Niente da fare contro gli alieni canadesi

L’arena di Santa Giulia sembra un’astronave atterrata tra le pozzanghere di un eterno cantiere. Al suo interno ci sono più o meno diecimila tifosi svizzeri. Tanti anche i ticinesi. «Mola mia!», grida uno di loro all’indirizzo di Calvin Thürkauf, partito a testa bassa in una coriacea azione di alleggerimento. Ma gli alieni, quelli che l’astronave la guidano, hanno l’accento canadese. Senza flessioni francesi, perché di québécois, in questa squadra pazzesca, non ce ne sono proprio. Però c’è Connor McDavid, che sblocca il risultato dopo 6 minuti, sfruttando un ingenuo fallo di Kukan. C’è sua maestà Sidney Crosby, che sfiora subito il raddoppio in contropiede (che parata, Akira Schmid!) e chiude i conti nel terzo tempo con il 4-1. E poi c’è il nuovo fenomeno, Macklin Celebrini, autore del 3-1 all’inizio del periodo centrale. Tre generazioni di marziani contro cui non bastano il cuore e il coraggio dei rossocrociati.
Suter illude
La rete del 19.enne dei San José Sharks al 24’14’’ fa particolarmente male, perché i rossocrociati, dopo essere andati sotto 2-0 all’11’, hanno deciso di vendere cara la pelle, riaprendo i conti già al 12’42’’ con il loro primo power-play: botta di Andrighetto, deviazione del portiere sull’asta e tap-in vincente di Pius Suter. I ragazzi di Fischer non hanno il «timing» e la velocità d’esecuzione degli avversari, ma se la giocano senza paura, con generosità. Qualche spazio inevitabilmente si apre, anche perché non tutti sembrano sincronizzati sulle frequenze aliene. Persino Josi non pare ispiratissimo. Meglio Meier, Kurashev, Andrighetto. Ma contro questo Canada, bisognerebbe rasentare la perfezione. E sfruttare i power-play. Il secondo arriva all’inizio del periodo centrale, conquistato da Niederreiter: disco che gira, tante occasioni, ma nessuna rete. E così, poco dopo, Celebrini ci fa secchi con il già citato 3-1.
Brutto infortunio per Fiala
I rossocrociati accusano il colpo e iniziano a traballare. Al 29’ gli arbitri (uno è canadese, ma nell’hockey non è inusuale) sorvolano su una bastonata al volto ai danni di Hischier, facendo imbufalire il pubblico di fede rossocrociata. Pian piano la pressione nordamericana si allenta e la Svizzera torna a farsi vedere in attacco, ma manca quel cinismo imprescindibile per restare agganciati al match. Stesso discorso nel terzo tempo, iniziato all’attacco. Al 46’, dalle tribune, parte un potentissimo «Hopp Schwiiz» e i rossocrociati si esaltano, colpendo anche un’asta con Fora. Ma la concretezza abita in Canada. E infatti, al 47’28’’, Crosby firma il 4-1. Al 53’03’’, ecco il 5-1 di MacKinnon. Un altro alieno. Al 57’10’’ Fiala esce in barella. Difficilmente lo rivedremo in questi Giochi. Nel corso della partita la Svizzera ha perso pure Glauser e Malgin.
