Ciclismo

Linda Zanetti si carica per il Tour de Suisse: «Punto alla terza tappa»

Il nuovo formato della corsa elvetica ha acceso i riflettori con maggior intensità sulla gara femminile - Al via oggi da Sondrio anche la nostra Linda Zanetti con la selezione nazionale: «Volevo esserci, mi sono proposta io» - In campo maschile la maglia gialla sembra già assegnata a Pogacar, ma per la tappe la lotta con Van der Poel potrà fare divertire.
© KEYSTONE/Gian Ehrenzeller
17.06.2026 06:00

C’è tanta attesa per l’edizione numero 89 del Tour de Suisse, al via quest’oggi con l’inedita partenza in terra italiana da Sondrio. Vuoi per la presenza sulle nostre strade di alcuni fra i nomi più importanti del ciclismo mondiale (Tadej Pogacar e Mathieu van der Poel su tutti), vuoi per la nuova struttura della corsa che debutta in questa stagione. Se ne è parlato tanto: formato ridotto a sole cinque tappe, con partenza e arrivo nello stesso luogo, ma soprattutto con la gara maschile e quella femminile che si svolgeranno in concomitanza. O per meglio dire, nella stessa giornata. Le donne prenderanno il via al mattino, mentre gli uomini seguiranno nel pomeriggio su un percorso molto simile. La formula era già stata testata negli ultimi anni, quando tra la fine del giro maschile e l’inizio di quello femminile le due corse si incrociavano per una tappa. Da quest’anno, invece, è stata estesa all'intera durata della corsa.

Più visibilità

Un cambiamento che la nostra Linda Zanetti, al rientro nella corsa elvetica per la prima volta dal 2022, promuove con entusiasmo. «Questo formato è interessante - ci dice la ticinese - considerando la lista di partenza di altissimo livello che c’è in campo maschile, credo che il pubblico sarà invogliato ad arrivare presto per seguire le nostre gare al mattino, fermandosi poi il pomeriggio per gli uomini. Per tirare le somme dovremo aspettare la fine del Tour, ma l’auspicio è che riesca davvero a portare un po’ più di gente sulle strade e maggiore visibilità a un movimento che spesso presenta corse molto aperte e avvincenti».

Parterre d’eccezione

Una visibilità che questa settimana sarebbe quantomai meritata. A giocarsi la maglia gialla in terra elvetica è infatti atteso un parterre che ha poco da invidiare a quello degli uomini: Kasia Niewiadoma, Elisa Longo Borghini e Marlen Reusser, solo per citarne alcune. Tutti nomi che al grande pubblico potrebbero risultare meno familiari, ma che da anni rappresentano l’élite mondiale assoluta. Tra queste stelle, quando la strada lo permetterà, proverà a farsi valere anche la velocista di Camignolo. Dopo un inizio di stagione, da lei stessa definito «complicato», nelle ultime settimane ha mostrato un’ottima condizione. Al Giro d’Italia sono arrivate due top 10, mentre solamente quattro giorni fa ha sfiorato il podio in Danimarca, con il 4. posto centrato alla Copenaghen Sprint.

Sulle strade di casa, Linda non indosserà l’abituale divisa rossa della sua Uno-X Mobility, ma sfoggerà invece la maglia rossocrociata della Nazionale. «Quando ho saputo che la mia squadra non ci sarebbe stata, ho chiesto subito di poter partecipare con la selezione elvetica - ci spiega Zanetti - questo perché ci tenevo a correre in Ticino. Da professionista non l’ho mai sperimentato e non si sa mai quando potrebbe ricapitarmi questa occasione».

Giovedì in Ticino

Proprio così. Come noto quest’anno la carovana torna a visitare il nostro Cantone. Lo farà in occasione della seconda frazione prevista domani, con partenza e arrivo a Locarno. Se dopo il via gli uomini faranno una deviazione nel Sottoceneri, le donne si sposteranno invece direttamente verso la Val di Blenio, prima di fare ritorno sulle rive del Lago Maggiore. Non prima però di avere affrontato due salite: da Tenero a Brione Sopra Minusio, e poi di nuovo verso Orselina. Due asperità troppo dure per una velocista come Zanetti? «Sono molto vicine al traguardo (l’ultima termina a 8 km, ndr.) e il rischio è che la corsa esploda proprio lì - ammette - Il bello di essere con la Nazionale è che probabilmente riceverò più libertà, ma ad essere realisti pensare di arrivare al traguardo con il primo gruppo sarebbe più una bella sorpresa che una certezza».

L’occasione è il giorno seguente

Cerchiata di rosso nell’agenda di Zanetti c’è allora la frazione che andrà in scena il giorno successivo a Bad Ragaz: 120 chilometri e poco più, quasi completamente pianeggianti. «È sicuramente la tappa più indicata per una volata - conferma la diretta interessata - Al momento in squadra non abbiamo ancora definito tutti i ruoli, ma quel giorno mi aspetto di aver la squadra a disposizione. Farò di tutto per farmi trovare pronta». Un’occasione da cogliere, poché la cronometro di sabato e il finale in montagna a Villars-sur-Ollon difficilmente lasceranno spazio a sorprese.

Tra gli uomini un altro duello Pogacar-Van der Poel?

Tadej Pogacar, ormai lo sappiamo bene, non si presenta mai al via di una corsa senza l’intenzione di vincerla. Questo Tour de Suisse non fa certo eccezione. Alla sua prima partecipazione, il fuoriclasse sloveno vuole aggiungere la corsa a tappe elvetica al suo lunghissimo palmarès. Un successo permetterebbe a «Pogi» di spuntare una delle poche caselle ancora rimaste bianche alla voce delle sette corse a tappe di una settimana più importanti del calendario. Delfinato, Parigi-Nizza, Giro di Catalogna, Tirreno-Adriatico e Romandia (quest’anno) sono già stati conquistati: alla lista mancherebbe solamente il Giro dei Paesi Baschi.

«Abbiamo svolto un buon blocco di allenamento in altitudine», ha sottolineato Pogacar alla vigilia della partenza da Sondrio. «Mi sento in grande forma e motivato. Il fatto che sia la mia prima volta qui rende il tutto ancora più emozionante». Quando in gruppo c’è lui, è sempre difficile azzardarsi a indicare dei veri e propri rivali. Limitiamoci allora a dire che per la lotta al podio ci saranno anche Richard Carapaz, Antonio Tiberi, Lenny Martinez e il connazionale Primoz Roglic. Quel che è certo, però, è che rispetto a quanto visto a maggio al Romandia - dove su sei tappe ne conquistò ben quattro - il compito nelle singole frazioni potrebbe rivelarsi più insidioso. Soprattutto per la presenza, questa volta sì, del grande rivale Mathieu van der Poel. Ecco allora che le prime tre tappe, molto mosse, rappresentano il terreno ideale per assistere a un ennesimo duello fra i due. E peccato che all’ultimo ha dovuto rinunciare Tom Pidcock, colui che alla Milano-Sanremo è riuscito a inserirsi fra i due, arrivando a un passo dal successo. Proprio la tappa di Locarno, con quelle due salite a ridosso del traguardo, presenta un finale che ricorda vagamente - seppur in una veste più impegnativa - quello della Classicissima. Insomma, aspettiamoci le fiamme.