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3-2 in rimonta all'Egitto, l'Argentina ai quarti

Ad Atlanta, gli egiziani sono andati sul 2-0 con le reti di Ibrahim e Ziko ma nel finale di gara Romero e Messi, che aveva sbagliato il rigore del possibile 1-1, hanno trovato il pareggio e in pieno recupero Fernandez ha realizzato il gol della vittoria — TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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3-2 in rimonta all'Egitto, l'Argentina ai quarti
Red. Online
07.07.2026 06:10
20:35
20:35
Fernandez: «Gruppo formidabile, sempre uniti anche nelle difficoltà»

«Siamo un gruppo formidabile, anche nelle difficoltà sempre uniti e insieme». Così Enzo Fernandez alla fine degli ottavi di finale dei Mondiali Argentina-Egitto, una partita vinta 3 a 2 in rimonta dagli argentini. Fernandez ha segnato di testa il gol del 3 a 2 nei minuti di recupero del secondo tempo. «Sognavo di vivere questi momenti dal Mondiale in Qatar. - ha aggiunto il centrocampista del Chelsea -. La verità è che i miei compagni hanno una qualità incredibile».

20:08
20:08
3-2 in rimonta all'Egitto, l'Argentina ai quarti

L'Argentina si è qualificata per i quarti di finale dei Mondiali battendo in rimonta l'Egitto per 3-2. Ad Atlanta, gli egiziani sono andati sul 2-0 con le reti di Ibrahim e Ziko ma nel finale di gara Romero e Messi, che aveva sbagliato il rigore del possibile 1-1, hanno trovato il pareggio e in pieno recupero Fernandez ha realizzato il gol della vittoria.

20:04
20:04
Non solo Manzambi, Svizzera senza Aebischer e Jaquez

Michel Aebischer, Luca Jaquez e Johan Manzambi salteranno la partita contro la Colombia. Aebischer e Jaquez soffrono di problemi muscolari, mentre Manzambi ha subito una contusione al ginocchio durante l’ultimo allenamento. «I giocatori sono in cura e sotto osservazione da parte dello staff medico della Nazionale svizzera, con l’obiettivo di aiutarli a tornare in campo il più rapidamente possibile».

17:57
17:57
Norvegia in ansia aspettando i quarti, si teme un virus

La Norvegia é alle prese con un virus a pochi giorni dal quarto di finale dei Mondiali contro l'Inghilterra. Secondo quanto riportano diversi media, il ct Solbakken ha rivelato che due giocatori sono rimasti in isolamento a causa di «tosse e respiro affannoso», ma diversi membri della delegazione non sarebbero al meglio della forma. La Norvegia giocherà contro gli inglesi sabato prossimo. Jorgen Strand Larsen ha saltato un allenamento una settimana fa, mentre Marcus Holmgren Pedersen, malato, non ha potuto partecipare alla partita degli ottavi contro il Brasile. Solbakken ha però aggiunto di ritenere che non si tratti di un virus, ma piuttosto di una conseguenza dei lunghi trasferimenti intrapresi dalla squadra tra una partita e l'altra, «tra aria condizionata, voli e spogliatoi».

17:54
17:54
Virale la «Donald dance» di Lukaku

Un'ondata sociale, per infierire sull'America di Trump e sull'intervento scomposto della Casa Bianca, che non ha evitato la brutta figura e l'eliminazione alla nazionale Usa. Donald Trump è entrato in tackle sui Mondiali di calcio con il caso Balogun ma l'intervento non solo non ha aiutato la nazionale a stelle e strisce e Balogun; anzi ha provocato prima una generale levata di scudi e quindi un'ondata di reazioni soddisfatte per l'eliminazione degli Usa e la mezza umiliazione subita da quell'America che si riconosce nell'iniziativa del presidente. Era inevitabile che il primo sberleffo arrivasse dal fronte belga, con la federazione che subito dopo il successo dei Diavoli Rossi ha pubblicato un post con un icastico commento: «Ora ribaltate questo»; ma già in campo Romelu Lukaku, autore del gol del 4-1, aveva celebrato il successo con un balletto letto da molti come un'ironica imitazione della Trump dance. E mentre anche tra gli americani c'e' chi ricorda la maledizione del presidente, che quando interviene - dai New York Knicks a USA-Belgio - fa perdere gli sportivi per cui tifa, a Bruxelles un gruppo di eurodeputati firma una petizione perche' si indaghi su Infantino e le relazioni con il presidente USA.

