Golf

«Nella storia del campo anche grandi esibizioni»

Paolo Quirici ricorda alcuni appuntamenti di rilievo vissuti a Magliaso negli anni Ottanta e Novanta: «In ottobre, sempre nell’ambito del Centenario del Golf Club Lugano, ci sarà il campionato svizzero di hickory»
Fondato nel 1923, il Golf Club Lugano ha iniziato una serie di competizioni legate ai festeggiamenti del Centenario. ©GCLugano
Raffaele Soldati
09.06.2023 06:00

Le prime gare del Centenario del Golf Club Lugano sono già passate agli archivi. Altre ne seguiranno, abbinate a eventi sociali che vogliono sottolineare l’importanza di questa stagione. Che il club presieduto da Giuseppe Rossi stia vivendo un momento speciale è un dato di fatto. Lo conferma anche Paolo Quirici, attuale head-pro del circolo nato nel 1923. «Non sono l’unico maestro a Magliaso - dice il professionista malcantonese - . Questo club ne ha ospitati diversi nel corso dei suoi 100 anni. Il mio pensiero va a tutti quelli che hanno contribuito a formare giocatori e ad appassionare giovani e meno giovani. Perché questo è uno sport che può regalare momenti piacevoli anche oltre i novant’anni. C’è l’aspetto sportivo, ma anche quello sociale ha una sua fondamentale importanza».

Ricordi vicini e lontani

L’insegnamento ha un ruolo determinante in questo come in altri circoli svizzeri. Cosa risponde Quirici? «Innanzitutto ringrazio chi mi ha insegnato a colpire le prime palline. E poi devo molto anche a chi mi ha permesso di perfezionare la tecnica per raggiungere un buon livello in contesti internazionali. Ho iniziato a frequentare il campo di Magliaso nel 1974. Posso dire di conoscerlo piuttosto bene. I ricordi inevitabilmente si sommano. Ci sono quelli che ho vissuto da ragazzino e altri molto più recenti. Dopo un lungo periodo trascorso sui percorsi di tutta Europa - e non solo - come professionista da circuito, posso dire di essere tornato da dove ero partito. Naturalmente, con un bagaglio di esperienze e di conoscenze che mi hanno permesso di crescere. E dirò di più. Anche quando si insegna non si finisce mai di imparare».

In occasione di esibizioni o di eventi organizzati in collaborazione con il circolo luganese, a Magliaso, negli anni Ottanta e Novanta, erano arrivati giocatori di grosso calibro. «Me li ricordo bene - prosegue Quirici. Erano venuti personaggi che hanno contribuito a scrivere alcune delle pagine più belle del gioco. Penso al tedesco Bernhard Langer e alla sua dimostrazione dell’agosto 1987. Ma anche all’inglese Nick Faldo, diventato Sir per meriti sportivi. Oppure a Costantino Rocca, primo italiano a trovare posto nella squadra europea di Ryder Cup. A Magliaso, All’inizio degli anni Novanta, avevo avuto anche l’onore di partecipare ad un evento promosso dalla Canon, storico sponsor dell’Open di Crans prima che iniziasse l’era Omega. In quell’occasione come me c’erano il campione bergamasco, l’inglese Barry Lane - scomparso troppo presto- e Sven Strüver. È stata una giornata indimenticabile».

La passione per il gioco è sbocciata presto per Quirici e si è poi consolidata negli anni. Una volta conclusa la carriera sul circuito, il ticinese ha approfondito in modo particolare gli aspetti legati alla storia del gioco. Sul piano competitivo, si è lanciato sull’hickory golf, praticato con ferri e legni d’epoca.

Passione per l’hickory

Nel 2013 Paolo si era aggiudicato il World Hickory Open in Scozia, a Montrose, e lo US Pro Hickory Open, un titolo riconquistato l’anno successivo. Nel 2021 ha aggiunto al suo palmarès l’Hickory Open svizzero e quello d’Italia. «Sono esperienze che mi hanno dato molto sul piano sportivo - ammette il nostro interlocutore - . Sono anche orgoglioso di poter affermare che proprio quest’anno, nell’ambito dei festeggiamenti per il centenario del nostro club - il 14 e 15 ottobre avremo la fortuna di poter proporre il campionato svizzero di questa disciplina su 36 buche. Anche in questa occasione non mancheranno professionisti noti. Tornerà Costantino Rocca, che considero un grande amico. Tra gli altri ci saranno Raphaël Jacquelin (un francese che vive a Ginevra), l’austriaco Markus Brier e Fiorino Clerici».

Difendere il titolo

In settembre l’Italia ospiterà per la prima volta la Ryder Cup. Riuscirà Quirici a trovare il tempo per fare una capatina al grande appuntamento che si terrà a Roma? «Confesso che mi piacerebbe poter seguire la mitica sfida tra i 12 migliori americani e i 12 migliori europei al Marco Simone. Ma proprio in quei giorni, su un altro percorso romano, quello dell’Acquasanta, vorrei provare a difendere il titolo all’Italian Hickory». Nella scorsa edizione Quirici si era infatti imposto ad Asiago, sul campo dell’Altipiano firmato da Peter Harradine.