Calcio

L'UEFA sta preparando una denuncia per «gestione sleale» contro Gianni Infantino

Secondo l'organismo europeo, il progetto di convogliare i proventi dei Mondiali in una società aperta agli investitori privati era in realtà uno strumento destinato a consentire a Infantino di «acquisire una partecipazione permanente nelle attività più preziose della FIFA e di trarne profitto, a scapito della Federazione»
©Eduardo Verdugo
Ats
27.08.2026 17:35

La UEFA sta preparando una denuncia contro il presidente della FIFA Gianni Infantino per «gestione sleale». Ciò a causa del suo progetto, poi abbandonato, di aprire i Mondiali agli investitori privati. Tale progetto «ha arrecato un danno diretto e concreto alla reputazione della FIFA», sostiene l’organismo europeo in una richiesta preliminare presentata alla magistratura della Florida. In questo testo di 60 pagine, l’UEFA precisa che si tratta di un’iniziativa volta ad alimentare «un procedimento straniero», avviato successivamente dinanzi alla giustizia svizzera, una volta che le filiali create dalla FIFA negli Stati Uniti per i Mondiali del 2026 avranno comunicato i dettagli del progetto.

Il progetto

«Senza una tempistica definita», secondo una fonte vicina alla vicenda, la UEFA intende citare in giudizio Gianni Infantino per «gestione sleale», un reato punibile con cinque anni di reclusione, che presuppone di dimostrare che egli abbia intenzionalmente leso gli interessi della FIFA. L’organismo europeo si basa, a tal fine, sul progetto del dirigente dell’Alto Vallese di convogliare i proventi dei Mondiali in una società aperta agli investitori privati, presentato dalla FIFA alla fine di luglio come un mezzo per «liberare il potenziale commerciale» della sua competizione di punta.

L'accusa

Per l’UEFA, «si trattava in realtà di uno strumento destinato a consentire a Infantino» e a «una ristretta cerchia di persone a lui vicine» – tra cui Joshua Kushner, fratello del genero di Donald Trump – «di acquisire una partecipazione permanente nelle attività più preziose della FIFA e di trarne profitto, a scapito della Federazione, dei suoi membri e degli altri attori della famiglia del calcio». Nella sua richiesta, l’organismo europeo si basa in particolare sulle critiche mosse da Carlos Cordeiro, banchiere d’investimento diventato consigliere di Gianni Infantino, che si era dimesso definendo l’operazione «un pessimo affare per il calcio».