La presa in giro più socializzata e' quella di Lukaku. L'attaccante del Napoli ha infatti danzato, poi imitato dai compagni, con movenze molto simili a quelle che il presidente statunitense ha reso famose con la sua Victory dance, sulla base musicale di «YMCA» dei Village People. Lukaku non si è espresso al momento per spiegare se tale interpretazione è quella corretta, ma tanto e' bastato: il video del suo balletto è divenuto subito virale con milioni di visualizzazioni in varie parti del mondo, sotto il titolo Donald Dance, facendo il paio con il post della federcalcio belga, a sua volta molto piaciuto e rilanciato migliaia e migliaia di volte. Molti i commenti di sfottò nei confronti degli USA da parte non solo dei belgi, ma anche quelli avvelenati dei tifosi statunitensi che replicano: «Ci avete battuto nel nostro settimo sport», scrive un follower.

In realtà, tantissimi statunitensi si erano ritrovati uniti dietro alla bandiera della nazionale guidata da Mauricio Pochettino, ma ora che il sogno di andare molto avanti nel torneo si è infranto sotto i colpi del Belgio, oltre all'orgoglio per quello che è stato c'è anche l'amarezza per quanto avvenuto prima della partita. La polemica per la revoca della squalifica all'attaccante statunitense Balogun dopo una telefonata di Trump al presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha imbarazzato anche molti tifosi a stelle e strisce per lo scandalo internazionale che ne è derivato.

Infantino ha negato di essere intervenuto presso la commissione disciplinare della Fifa, che da parte sua ha diffuso una dichiarazione per confermarlo e per spiegare la scelta di sospendere la squalifica di Balogun. Una linea di difesa debole a fronte delle reazioni indignate arrivate non solo dal mondo del calcio, UEFA in testa, ma anche dal fronte politico europeo, dal Belgio alla Germania e alla Francia fino al Parlamento UE, dove una cinquantina di deputati ha chiesto l'avvio di un'indagine indipendente per accertare se Infantino, abbia esercitato pressioni indebite sulla vicenda. L'eliminazione della nazionale USA ha tolto un po' di peso sportivo alla vicenda ma è stata in generale salutata, fuori dagli Stati Uniti, come la sua giusta conclusione e c'è chi ha anche sostenuto che il senso di rivalsa abbia dato una marcia in più ai belgi, per poter alla fine dire: «Ora ribaltate questo».

16:37
16:37
CR7 saluta tra lacrime e orgoglio

«Prima di me, il Portogallo non vinceva». E' finito al 91' di Spagna-Portogallo, col gol di Merino, il sogno Mondiale di Cristiano Ronaldo. A 41 anni, l'attaccante divenuto marchio di se stesso esce dalla sua sesta Coppa del Mondo tra lacrime e orgoglio. «Ti vogliamo bene, capitano, ma ora basta», scrive il quotidiano sportivo portoghese 'A Bola', raccontando il mood di un viale del tramonto, mentre per ora a pagare l'eliminazione portoghese é il ct Martinez, dimissionario.

«Sono triste di andarmene così, ma ho dato tutto, ho sempre dato il massimo», ha detto Ronaldo dopo la sconfitta di Dallas, per la quale non ha nascosto le sue lacrime in campo, al fischio finale. «Me ne vado con la coscienza pulita. Questo è il calcio, è la vita di un calciatore. A volte si vince, a volte si perde. Bisogna andare avanti. È stato il mio ultimo Mondiale, sì, ma per quanto riguarda il resto, ci sarà tempo per pensare, per stare con la mia famiglia, non prenderò decisioni impulsive».

Prima della partita con la Spagna - una sfida anche generazionale, nella quale ha ceduto il testimone al 19enne Lamine Yamal - Cristiano Ronaldo aveva lanciato un duro attacco ai media, 'rei' a suo avviso di metterne in discussione il ruolo in nazionale, la forma, la capacità di corsa. Dimenticando che la Fifa aveva applicato per la prima volta l'art.27, quello sulla condizionale dello scandalo Balogun, per sospendergli due giornate di squalifica e consentirgli di giocare le prime del Mondiale. «Sono 23 anni che provate ad ammazzarmi, ma non ci riuscite», la sua intemerata alla stampa, forte di una carriera sempre sulla cresta dell'onda, sempre ad inseguire record e gol: con la maglia della sua nazionale - per tanti osservatori ancorata al suo smisurato ego - sono 146 in 233 presenze. In totale in carriera sono 994, un numero troppo vicino alla cifra tonda per pensare che CR7 smetta anche col suo ultimo club, l'Al Nassr, a prescindere dalle cifre dell'ingaggio.

