Manzambi titolare con il Canada? Ma al posto di chi?

E adesso? Che cosa farà Murat Yakin? Il commissario tecnico della nazionale svizzera ha un bel rompicapo da risolvere. Il talento enorme di Johan Manzambi e la sua prestazione extra-lusso al cospetto della Bosnia sono più di un biglietto da visita. Costituiscono quasi un obbligo morale. A levarsi forte, fortissimo, in queste ore, è dunque l’appello: «Manzambi titolare». La portata del match di mercoledì a Vancouver, contro il Canada, potrebbe ad ogni modo facilitare la scelta del selezionatore rossocrociato. Sì, perché la goleada con cui il nostro prossimo avversario ha sommerso il Qatar costringe la Svizzera a un solo risultato per poter chiudere il gruppo B in testa: la vittoria. Pareggiare o perdere, invece, ci relegherebbe in seconda posizione, privandoci della possibilità di affrontare una terza (sempre a Vancouver) e consegnandoci un sedicesimo contro la seconda forza del gruppo A, verosimilmente la Corea del Sud, a Los Angeles.
Di qui la necessità di sfidare il Canada con slancio e cavalcando l’euforia generata a Los Angeles proprio da Manzambi. Di fatto, non servono tanti calcoli e schierare il 20.enne del Friburgo dal 1’ appare come una soluzione ovvia. Okay, ma sacrificando chi? Il discorso va declinato in due modi: sul piano individuale e tattico. Dato per scontato un impiego del giocatore sulla tre-quarti - in mediana Yakin non lo ha mai visto -, la formazione andrebbe impostata per permettere una certa libertà d’azione, persino d’anarchia, a Manzambi. Detto altrimenti, si potrebbe optare per un centrocampo rinforzato, con Xhaka, Freuler e magari la gamba di Sow, a sua volta protagonista di un ingresso oltremodo positivo contro la Bosnia. Il fenomeno rossocrociato, quindi, giostrerebbe alle spalle di Embolo insieme a un’altra pedina. Nel secondo match del girone, Ndoye ci ha provato, ancora e ancora, senza fortuna: un turno di riposo potrebbe rivelarsi anche salutare, puntando sull’hype di un altro protagonista a LA: Vargas. Ad accomodarsi in panchina sarebbero dunque anche Aebischer e Rieder, puntuale nelle giocate tra le linee e però raramente in grado di spostare gli equilibri di un match. Quest’ultima, per contro, è la specialità della casa per Manzambi.
Interpellato dalla RSI, il direttore delle squadre nazionali Pierluigi Tami dosa entusiasmo e prudenza. «Manzambi non deve perdere questa sua spontaneità, questa follia che lo spinge a compiere la giocata meno ovvia. Insomma, è importante che Johan rimanga lo stesso. Per questa ragione dobbiamo aiutarlo e tutelarlo in un momento di enorme attenzione nei suoi confronti».
