Hockey

Lugano, ecco Thomson: «Mi sono sentito desiderato, qui voglio crescere ancora»

Di passaggio in Ticino solo per pochi giorni, giusto il tempo di sottoporsi alle visite mediche e dare uno sguardo a quella che sarà la sua futura casa, il nuovo difensore bianconero si è presentato ufficialmente - Il 25.enne: «Le mie caratteristiche sono offensive, ma non voglio pensare troppo a fare punti»
©CdT/Gabriele Putzu
21.05.2026 06:00

«Sono un po’ nervoso, c’è davvero tanta gente qui» esordisce il finlandese appena messo piede in sala stampa, non nascondendo un pizzico di tensione, ma senza lesinare sorrisi ai numerosi cronisti accorsi alla Cornèr Arena. Segno delle grandi aspettative che ci sono sul suo conto in riva al Ceresio, dove da troppo tempo ormai si cerca il profilo di un difensore straniero capace di portare in dote un rendimento offensivo di alto livello. «Del resto la pressione fa parte di questo sport, e deve anche piacerti un po’. Io però non voglio mettermene troppa: vengo qui per giocare a hockey, aiutare la squadra e divertirmi». E divertire, aggiungeremmo noi. D’altronde, al momento del suo annuncio, il General Manager bianconero Janick Steinmann lo ha descritto come un difensore, appunto, dalle spiccate doti offensive, molto creativo, dal bel pattinaggio e dal tiro potente. Un biglietto da visita che fa ben sperare i tifosi luganesi. «Queste sono sicuramente le mie caratteristiche principali» conferma il diretto interessato. Intento però, pure in questo caso, ad abbassare l’asticella. «Sono infatti venuto qui per evolvere il mio gioco. In questi giorni, parlando con il coaching staff, ho detto loro che voglio diventare più efficace anche difensivamente, senza pensare troppo a fare punti e a essere il top scorer del campionato».

Le difficoltà agli esordi

Niente voli pindarici, dunque. Forse perché il 25.enne di Tampere con le alte aspettative ha dovuto fare i conti fin da giovanissimo, imparando a proprie spese che non sempre le cose vanno come si spera. Scelto nel 2019 dagli Ottawa Senators al primo giro del draft, in diciannovesima posizione assoluta, Thomson non è mai riuscito a ritagliarsi un posto fisso in NHL, finendo per giocare prevalentemente con il «farm team» in AHL, i Belleville Senators. In totale, dal 2021 è sceso in pista 257 volte con la squadra affiliata (38 gol e 80 assist) e 30 nella massima lega (8 assist). In mezzo, nella stagione 2024-25, una parentesi in Svezia nel Malmö, chiusa come miglior marcatore dei Redhawks (17 gol e 12 assist). «Ero probabilmente un po’ troppo giovane quando sono partito per il Nordamerica per la prima volta: la vita lì è più dura, sei lontano da casa» ammette candidamente il nuovo numero 60 bianconero. «Ai miei esordi mi sono stressato eccessivamente, e ho finito per attraversare un momento piuttosto difficile a livello mentale. Non riuscivo più a giocare a hockey con fiducia. Quell’anno in Svezia mi ha però permesso di sbloccarmi e di fare un grande passo avanti nel mio gioco».

Convinto dal progetto

La decisione di venire in Svizzera segue dunque la stessa linea: fare un piccolo passo indietro per farne due in avanti nel suo percorso di crescita. A convincerlo però a sposare la causa luganese è anche il grande interesse mostrato dalla società. «Mi hanno contattato abbastanza presto e hanno insistito molto. Quando capisci che qualcuno ti vuole davvero diventa facile accettare. Ho poi visto che nell’ultimo anno, con il nuovo general manager e il nuovo staff tecnico hannoavuto un grande miglioramento, e ho capito che avrei voluto fare parte di questo progetto e aiutare la squadra a spingersi ancora oltre. Appena ho ricevuto la prima offerta ho inoltre chiamato il mio ex compagno Haapala, che ha giocato qui per un breve periodo, il quale mi ha dato solo pareri positivi. Per il momento non posso che confermare: sembra un posto fantastico, con un'ottima organizzazione. E chissà, se tutto andrà per il meglio, magari per me ci sarà una lunga carriera qui».

Olle e Roby

Quel che è certo è che il Ticino sarà casa sua almeno per i prossimi due anni. E che a fargli compagnia ci saranno due nomi a lui familiari: Olle Lycksell e Roby Järventie. Con il primo, suo compagno a Belleville nell’ultima stagione, continuerà a condividere lo spogliatoio anche in bianconero. Il secondo, ingaggiato di recente dall’Ambrì-Piotta, se lo ritroverà di fronte nel contesto per lui ancora sconosciuto del derby. «Con Roby siamo amici da tantissimo tempo, essendo cresciuti insieme nelle giovanili dell’Ilves, la squadra della nostra città» ci spiega sorridendo. «Sarà divertente trovarmelo di fronte e al tempo stesso impegnativo, perché è davvero un ottimo giocatore. Di sicuro quando si scende sul ghiaccio non ci saranno più amici. Ma fuori dalla pista sarà una fortuna potere incontrarlo e passare del tempo insieme. Olle invece è un grande talento e credo che sul ghiaccio abbiamo parecchie cose in comune: entrambi siamo un po’ funambolici, e ci troviamo bene. L’anno scorso abbiamo anche provato degli schemi interessanti sugli ingaggi e spero che potremo riproporre qualcosa di simile anche qui».

L’estate in Patria

Finito il rapido sopralluogo ticinese, Thomson tornerà in Finlandia, dove comincerà individualmente la sua preparazione «Sarò seguito dal mio preparatore di fiducia. Arrivo da una stagione lunga e durante il campionato non c'è quasi mai la possibilità di rientrare, per questo motivo in estate mi piace tornare a casa per ricaricare le batterie e allenarmi nel mio Paese». Appuntamento, dunque, per luglio, quando prenderà ufficialmente il via la sua nuova avventura alla Cornèr Arena.

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