Ma dopo l'uscita dal Mondiale, il campione di Funchal é apparso più intimista. «Mi sveglierò domani nello stesso modo in cui mi sono svegliato oggi: con la coscienza pulita. Ho dato tutto. Ho vinto tre titoli con il Portogallo. Prima di Cristiano - la rivendicazione -, il Portogallo non aveva mai vinto un grande trofeo. Il trofeo più bello che ho vinto con la nazionale è stato quello del 2016, che per me ha la stessa importanza del Mondiale. Quindi ripeto: me ne vado da qui con la coscienza pulita. Domani sarà un altro giorno e la vita continua». Abbraccio a Yamal e giu' il sipario. Per ora.

16:35
16:35
USA e getta: la figuraccia di Trump, ma che faremo senza Manzambi?

Nona puntata di USA e getta, lo speciale CdT sui Mondiali. Con Marcello Pelizzari, in studio Paolo Galli e Dario Campione. Tanta, tantissima carne al fuoco nella puntata che precede la madre di tutte le partite: Svizzera–Colombia al BC Place di Vancouver.

15:32
15:32
Collina difende l'arbitro Claus

«Un arbitro esperto, nutriamo piena fiducia in lui»: così Pierluigi Collina interviene a difesa di Raphael Claus, arbitro brasiliano criticato da Trump per il rosso a Balogun al Mondiale. Claus, dice il responsabile arbitrale FIFA, è «alla sua seconda Coppa del Mondo dopo aver fatto parte della nostra squadra in Qatar. È un arbitro esperto e molto rispettato e nutriamo piena fiducia in lui come arbitro affidabile». La FIFA lo definisce «tra i migliori al mondo», e su Instagram Infantino scrive: «Ancora una volta, ripeto che dobbiamo rispettare gli arbitri e le regole che governano il nostro gioco. Senza arbitri non c'è calcio»

12:10
12:10
La Roja e la sua formidabile panchina

Ancora priva di brio in campo — come del resto sin dall’inizio dei Mondiali — lunedì La Roja ha fatto affidamento sui propri sostituti per eliminare il Portogallo negli ottavi di finale proprio sul filo di lana. La profondità della sua panchina è impressionante. «Potremmo avere in panchina giocatori che in qualsiasi altra nazionale sarebbero titolari», ha affermato l’allenatore Luis De La Fuente, che sembra gestire alla perfezione l’ego dei suoi giocatori. Secondo lui, «i giocatori più importanti sono quelli che entrano dalla panchina».

E a ragione: lunedì a Dallas, tutti e tre i sostituti hanno contribuito al gol che ha portato la Spagna ai quarti di finale: Fabian Ruiz e Mikel Merino, entrati all’85° minuto al posto di Pedri e Dani Olmo, e Ferran Torres, che dieci minuti prima aveva sostituito Alex Baena.

L'arbitro aveva appena annunciato il tempo di recupero quando l'ala dell'FC Barcelona ha servito con un passaggio preciso in area il centrocampista dell'Arsenal, che era riuscito a smarcarsi alle spalle della difesa portoghese e, mantenendo la freddezza, ha battuto Diogo Costa (1-0, 90'+1).

«Mikel Merino non ci delude mai: è una garanzia. E nei momenti cruciali c’è sempre: è uno dei migliori giocatori al mondo nel suo ruolo», ha sottolineato l’allenatore parlando del giocatore dei Gunners, che prima di questa partita degli ottavi di finale aveva giocato solo circa 130 minuti in quattro partite.»

Fabian Ruiz (PSG), Merino (Arsenal) e Ferran (Barça) — che fino a quel momento aveva disputato un Mondiale piuttosto sottotono — sono titolari nelle rispettive squadre quando non sono alle prese con infortuni, come è successo ai primi due in questa stagione (ginocchio e piede).

