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Quando la Cina diventa «Made in Europe»: BYD presenta in Svizzera la DOLPHIN G DM-i

La prima vettura del marchio cinese sviluppata esclusivamente per il mercato europeo debutta nel segmento delle utilitarie con tecnologia ibrida plug-in, fino a 105 chilometri in elettrico e oltre 1.000 di autonomia complessiva
Mattia Sacchi
21.08.2026 12:10

La nuova BYD DOLPHIN G DM-i è arrivata sulle strade svizzere. Presentata a livello europeo lo scorso giugno, da agosto è in consegna anche in Svizzera, dove porta una novità: è la prima ibrida plug-in proposta nel segmento B sul mercato elvetico.

Ma il dato più interessante riguarda la sua origine. La DOLPHIN G DM-i è infatti la prima automobile di BYD sviluppata specificamente per il mercato europeo e anticipa una strategia che, nei prossimi anni, porterà il gruppo cinese a progettare altri modelli per il Vecchio Continente e a produrli anche qui.

«È una svolta aziendale», spiega Ferdinando D’Apice, direttore marketing di BYD Svizzera, incontrato a Zurigo durante il Media Drive organizzato per il debutto elvetico del modello. «La DOLPHIN G DM-i è la prima vettura studiata e concepita per il mercato europeo. Ne seguiranno altre: l'azienda ha capito che, per avere successo locale, bisogna avere anche una strategia locale».

Una strategia che parte dalle caratteristiche stesse dell'auto. Finora BYD, come molti altri costruttori cinesi, ha portato in Europa modelli destinati anche ad altri mercati. Sviluppare una vettura specificamente per il nostro continente permette invece di concentrarsi sulle abitudini di chi la utilizzerà.

«Una vettura globale deve necessariamente tenere conto di clienti molto diversi: quello asiatico, quello sudamericano, quello degli Emirati Arabi», osserva D’Apice. «Quello europeo è invece abbastanza specifico. Qui il segmento B è uno dei più importanti insieme al C: partire dalle nostre esigenze significa lavorare sul tipo di guida che vogliamo, sul comfort e sull'utilizzo che facciamo dell'auto».

Anche alcune scelte apparentemente secondarie raccontano questa differenza. «Pensiamo al bagagliaio: tendenzialmente le vetture cinesi hanno un passo molto lungo, sono confortevoli per chi sta all'interno, ma magari lasciano meno spazio ai bagagli. Qui abbiamo cercato di essere più vicini ai bisogni del cliente europeo».

La DOLPHIN G DM-i misura 4,16 metri, con un passo di 2,61, e mette a disposizione un bagagliaio da 425 litri, che diventano 1.225 abbattendo i sedili posteriori. Dimensioni contenute che rispondono anche alla volontà di entrare in una categoria particolarmente importante per il mercato continentale.

E proprio nel segmento delle utilitarie BYD ha scelto una soluzione che al momento non aveva concorrenti dirette in Svizzera: l'ibrido plug-in. «Entriamo in una categoria importante con una macchina capace di combinare due cose: la lunga percorrenza e la possibilità di muoversi quotidianamente in full electric», sottolinea D’Apice. «Vogliamo rivolgerci a chi non ha bisogno di una macchina troppo grande, ma cerca comunque spazio, potenza e la possibilità di affrontare viaggi lunghi. Allo stesso tempo deve essere comoda in città e permettere di utilizzarla in modalità elettrica».

Il sistema Super Hybrid DM-i, arrivato alla quinta generazione, privilegia infatti il motore elettrico e utilizza il quattro cilindri benzina da 1,5 litri quando necessario. Nelle versioni Boost, Comfort e Sport la batteria Blade LFP da 18,3 kWh permette di raggiungere 105 chilometri di autonomia elettrica WLTP. La potenza complessiva è di 212 CV, mentre combinando batteria e motore termico l'autonomia dichiarata arriva a 1.040 chilometri. Il consumo ponderato WLTP è di 1,4 litri ogni 100 chilometri.

Numeri che BYD mette in relazione anche con le abitudini degli automobilisti svizzeri. Secondo i dati dell'Ufficio federale di statistica citati dal costruttore, un pendolare percorre mediamente circa 15 chilometri per raggiungere il posto di lavoro. L'idea è quindi utilizzare la DOLPHIN prevalentemente come un'elettrica nella quotidianità, mantenendo il motore termico per le percorrenze più lunghe.

«È proprio questa la combinazione che cercavamo», continua D’Apice. «Avere una vettura compatta che possa muoversi in elettrico in città, ma senza costringere il cliente a cambiare abitudini quando deve affrontare una tratta lunga».

La versione d'ingresso Active dispone invece di una batteria da 7,4 kWh, 176 CV e 40 chilometri di autonomia elettrica. Anche il listino riflette la volontà di entrare in una fascia di mercato molto più ampia rispetto ai modelli di maggiori dimensioni: si parte da 26.490 franchi per la Active, mentre Boost, Comfort e Sport costano rispettivamente 29.490, 30.990 e 31.990 franchi.

«Il prezzo naturalmente è fondamentale in questo segmento. L'obiettivo è proporre un'alternativa forte e credibile, con costi abbordabili. Pensiamo di essere molto ben posizionati rispetto alla concorrenza», afferma D’Apice.

La DOLPHIN G DM-i diventa così il quarto modello con tecnologia DM-i commercializzato da BYD in Svizzera, accanto a SEAL U DM-i, ATTO 2 DM-i e SEAL 6 DM-i Touring. Una gamma ibrida che si affianca a quella completamente elettrica.

Il passaggio successivo della strategia europea sarà però industriale. «Questa non resterà un'eccezione», anticipa D’Apice. «Ci saranno altre vetture che nasceranno soltanto per il mercato europeo e che, a lungo termine, verranno prodotte anche qui, nella fabbrica in Ungheria». BYD, finora identificata soprattutto come uno dei protagonisti dell’avanzata cinese nel mercato automobilistico europeo, punta quindi ora a radicarsi direttamente nel continente. 

Il confine tra automobile cinese ed europea è quindi destinato a diventare meno netto, anche nella definizione della provenienza di un modello. «Una parte delle materie prime continuerà chiaramente ad arrivare dalla Cina», conclude D’Apice. «Ma nel momento in cui la macchina verrà prodotta in Ungheria, potremmo ripensarla come “Made in Europe”».

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