Noè e una staffetta da record per chiudere con il sorriso

Una sola medaglia. Quella di bronzo vinta da Noè Ponti nei 100 m delfino. Il bilancio di Swiss Aquatics agli Europei di Parigi è più magro del previsto, anche se la staffetta maschile 4x100 misti (Mityukov, Gartmann, Ponti e Ashton) ha concluso in bellezza migliorando due volte il record svizzero: 3’33’’33 nelle qualificazioni e 3’32”49 nella finale di questa sera, chiusa all’8. posto e vinta dai russi. Nella sua frazione, Noè è stato eccezionale (49”40): «È stata una bella gara, in un ambiente caldissimo», ha detto alla RSI. «Siamo stati bravissimi, mi sono sentito molto bene. Nonostante uno stacco da nonnetto, ho fatto un tempone che sento di avere nelle corde anche nell’individuale. Questo mi dà fiducia e voglia per il prossimo anno. Da settembre si torna più carichi che mai».
Mityukov non tradisce
Dagli Europei del 2018 in poi, la Federazione elvetica aveva festeggiato in successione due, tre, quattro e poi cinque medaglie, ma i ritiri di Jérémy Desplanches (due podi, di cui un titolo nel 2018 sui 200 m misti) e di Lisa Mamié (quattro medaglie nella rana, con un titolo) hanno lasciato un vuoto. I due leader Noè Ponti e Roman Mityukov non hanno nulla da rimproverarsi. Il 25.enne ticinese ha dato prova di notevoli risorse mentali conquistando il terzo posto in una gara velocissima, dopo aver subito compromesso la finale dei 50 m a causa dell’ormai nota perdita degli occhialini. Il 26.enne ginevrino, dal canto suo, ha migliorato di 76 centesimi il suo record svizzero nei 200 m dorso nel corso di una finale conclusa al 4. posto. Il suo tempo, 1’54’’07, lo avrebbe reso campione olimpico a Parigi. Due anni fa, gli era bastato nuotare in 1’54’’95 per aggiudicarsi il bronzo. Anche la concorrenza ha fatto passi avanti.
La sorpresa Bucca
I motivi di soddisfazione rimangono però rari, in casa rossocrociata. Alla vigilia della rassegna Markus Buck, responsabile delle prestazioni di Swiss Aquatics, riteneva che ciascuno dei 19 nuotatori e nuotatrici presenti avesse il potenziale per arrivare in semifinale. Deve ricredersi, e la «colpa» è anche in questo caso di una concorrenza agguerrita. Nelle gare individuali, Ponti, Mityukov – che sabato ha raggiunto anche le semifinali nei 100 dorso –, Flavio Bucca (8. nei 200 m dorso), Antonio Djakovic (14. nei 200 m stile libero) e la giovane promessa Kay-Lyn Löhr (13. nei 200 m rana) sono stati gli unici a potersi mettere in luce la sera nella piscina di St-Denis. Bucca è uno dei pochi membri della delegazione ad aver superato le aspettative. Il 21.enne turgoviese ha dato il massimo, migliorando di 1’’6 il proprio personale in un solo giorno. Insieme a Ponti e Mityukov, è l’unico ad aver raggiunto il tempo limite di qualificazione per le prossime Olimpiadi. Risultato che dovrà tuttavia confermare, poiché la fase di qualificazione per Los Angeles 2028 non è ancora iniziata. Anche Antonio Djakovic, quattro volte medaglia europea nei 200 e 400 m stile libero, merita una menzione. Il 23.enne, che negli ultimi due anni ha dovuto affrontare numerose difficoltà, è riuscito a scendere sotto 1’47’’ nei 200 m per la prima volta dagli Europei del 2024, dove aveva conquistato il bronzo. Dovrà ora confermare questa rinascita.
Mattia ed Enrico, buona la prima
Grande soddisfazione anche per gli esordienti ticinesi Mattia Mauri (20 anni) ed Enrico Sottile (18 anni). Il primo ha battuto nettamente il suo personale sui 200 m stile libero, abbassandolo di oltre un secondo nelle batterie e classificandosi 22. a 20 centesimi dalle semifinali. Il secondo ha migliorato il suo record personale sia nei 100 che nei 200 m delfino.
Per gli altri svizzeri in gara, si tratterà di rimettersi al lavoro. Come ha spiegato Clément Bailly, l’allenatore del Genève Natation, tutti devono riuscire a «emanciparsi», ignorare il contesto proprio di un grande appuntamento per potersi concentrare esclusivamente sulla propria prestazione. Per loro si tratta di vivere il momento presente, senza lasciarsi sopraffare. Il tecnico francese, che si occupa in particolare di Mityukov, lo ha ribadito: «Tutti si sono guadagnati il posto grazie alle loro prestazioni». Queste, tuttavia, sono state ottenute in contesti con minore concorrenza e minore pressione.