Tuttavia, il fatto di non essere stati convocati da Luis De La Fuente nella «La Roja» non sembra rappresentare un problema per i giocatori in questione, mentre potrebbe esserlo per altre nazionali.

Intervistato dall’AFP su questo argomento la scorsa settimana, Fabian Ruiz — giocatore chiave del PSG che ha giocato da titolare nella finale di Champions League — ha approfondito il tema: «Essere convocato in Nazionale è un privilegio. Sono in grado di ricoprire qualsiasi ruolo mi venga chiesto dall’allenatore, sia in campo che fuori. È vero che ho giocato tre partite – due delle quali entrando dalla panchina – ma, beh, penso che qui non ci siano riserve o titolari; siamo una squadra. Ciò che conta è vincere: è la squadra. Come sappiamo, abbiamo 26 ottimi giocatori; ognuno di loro può scendere in campo. In questo momento, il mio ruolo è quello di sostenerli, aiutarli e cercare di dare il meglio di me stesso, così che quando l’allenatore vorrà farmi giocare, io sia pronto.»

Il ruolo del portiere illustra perfettamente la ricchezza di opzioni di cui dispone la Spagna: tre candidati di prim’ordine per un unico posto, senza alcuna tensione all’orizzonte, a giudicare dall’atmosfera serena che si respira durante gli allenamenti e dalle varie dichiarazioni rilasciate.

Unai Simon, che gioca nell’Athletic Bilbao, è stato il portiere titolare negli ultimi tre grandi tornei, compresa la vittoria della «La Roja» agli Europei 2024. Lo è anche negli Stati Uniti, dove non ha ancora subito alcun gol.

Ma i suoi due compagni di squadra potrebbero tranquillamente pretendere il suo posto. David Raya ha disputato un’ottima stagione con l’Arsenal, che ha vinto la Premier League e ha raggiunto la finale di Champions League contro il PSG (1-1, 4-3 ai rigori). Anche Joan Garcia si è distinto con il Barcellona, campione di Spagna.

«La competizione ci rende ogni giorno migliori. Per noi è una cosa naturale. È un privilegio poter lavorare con questi grandi portieri», ha dichiarato Raya all’inizio di giugno, aggiungendo di essere «qui per aiutare la squadra il più possibile e per conquistare la seconda stella».

10:52
10:52
È ufficiale: Manzambi salta la partita contro la Colombia

Brutte notizie per la Svizzera alla vigilia degli ottavi di finale del Mondiale contro la Colombia. Il giovane talento Johan Manzambi non sarà a disposizione di Murat Yakin a causa di un infortunio al ginocchio rimediato durante l'ultimo allenamento. Il centrocampista si è fatto male nel corso di una partitella a ranghi ridotti, apparentemente senza alcun contatto con altri giocatori. Dopo l'allenamento è stato sottoposto a una risonanza magnetica, che ha escluso lesioni gravi, ma non gli permetterà comunque di scendere in campo questa sera.

Stando al Blick, nella rifinitura hanno dovuto interrompere anzitempo anche Rubén Vargas e Djibril Sow, mentre restano in dubbio pure Michel Aebischer e Luca Jaquez. La Federazione svizzera dovrebbe fornire a breve un aggiornamento sulle condizioni dei giocatori.

L'assenza di Manzambi rappresenta un duro colpo per la Nazionale. Il giovane si era messo in luce con prestazioni convincenti, conquistando tifosi e compagni di squadra. «Ci ha fatto fare un salto di qualità e ha ancora enormi margini di crescita», aveva dichiarato Dan Ndoye dopo la vittoria contro l'Algeria. Anche Yakin aveva sottolineato quanto sarebbe pesante fare a meno di Manzambi, Vargas e Sow nella sfida contro la Colombia.

08:06
08:06
Preoccupazioni per Manzambi, Vargas e Sow: infortunati durante l'allenamento

La Svizzera potrebbe dover fare a meno di tre giocatori chiave nella partita degli ottavi di finale dei Mondiali contro la Colombia, in programma martedì. Johan Manzambi, Ruben Vargas e Djibril Sow hanno dovuto interrompere gli allenamenti un giorno prima della partita.

Questa tripla batosta è stata annunciata del tutto inaspettatamente all’inizio della conferenza stampa pre-partita di lunedì al BC Place di Vancouver. «Manzambi, Vargas e Sow non sono riusciti a portare a termine l’allenamento di questa mattina», ha spiegato Adrian Arnold, direttore della comunicazione dell’ASF. Ha aggiunto che i tre giocatori sarebbero stati sottoposti a ulteriori accertamenti medici nel pomeriggio.

