Pallavolo

«Non ci si abitua mai ai trofei, sono curiosa di scoprire la Nazionale»

Il NUC Neuchâtel si è laureato di recente campione svizzero - Una stagione trionfale, condita dalla conquista di Supercoppa e Coppa Svizzera - Ne parliamo con la ticinese Fabiana Branca, attaccante centrale della squadra neocastellana
© Keystone/Salvatore Di Nolfi
Thomas Schürch
Thomas Schürch
22.04.2026 06:00

«Vincere aiuta a vincere» recita uno dei motti più diffusi nel mondo sportivo. E chi ha deciso di fare suo questo proverbio è il NUC Neuchâtel, fresco vincitore del campionato svizzero per il settimo anno consecutivo. «Non ci si abitua mai ai trofei, fanno sempre piacere», ci dice Fabiana Branca, attaccante della compagine romanda. «Il periodo tra gennaio e febbraio è stato il più complicato perché, complici gli impegni in CEV Cup, ci siamo ritrovate a dover disputare due partite a settimana. È stato difficile rimanere concentrate su tutti i fronti, ma siamo comunque riuscite a chiudere bene la stagione». Una stagione iniziata con alcune novità rispetto a quelle precedenti: la sostituzione dell’allenatrice Lauren Bertolacci con Laura Girolami e la partenza di alcune pedine importanti della squadra, su tutte la palleggiatrice Meline Pierret e il libero mesolcinese Fabiana Mottis, entrambe titolari della Nazionale. Ma chi pensava che questi avvicendamenti potessero interrompere, o almeno rallentare, la marcia del Neuchâtel, si è presto dovuto ricredere. «Onestamente, non so cosa abbiano pensato le altre squadre di questi cambiamenti, ma io non ho mai dubitato delle scelte della società, tanto meno delle capacità della nuova coach», prosegue Branca. «Girolami ha lavorato diversi anni per il NUC come assistente di Bertolacci. Le sue qualità sono note e ho avuto piena fiducia in lei fin da subito; sapevo che non avrebbe avuto problemi nel gestire le nuove giocatrici». A livello pallavolistico «non c’è stato nessuno sconvolgimento: abbiamo continuato a utilizzare il medesimo sistema e gli stessi schemi di gioco. Il “segreto” di questo filotto di vittorie, secondo me, sta nel fatto che il nostro è un club molto professionale a livello di organizzazione e comunicazione. Non c’è un singolo aspetto che non funziona. Inoltre, possiamo sempre contare su un grande sostegno da parte del pubblico, e anche questo aiuta».

La stima della presidente

Arrivata a Neuchâtel nel 2023, Fabiana ha recentemente prolungato il suo accordo con la squadra locale per un altro anno. Commentando il nuovo contratto, la presidente del club Jo Gutknecht ha definito la giocatrice ticinese «la migliore attaccante centrale svizzera del campionato, un’ottima compagna di squadra, nonché "trait d’union" tra le diverse generazioni presenti nel gruppo». Una persona «che sa essere spiritosa quando serve, ma allo stesso tempo dimostra serietà ed è un esempio in campo». Un attestato di stima importante. «Fa sempre molto piacere ricevere apprezzamenti del genere, soprattutto dalla numero uno del club. Mi ritrovo in particolare sul discorso di essere un “collante” tra le due generazioni. Vista l’esperienza maturata, quando posso cerco di aiutare le giovani ragazze che si affacciano al professionismo». L’anno prossimo Fabiana potrà dunque agevolare anche l’inserimento della giovane ticinese Seline Zanetti, nuovo acquisto del NUC proveniente dal Volley Lugano, squadra di cui ha scalato le gerarchie fino a diventare titolare. «Sono molto contenta che Seline ci raggiunga. Mi rivedo in lei perché anch’io ho iniziato il mio percorso in LNA nel Lugano, ed entrambe giochiamo come centrali. Penso che abbia un grande potenziale. Certo, è molto giovane (19 anni, ndr) e deve ancora apprendere alcune nozioni, ma ritengo che possa diventare davvero una delle giocatrici più forti in Svizzera. Inoltre, Neuchâtel per lei è la scelta giusta: qui avrà il supporto e i mezzi per svilupparsi a livello pallavolistico».

Obiettivi sportivi e non

Detto dei successi a livello di club, Branca può guardare adesso con fiducia a un altro importante capitolo della sua carriera: la Nazionale. «È il mio primo anno con la Svizzera e non mi sono posta degli obiettivi», precisa la ticinese. «Vediamo come va. Sono curiosa di conoscere le dinamiche della Nazionale e il livello della nostra selezione. So che ci aspettano partite interessanti e sono impaziente di iniziare. Non conosco l’intero gruppo, ma alcune ragazze sì, perché abbiamo giocato assieme». Ma nel futuro della ticinese non c’è solo la pallavolo. «Tre anni fa ho concluso la mia formazione al DFA come insegnante elementare, anche se da quando sono qui in Svizzera francese mi sono dedicata unicamente all’attività sportiva. Nel corso della prossima stagione mi piacerebbe iniziare a fare qualche supplenza in una scuola primaria. Un domani vorrei tornare in Ticino e lavorare come maestra, ma non so ancora dire quando. Affronto un anno alla volta». Per ora «voglio fare un’esperienza positiva con la casacca rossocrociata e continuare a vincere con il NUC. Come club crediamo molto anche nella CEV Cup; certo, arrivare in finale o vincere non è tra gli obiettivi principali, ma sappiamo di poter avanzare nella competizione. Quest’anno siamo uscite ai playoff contro il Mulhouse, ma siamo state molto vicine nel punteggio . Se riuscissimo a fare un passettino in avanti, potremmo raggiungere davvero dei buoni risultati pure in Europa. Bisogna anche dire che la fortuna gioca sempre un ruolo importante: se al primo turno ti ritrovi ad affrontare il Galatasaray, difficilmente potrai ambire ad andare lontano», conclude Branca.