Mancava solo lui: Cristiano Ronaldo riscrive la storia

«C’è un solo giocatore più pericoloso di Cristiano Ronaldo. Ed è il Cristiano Ronaldo che non ha segnato la partita precedente». Spesso attribuita a Carlo Ancelotti - per anni allenatore del portoghese al Real Madrid - questa citazione, che in realtà non è tale, sintetizza alla perfezione la ferocia sportiva di «CR7».
Qualcuno, forse, si è dimenticato troppo in fretta di quello che è (stato) in grado di fare il fenomeno di Madeira. Le tante, troppe polemiche scaturite dall’esordio a dir poco opaco - invero di tutto il Portogallo, fermato sull’1-1 dal Congo - sono state spazzate via. Sotto accusa, Cristiano Ronaldo non perdona. Mai. Dopo appena 6’, il lusitano ha trafitto per la prima volta il portiere dell’Uzbekistan, sfruttando alla perfezione un suggerimento di Cancelo con un destro di controbalzo, da rapace. Valso l’ennesimo record personale: Cristiano Ronaldo è diventato il primo giocatore di sempre a segnare un gol in sei differenti edizioni dei Mondiali. Storia.
Poco più di mezz’ora dopo, il capitano portoghese ha concesso il bis. Capitalizzando l’assist di Bruno Fernandes, infatti, è diventato pure il calciatore più anziano a realizzare una doppietta in una Coppa del Mondo. E nel mezzo di questo show assoluto, il Portogallo aveva pure trovato la via del 2-0. Anche questa volta, in qualche modo, «CR7» è stato decisivo. E, anzi, è stato forse questo il gol simbolicamente più importante della serata. Punizione dal limite al 17’: tutti si aspettavano che se ne incaricasse lui. Invece, Cristiano ha rinunciato al calcio piazzato, trasformato in rete dal mancino di Nuno Mendes. Il Portogallo, insomma, ha ritrovato in tutto e per tutto il suo leader. La tripletta non è arrivata, la vittoria - infine per 5-0 - sì. Occhio, perché il torneo dei lusitani ora può prendere una piega ben diversa.