Sin dal suo esordio nella seconda partita contro la Bosnia, Johan Manzambi è stato il miglior giocatore offensivo della Svizzera. Il giocatore originario di Ginevra ha già segnato tre gol e fornito due assist. Ruben Vargas ha segnato due gol e fornito un assist dall’inizio del torneo. Djibril Sow era nella formazione titolare contro il Canada ed è entrato dalla panchina contro la Bosnia.

Se questi tre giocatori dovessero essere esclusi, la Svizzera potrebbe benissimo ritrovarsi ad affrontare i Cafeteros con cinque giocatori in meno, dato che la disponibilità di Luca Jaquez e Michel Aebischer rimane in dubbio.

Murat Yakin, che di solito appare tranquillo alla vigilia di una partita, sembrava preoccupato — a dir poco — alla luce dei recenti sviluppi. «Se l’allenamento deve essere interrotto alla vigilia di una partita, non è mai un buon segno. Sarebbe una perdita significativa se non potessero giocare. Vedremo cosa succederà questo pomeriggio e stasera», ha affermato.

«Fa parte del calcio; fa parte della vita. Il nostro stile di gioco non cambierà. Qualunque cosa accada, schiereremo la formazione migliore a nostra disposizione. E forse tra qualche ora mi sentirò di nuovo di buon umore», ha aggiunto il commissario tecnico della nazionale, sperando che questi infortuni non siano gravi.

«Sappiamo che questi giocatori sono molto importanti. Per poter giocare, devono essere al massimo della forma; altrimenti, sarebbe un’idea terribile schierarli in campo. E se restano in panchina, questo dà agli altri giocatori la possibilità di dimostrare il proprio talento», ha proseguito Yakin.

Se questa grave battuta d’arresto dovesse confermarsi, sarebbe un ricordo diretto dei giorni che hanno preceduto gli ottavi di finale dei Mondiali del 2022. Indeboliti dall’influenza che aveva colpito l’intera squadra, furono sconfitti per 6–1 dal Portogallo.

«Quattro anni fa, la situazione era completamente diversa», ha tuttavia assicurato Murat Yakin. «Alcuni giocatori si sono sentiti male in campo perché non erano riusciti a recuperare in tempo. Questa volta, tutti quelli che scenderanno in campo domani saranno al massimo della forma».

07:25
07:25
Parmelin chiama a raccolta i tifosi: «Vestitevi di rosso e bianco: siamo il 12.esimo uomo»

Alla vigilia di Svizzera-Colombia, anche il presidente della Confederazione Guy Parmelin prova a trasformare l’attesa in una mobilitazione rossocrociata per incoraggiare la Nati in vista dell'ottavo di finale, in programma questa sera alle 22. Dopo il 2-0 contro l'Algeria, la squadra di Murat Yakin andrà a caccia di uno storico accesso ai quarti di finale. Su Instagram Parmelin ha quindi lanciato la #NatiChallenge, invitando i tifosi a indossare qualcosa di rosso e bianco e a pubblicare una foto per sostenere la Nazionale. 

«Stasera alle 22 la Svizzera non sta solo guardando la partita: gioca con il cuore. Per l'ottavo di finale della Coppa del Mondo contro la Colombia, fate come me dal Messico: indossate un po' di rosso e bianco e pubblicate una foto con l'hashtag #NatiChallenge. Insieme siamo il dodicesimo uomo», scrive il consigliere federale. Da qui l’appello: fare squadra anche fuori dal campo.

Per la Svizzera si tratta di un nuovo tentativo di riscrivere la storia: dagli anni Novanta in poi, gli ottavi sono spesso stati il muro contro cui la Nati si è fermata. M questa volta la squadra di Yakin vuole spingersi oltre. L’avversario è però tutt’altro che comodo: la Colombia arriva dal successo contro il Ghana, deciso da Jhon Arias, e secondo i bookmaker parte favorita.

