Formula 1

Max e la nuvoletta di Fantozzi

A Verstappen non va nulla per il verso giusto: delusioni con la RB22, beffe in GT3 e stilettate da Hamilton - Per la frustrazione, il 28.enne si sfoga su un giornalista
Il bottino di Max Verstappen, per ora, è rappresentato da un sesto posto in Australia e da un mesto ritiro in Cina. © FRANCK ROBICHON
Maddalena Buila
27.03.2026 06:00

Su Max Verstappen sembra essersi abbattuta la famosa nuvoletta di Fantozzi. Dopo un 2025 chiuso ancora una volta sotto i riflettori, l’inizio del 2026 si sta rivelando un incubo per l’olandese. E quando qualcosa comincia ad andare storto, spesso si entra in un vortice negativo senza fine. Forse la situazione non è nemmeno così drammatica, ma la mente tende a fissarsi solo sugli aspetti peggiori. Tutto è iniziato quando la RB22 non ha restituito i risultati sperati. E si sa, Verstappen non è certo uno che prende le cose con calma. Dopo un paio di gare, l’umore del quattro volte campione del mondo è diventato nerissimo. Tanto nero da far riemergere a tratti il MadMax che non vedevamo da tempo. Aggressivo in pista, secco nelle interviste e persino un po’ arrogante.

«Non parlo se non se ne va»

È successo ieri, durante le consuete interviste del giovedì in vista del GP del Giappone. L’episodio di Suzuka è solo l’ultimo segnale di un campione frustrato. Verstappen si è rifiutato di iniziare una conferenza stampa finché un giornalista britannico non ha lasciato la sala. Negli ultimi anni, Max non ha mai nascosto il suo disprezzo per i media inglesi in F1, sostenendo che, come gruppo, siano istituzionalmente prevenuti nei suoi confronti. Finora, però, non si era mai spinto a una ritorsione diretta. In Giappone, invece, ha compiuto un gesto insolito nei confronti del reporter del The Guardian, Giles Richards: «Non parlo finché lui non se ne va», ha tuonato l’olandese. Dopo un rapido botta e risposta, ha rincarato la dose con un perentorio: «Esci». Un atteggiamento che non è stato ben visto in casa Red Bull, ora impegnata a ricucire lo strappo. L’irritazione di Verstappen risalirebbe alla conferenza post GP di Abu Dhabi dello scorso anno, quando aveva mancato il titolo piloti per soli due punti dopo una rimonta straordinaria. In quell’occasione, Richards gli chiese se si fosse pentito della collisione con George Russell nel GP di Spagna, che gli era costata 10 secondi di penalità e cinque posizioni in classifica, riducendo i suoi punti da dieci a uno. «Allora dimentichi tutto il resto che è successo nella mia stagione», aveva risposto secco Verstappen.

Unendo questo episodio alle convinzioni di Verstappen, secondo cui i media britannici gli riserverebbero da tempo un trattamento sfavorevole, si arriverebbe a spiegare la reazione dell’olandese in Giappone. Così, quella che avrebbe dovuto essere una normale conferenza stampa si è trasformata in un caso politico.

L’urlo in gola al Nürburgring

Ma la frustrazione del 28.enne di Hasselt non arriva soltanto dal massimo campionato. Per dimenticare il brutto inizio stagione nel Circus, lo scorso weekend Max si è concesso una gita fuori porta, cambiando aria e partecipando alla gara endurance sul Nürburgring. Era alla ricerca, usando le sue parole, di un ambiente «più vecchia scuola e meno politico». Al volante della Mercedes-AMG GT3 del team Winward Racing, Max ha fatto scintille: sua la pole position e una gara dominata, conclusa con quasi un minuto di vantaggio. Verstappen si era poi presentato ai microfoni raggiante: «Vincere con due macchine diverse è fantastico. Il team ha preparato l’auto in modo eccellente. Mi sono sentito molto a mio agio. È stata un’esperienza molto positiva». Ma è difficile scrollarsi di dosso la nuvoletta fantozziana. Circa due ore dopo la bandiera a scacchi, i festeggiamenti e l’ondata di complimenti giunta via social, è poi arrivata la doccia fredda. La squadra di Max viene squalificata per aver utilizzato sette set di pneumatici invece dei sei consentiti. La vittoria finisce così alla BMW di Rowe Racing. Una beffa per l’olandese, fermato ancora una volta dai tanto odiati regolamenti tecnici.

La stilettata del ferrarista

In questo clima si inserisce anche il confronto, nemmeno troppo implicito, con Lewis Hamilton. In Giappone, il sette volte campione del mondo ha “risposto” alle critiche di Max nei confronti del nuovo regolamento - che l’olandese ha definito «terribile» -, spezzando più di una lancia a favore delle recenti direttive. Al contempo, ha lanciato diverse stilettate al collega di paddock, insinuando che Verstappen non apprezzerebbe i nuovi regolamenti a causa del fatto che la Red Bull sia scesa in classifica. «Correre in questo modo è come tornare ai kart», ha spiegato il pilota della Ferrari. «Nessuno ha mai chiamato il go-karting “yo-yo racing”, perché è la forma migliore delle corse. E la Formula 1 non è stata la miglior forma di racing da moltissimo tempo. Tra tutte le macchine che ho guidato in 20 anni, questa è l’unica con cui puoi effettivamente seguire chi ti precede in curve ad alta velocità senza perdere tutto ciò che hai».

Max, invece, dall’inizio del 2026, sportivamente parlando ha già perso tutto ciò che aveva. Non gli dispiacerebbe invece liberarsi la nuvoletta di Fantozzi.