A Monza è dubbio italiano: chi tifare tra Kimi e la Ferrari?

Da una parte la Ferrari, dall’altra Andrea Kimi Antonelli. Sì, questo weekend, a Monza, il popolo azzurro sarà per la prima volta diviso. Dopo anni, perfino decenni, un pilota italiano di Formula 1 torna a flirtare con il titolo Mondiale nel massimo campionato delle quattro ruote. Sul circuito di casa, il vantaggio nei confronti del compagno in Mercedes George Russell potrebbe tramutarsi davvero in un cuscinetto di sicurezza importante in ottica conquista del campionato. La penalità in griglia, che lo farà partire dall’ultimo posto a causa del cambiamento della power unit, non avvantaggia il 20.enne bolognese, ma il clamoroso exploit non è da escludersi. Musica del futuro. Il presente racconta intanto di un popolo diviso, perché spinto forzatamente a scegliere tra l’amore per Kimi e quello per il Cavallino Rampante. La Gazzetta dello sport ha creato un sondaggio in merito. Il risultato? 58% di preferenze per la Rossa. 42% per Antonelli. Non una discrepanza abissale.
Privilegio per i tifosi
Ma in gara, quindi, il popolo italiano chi tiferà? Lo abbiamo chiesto all’ex pilota azzurro, e commentatore di Sky Sport, Matteo Bobbi. «È una bella domanda. La mia sensazione è che ci sarà ovviamente una divisione. La mia speranza è che sia di natura sportiva. Il bello della F1 e, in generale, del motorsport, è che si tifa la scuderia o il pilota, ma alla base esiste sempre una fratellanza e un’unione dettata dalla passione comune. Lo considero un lato positivo di questo sport, che lo differenzia da altre discipline. Mi auguro che questo possa essere il caso anche a Monza. Noi italiani abbiamo il privilegio e la fortuna, che vanno tramutati in orgoglio, di avere dalla nostra due entità. Una che è considerata come la nazionale italiana, ovvero la Ferrari, che catalizza tantissimi consensi e una marea di pubblico e tifosi. Dall’altra parte vantiamo un pilota italiano che non avevamo da un’infinità di anni, e che è pure leader del Mondiale rendendo un intero popolo fortemente orgoglioso. Mi auguro che ci sia il tifo Ferrari e quello per Kimi, ma che in generale ci sia rispetto tra le due parti e che esista una comunione di intenti. Al di là di chi vincerà, spero possa essere una soddisfazione per uno dei due».
Se Maranello non è un’opzione
Per evitare che il pubblico italiano si divida, l’unico scenario possibile sarebbe quello per cui Antonelli decida di firmare per la scuderia di Maranello. Bobbi sorride e smorza immediatamente gli entusiasmi. «Kimi è al secondo anno in Formula 1 e al momento ha davanti a sé un percorso lungo con Mercedes, dunque non mi immagino che questo possa accadere a breve. Ora come ora, questo scenario non appare in nessun radar del Circus. D’altronde la Mercedes supporta la sua carriera da quando ha 11 anni».
La pressione sulle spalle del fresco 20.enne, questo weekend, sarà parecchio elevata. L’anno scorso abbracciava il circuito casalingo da rookie, a questo giro lo fa da leader del Mondiale. Le sensazioni, inevitabilmente, non saranno le stesse al momento dello spegnimento dei semafori. E poi c’è quel dato, quella curiosità che racconta di una stagione 2026 che, Silverstone a parte, continua a far piangere i padroni di casa. È stato così in Australia per Oscar Piastri, a Monte Carlo per Charles Leclerc, e ancora a Zandvoort per Max Verstappen. «Vedo Kimi molto sereno», commenta Bobbi. «Caratteristica che si porta appresso da sempre e al contempo suo punto di forza. Sta vivendo quest’anno, che lo vede leader con un buon distacco, con serenità. Non parla di Mondiale, anche se ce l’ha nella testa ma non in maniera ossessiva. Vive tappa per tappa. Sa che il percorso è estremamente lungo, dunque vuole massimizzare ogni gara e ogni punto a disposizione». A Monza, tuttavia, partirà dalle retrovie. Difficile immaginare una vittoria. «Kimi è giunto a Monza consapevole che era necessaria la penalità. Questo perché è doveroso inserire nuovi elementi nella power unit per affrontare l’ultima parte della stagione in modo vigoroso. Domenica cercherà di limitare i danni, ma all’attacco. Io lo interpreto come un atto di grande maturità: pensare all’obiettivo finale più che al traguardo di tappa».
Cavallino, ultima chiamata
Da un lato Kimi, dall’altro la Ferrari. Come ogni anno, le aspettative sulla Rossa sono enormi. Come da diversi anni a questa parte, tuttavia, la sensazione è che il Cavallino Rampante non riesca a trovare il modo di spiccare il volo. «Sì, le attese nei confronti della performance della Rossa, come sempre a Monza, sono elevatissime. Nel “Tempio della velocità”, tutto il pubblico si aspetta e vuole la Ferrari. A questo giro la scuderia di Maranello arriva all’appuntamento di casa consapevole che ha una buona macchina e che può fare bene, ma anche consapevole che è l’ultima chiamata se si vuole sentire ancora parte della lotta mondiale. A Monza, dovrà fare un bottino pieno e cercare di sperare di accorciare il più possibile la classifica. In caso contrario, le speranze si affievolirebbero drasticamente», chiosa Matteo Bobbi.