06:47
06:47
Macron esprime sostegno a Mbappè dopo gli «attacchi razzisti» della senatrice del Paraguay

Emmanuel Macron ha espresso il proprio sostegno al capitano della nazionale francese Kylian Mbappé, denunciando gli «attacchi razzisti» di cui è stato oggetto da parte di una senatrice paraguaiana dopo gli ottavi di finale dei Mondiali 2026, ha affermato lunedì l'Eliseo. «Il presidente della Repubblica sostiene Kylian Mbappé e la nazionale francese di fronte agli attacchi razzisti subiti dal capitano dei Bleus. Il presidente paraguaiano ha scritto al presidente francese in tal senso, condannando le dichiarazioni rese, così come ha fatto il ministero degli Affari esteri paraguaiano», ha precisato la presidenza francese. La senatrice Celeste Amarilla ha attaccato violentemente la superstar dei Bleus dopo la sconfitta del suo Paese (1-0), definendolo «un idiota» che «non ha nemmeno imparato a scrivere», o ancora «un camerunese frutto della colonizzazione, che cerca disperatamente di farsi passare per francese».

06:44
06:44
Il governo del Paraguay condanna la senatrice che ha insultato Mbappé

Il governo del Paraguay ha condannato le affermazioni della senatrice che ha insultato con frasi razziste il calciatore francese Kylian Mbappé, dopo l'eliminazione del Paraguay dai Mondiali, secondo quanto riporta l'Afp.

Celeste Amarilla, membro del principale partito di opposizione, il Partito Liberale, ha definito Mbappé, un «camerunese colonizzato che ha finto di essere francese, amareggiato, nuovo ricco, arrogante e brutto», e lo ha accusato di essere «morto di paura» durante la partita vinta dalla Francia per 1-0 sabato.

«Le osservazioni fatte dalla senatrice Celeste Amarilla, rivolte al capitano della nazionale francese, Kylian Mbappé, sono contrarie ai valori e ai principi che ispirano la convivenza pacifica e il rispetto della dignità umana, che il nostro Paese promuove», ha dichiarato il Ministero degli Esteri del Paraguay in un comunicato. «Non rappresentano in alcun modo la posizione del governo della Repubblica del Paraguay o del popolo paraguaiano», ha aggiunto il ministero.

06:19
06:19
Pochettino: «Non è stata la nostra giornata, complimenti al Belgio. Non ci siamo espressi come nelle altre partite»

«Non è stata la nostra giornata. Non abbiamo giocato come nelle altre occasioni. Complimenti al Belgio». È il commento a caldo ai microfoni di Fox del tecnico della nazionale americana, Mauricio Pochettino dopo la sconfitta con il Belgio e l'eliminazione dai Mondiali. «Dobbiamo imparare e capire perché non siamo riusciti a esprimerci come nelle altre partite», ha messo in evidenza.

06:16
06:16
Con gli Usa fuori, eliminati tutti e tre i paesi ospitanti

Con gli Stati Uniti eliminati, tutte e tre le nazionali dei paesi che ospitano i Mondiali sono fuori. Il Messico è infatti uscito dopo la sconfitta con l'Inghilterra, mentre il Canada era stato eliminato dal Marocco.

06:14
06:14
L'ironia del Belgio dopo vittoria sugli Usa: «Ribaltate questo»

«Overturn this», ribaltate questo. E' il commento ironico pubblicato sull'account X Belgian Red Devils della nazionale di calcio belga accompagnato da due foto di Lukaku, l'autore del quarto gol contro gli Stati Uniti. Il riferimento sembra essere alla decisione della Fifa di revocare la squalifica per Falorin Balogun. Poco prima, sempre l'account Belgian Red Devils aveva scherzato anche su soccer, come gli americani chiamano il calcio, e football, come è conosciuto nel resto mondo.

06:14
06:14
Sui social diventa virale la «maledizione di Trump»: dopo i Knicks ora gli Usa

«La maledizione di Trump». Dopo la sconfitta degli Stati Uniti contro il Belgio, sui social molti - anche il suo ex portavoce Anthony Scaramucci - puntano il dito contro il presidente che porta sfortuna. «La maledizione di Trump in effetto come con Knicks», afferma Scaramucci riferendosi al fatto che la squadra di basket ha perso un'unica partita durante le finali Nba, quella alla presenza del presidente. C'è chi ricorda come Trump avesse previsto la vittoria dei Kansas City Chiefs al Super Bowl, da dove uscirono invece pesantemente sconfitti dagli Eagles. Altri invece ricordano al presenza di Trump alla Ryder Cup, quando l'Europa ha superato gli Stati Uniti.

