«Non vogliamo affrontare la Russia»

Finlandia, Svezia, Danimarca, Norvegia, Lettonia, Cechia e Austria. Si sta allargando a macchia d’olio il gruppo di Paesi che non intende affrontare la Russia ai Mondiali di hockey del 2027 a causa della guerra ancora in corso in Ucraina. La Federazione internazionale, lo ricordiamo, ha escluso gli atleti russi dalle proprie competizioni sin dall’inizio del conflitto nel 2022. Venerdì, tuttavia, il Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) ha ordinato il reinserimento della Nazionale in questione nei campionati mondiali a partire da questa stagione. Una decisione che ha rapidamente scatenato veementi reazioni. Ieri la Finlandia, campione in carica, ha affermato che utilizzerà «tutti i mezzi possibili» per impedire la reintroduzione della Russia. «La nostra posizione, secondo cui questo Paese deve essere escluso da ogni campionato internazionale per tutta la durata della guerra in Ucraina, rimane immutata», ha sottolineato dal canto suo la Federazione norvegese, assicurando tuttavia di voler disputare le altre partite del girone.
«Per il bene dell’integrità dell’hockey, non ci vediamo a giocare contro la Russia nella situazione attuale. Se lo facessimo, si finirebbe nel caos», il commento rilasciato dal presidente dell’organizzazione danese, Henrik Bach Nielsen, all’agenzia Ritzau. Anders Larsson, numero 1 della Federazione svedese, ha precisato che la decisione del comitato è quella di garantire che le Nazionali delle tre corone non giochino contro le squadre russe. Ciò non significa però che la Svezia rinuncerà a partecipare ai vari Mondiali a cui la Russia potrà prendere parte. La Lettonia, dal canto suo, ha riaffermato la sua «ferma posizione», mantenuta sin dal 2022: «Le nostre selezioni non giocheranno contro Russia o Bielorussia finché la guerra di aggressione all’Ucraina sarà in corso». Infine, attraverso il suo presidente Alois Hadamczik, la Federazione ceca ha confermato che «le sue squadre nazionali non affronteranno la Russia».
Questioni organizzative
Queste dunque le recenti prese di posizione. Per quanto riguarda la Svizzera, la SIHF – da noi interpellata – ha ribadito quanto già comunicato venerdì. «In qualità di una delle sedici Federazioni partecipanti ai Mondiali maschili del 2027 in Germania, la SIHF seguirà da vicino l’evoluzione della situazione e attenderà le decisioni dell’IIHF». Si aspettano sviluppi, quindi. È però certo che, come già ricordato dalla stessa Federazione internazionale, la riammissione della Russia porta con sé diverse conseguenze. I preparativi per i prossimi Mondiali stanno infatti procedendo spediti e «qualsiasi modifica a livello di partecipazione richiede una revisione dei formati delle competizioni, dei calendari, delle modalità di viaggio e di alloggio, nonché delle misure di sicurezza». Queste decisioni del TAS «non tengono conto degli aspetti pratici che non possono essere attuati immediatamente», lamenta l’IIHF, spiegando che «valuterà con urgenza le misure e i tempi necessari per l’attuazione di tale scelta e per la gestione delle sue conseguenze operative».
La sede
E c’è un’altra questione da considerare: la sede del torneo. La Germania, Paese ospitante della prossima manifestazione iridata, non ha escluso a priori la possibilità di rinunciare a tale incarico, in virtù delle conseguenze che la riammissione della Russia potrebbe comportare. Stando a quanto riferisce il portale Watson, il Kazakistan potrebbe assumersi tale responsabilità, sfruttando gli impianti dell’Almaty Arena e della Barys Arena di Astana. Sempre secondo il portale svizzero-tedesco, con l’inserimento di Russia e Bielorussia non si può neppure escludere di andare verso una competizione a 18 squadre, anziché le consuete 16. Il numero abituale potrebbe poi venire ristabilito aumentando da due a quattro le compagini retrocesse. Al momento il formato del torneo prevede i classici due gironi da otto selezioni ciascuno. La Svizzera è inserita nel Gruppo A assieme a Germania, Slovenia, Finlandia, Lettonia, Svezia, Austria e alla neopromossa Ucraina.
L’incognita
Per concludere, il ministro dello Sport russo, Mikhail Degtiarev, ha ricordato che la prima competizione a cui parteciperanno i suoi hockeisti sarà il Mondiale juniores, in programma in Canada dal prossimo 26 dicembre al 5 gennaio 2027. Tuttavia, occorre ricordare che, sebbene il TAS abbia autorizzato la loro partecipazione, gli atleti russi potrebbero vedersi negare l’ingresso in alcuni Paesi, come ad esempio lo stesso Canada o la già citata Germania. Come detto, non resta che attendere ulteriori sviluppi.
