ma anche in tutto il settore giovanile, dove un po’ nell’ombra stiamo comunque già facendo un ottimo lavoro. L’obiettivo di questa strategia è arrivare tra quattro anni a poter competere stabilmente nei playoff, tra i quarti di finale e le semifinali. Ci vorrà del tempo, ne sono consapevole, ma posso assicurare che né io né Jussi siamo particolarmente pazienti, quindi non vogliamo aspettare troppo».

Restando al presente in vista della corrente stagione, Weibel si è dovuto muovere sul mercato seguendo i soliti rigidi paletti finanziari. «Tuttavia quelli che percepiscono il valore del nostro progetto scelgono di venire da noi. Non ci interessa di quelli che non ci scelgono per ragioni economiche, perché per funzionare abbiamo bisogno di persone che credano fermamente in questa strategia». Compito per il futuro resta comunque quello di guadagnare credibilità, e fare sì che la Leventina diventi una destinazione in cui chiunque riesca a vedere non solo un punto di passaggio, ma un posto in cui potere affermarsi. «In ogni caso questo è un discorso che non riguarda gli stranieri: perché di quelli alla fine se ne trovano sempre. La scelta di puntare su giocatori di importazione giovani è mirata. Al momento non tutti lo sono, fa parte del processo, ma non abbiamo paura di prendere stranieri giovani che abbiano la stessa voglia di fare degli svizzeri. Senza il duro lavoro da parte di tutti, infatti, il nostro futuro sarebbe molto difficile».

A proposito del contingente straniero, per il momento le porte per un settimo elemento sono da considerarsi chiuse («La situazione economica impone attenzione, non c’è spazio né ci sono i fondi»). Questo al netto della situazione legata al recupero di Jesse Virtanen dal grave infortunio subìto lo scorso mese di aprile nel bel mezzo del playout giocato contro l’Ajoie. Il difensore finlandese è sceso in questi giorni sul ghiaccio per delle pattinate, ma al momento non è ancora in grado di sostenere i carichi di un allenamento completo con i compagni. «In caso dovesse prolungarsi il suo rientro - conclude Lars Weibel -, allora potremmo parlare con il CdA. Per il momento, però, vogliamo proseguire con sei stranieri. In caso di necessità abbiamo infatti dimostrato - e soprattutto lo ha fatto Jussi - di essere pronti a puntare con fermezza su un giovane giocatore svizzero».