06:13
06:13
Il Belgio vince contro gli Usa 4-1 e va ai quarti

Il Belgio di Rudy Garcia vince 4-1 contro gli Stati Uniti la partita giocata nel Seattle Stadium. Al 9' e al 30'doppietta del belga De Ketelaere, al 57' il suo compagno di squadra Hans Vanaken e al 93' Romelo Lukaku. Per gli americani al 31' va in rete Malik Tillman. Il Belgio passa così ai quarti di finale.

Nonostante la presenza di Folarin Balogun, la squadra americana non è riuscita nell'impresa in cui sperava. Dopo tutto il clamore per la revoca della squalifica e per la possibilità di giocare, Balogun non ha offerto molto sul campo, solo qualche mezza occasione oltre alla conquista della punizione trasformata da Malik Tillman per il temporaneo 1-1.

Il Belgio ha dominato il primo tempo, passando in vantaggio al 9' minuto con Charles De Ketelaere. Il pareggio è arrivato con Tillman su punizione. Ma la gioia sul campo e sugli spalti è durata poco: 100 secondi dopo l'1-1, infatti, De Ketalaere ha segnato la seconda rete per il Belgio. Il ct americano Mauricio Pochettino non ha nascosto la sua frustrazione , dando un calcio a delle bottigliette d'acqua. Nel secondo tempo H. Vanaken al 57' ha segnato il terzo gol, poi al 93' è stata la volta di Lukaku.

06:12
06:12
Balogun parte da titolare per gli Usa contro il Belgio

L'attaccante Folarin Balogun parte titolare nella formazione degli Stati Uniti per la partita contro il Belgio. Balogun può giocare dopo che la Fifa gli ha revocato la sua squalifica e ha giudicato «inammissibile» il ricorso del Belgio.

06:12
06:12
Ronaldo: «Non prenderò decisioni affrettate sul mio futuro»

Cristiano Ronaldo ha affermato che non prenderà decisioni affrettate sul suo futuro dopo l'eliminazione del Portogallo per mano della Spagna nella sua ultima partita dei Mondiali.

Il 41enne fuoriclasse portoghese aveva affermato alla vigilia dell'incontro degli ottavi di finale, perso dalla sua squadra per 1-0, che questo sarebbe stato il suo ultimo Mondiale.

Interrogato in seguito sul suo futuro, ha detto: «È stato il mio ultimo Mondiale, sì, ma avrò tempo per pensare al resto, per stare con la mia famiglia, per non prendere decisioni affrettate e per andare avanti con la mia vita». Il capitano del Portogallo ha dichiarato: «Questo è il calcio, questa è la vita di un calciatore. A volte si vince, a volte si perde, e bisogna andare avanti». Ronaldo ha affermato che lascerà il palcoscenico dei Mondiali «con la coscienza pulita».

«La verità è che il titolo più importante che ho vinto con la nazionale è stato quello del 2016 (gli Europei), che per me è altrettanto significativo di un Mondiale, onestamente», ha proseguito. «Ecco perché, lo ripeto, me ne vado con la coscienza pulita, al massimo delle mie capacità, e questo è tutto. Domani è un nuovo giorno e la vita continua». (ANSA-AFP).

06:11
06:11
I tifosi americani tutti con Balogun: «Contenti che giochi», ma l'intervento di Trump divide

I tifosi americani sostengono Folarin Balogun in campo e sono contenti di poter contare su di lui contro il Belgio. Ma sull'intervento di Donald Trump e sulla decisione della Fifa di revocare la sua squalifica sono divisi. Pur essendo contenti di poter contare sul loro attaccante, molti ritengono che il presidente si sia spinto troppo oltre mettendo i giocatori sotto forte pressione. Altri sono convinti che la Fifa abbia fatto bene a revocare la squalifica perché il cartellino rosso era esagerato.

«Sono contento ma scioccato, e confuso», ha ammesso Ethan Engelken di Milwaukee, intervistato da The Athletic mentre stava per entrare allo stadio di Seattle per assistere alla partita Stati Uniti e Belgio. «La politica è la politica, lo sport è lo sport ed è un peccato mischiarli, soprattutto per una partita importante come questa», hanno invece spiegato due tifose. «Alla fine sono contento che Balogun possa giocare. Può sembrare un caso controverso ma siamo contenti», dicono altri.