Nuoto

Noè Ponti di bronzo in una finale storica

Il ticinese ha completato i 100 metri delfino in 49''93, chiudendo alle spalle di Milak e Grousset - Non era mai successo che tutti e tre gli atleti sul podio rimanessero sotto i 50 secondi - «Non è stato facile lasciarmi tutto alle spalle e ripartire, ma sono molto contento per la medaglia»
©PATRICK B. KRAEMER
AtseRedazione
14.08.2026 00:14

È arrivata la prima, attesa medaglia di Noè Ponti agli Europei in vasca lunga di Parigi. Il ticinese ha chiuso al terzo posto la finale dei 100 metri delfino con il tempo di 49’’93, a soli 10 centesimi dal suo record svizzero. La vittoria è andata all’ungherese Kristof Milak (che ha fatto registrare il nuovo record europeo con 49’’48), secondo il francese Maxime Grousset (49’’70). «Non è l’oro, ma è comunque una medaglia», ha dichiarato il ticinese nella zona mista al termine della sua prova. «Certo, l’oro sarebbe stato meglio. Ma sono comunque molto contento, soprattutto dopo quello che è successo due giorni fa. Non è stato facile lasciarmi tutto alle spalle per ripartire, anche se nella vita ci sono cose ben più gravi». Il gambarognese si è poi soffermato sull’alto livello della finale: non era mai successo che i primi tre classificati fossero tutti sotto i 50’’. «È fantastico. È stata una gara velocissima, mi sono divertito molto e ho dato il massimo. Il terzo 25 metri è stato incredibile, secondo me. Alla fine non avevo più forze, ma non ho commesso errori».

Sguardo al futuro

Ponti ha regalato al nuoto svizzero la 24. medaglia della sua storia agli Europei. Certo, l’atleta ticinese dovrà ancora pazientare prima di aggiudicarsi il suo primo titolo nella vasca da 50 metri, ma con il bronzo di ieri è salito a quota cinque medaglie in vasca lunga, mentre nel suo palmarès figurano già tre titoli mondiali e sei europei in quella corta. Lo sguardo adesso è già rivolto al futuro. «Penso di poter nuotare in 49’’40, ne sono sicuro», ha spiegato Noè, prima di lanciare una sfida a Milak e Grousset: «L’anno prossimo (ai Mondiali del 2027 a Budapest, ndr) tornerò per batterli». Non è però ancora il momento di guardare così in là: domenica è infatti in programma la staffetta 4x100 misti.

Gli altri elvetici

Altri due rossocrociati erano in gara ieri al Centro acquatico olimpico di St-Denis per le semifinali. Ma né Antonio Djakovic, 14. nei 200 m stile libero con 1’46’’60, né la promettente diciottenne Kay-Lin Löhr, 13. nei 200 m rana con 2’28’’75, sono riusciti nell’impresa di qualificarsi per la finale. La mattinata di ieri, d’altra parte, non era stata favorevole ai fondisti Thierry Bollin (35. in 25’’36), Roman Mityukov (49. in 25’’58) e Flavio Bucca (65. in 26’’19), che sono rimasti a mezzo secondo o più dalle semifinali dei 50 m. Il ticinese Mattia Mauri, dal canto suo, ha in parte soddisfatto le aspettative nei 200 m stile libero. Il ventenne ha migliorato di 1’’05 il suo record personale, chiudendo in 1’47’’35, ma con il 22. posto è rimasto a 0’’20 da un posto in semifinale. Da segnalare infine che l’italiana Sara Curtis ha ritoccato il suo record del mondo dei 50 m dorso, vincendo la finale con un 26’’56.