Milano-Cortina

Olimpiadi, una spedizione rossocrociata da record

Mancano 11 giorni ai Giochi invernali: la Svizzera si presenta con 175 atlete e atleti - Il numero è in continua crescita anche grazie alla nuova filosofia di Swiss Olympic e delle federazioni: non si selezionano solo i papabili al podio e ai diplomi, ma anche chi ha il potenziale per arrivarci in futuro
Il capo delegazione Ralph Stöckli. © KEYSTONE/MICHAEL BUHOLZER
Fernando Lavezzo
26.01.2026 22:28

Non aspettiamoci medaglie nello short-track, nel freestyle moguls (le gobbe, per intenderci) e nella combinata nordica. In queste tre discipline, la Svizzera non sarà rappresentata. Ma in tutte le altre ci sarà. Eccome. La delegazione rossocrociata per gli imminenti Giochi olimpici di Milano-Cortina – svelata ieri a Dietikon – è addirittura da record: 175 tra atlete (84) e atleti (91), ovvero 7 in più di Pechino 2022 e 2 in più di Pyeongchang 2018. La tendenza al rialzo, come è stato spiegato, ha più ragioni. Ad esempio, il sostegno pubblico allo sport d’élite è aumentato, in particolare grazie alle risorse stanziate dall’esercito. Inoltre, a questo giro, debutta lo sci alpinismo, con 4 elvetici al via. Senza dimenticare la crescita di alcuni sport a livello nazionale. Un esempio? Il biathlon, con ben 10 svizzeri in gara. Più di tutto, però, è la strategia di Swiss Olympic e delle singole federazioni sportive a essere cambiata negli ultimi anni. Ora non si selezionano più soltanto i papabili al podio e ai diplomi olimpici (top 8), ma pure chi ha il potenziale per raggiungere tali obiettivi in futuro.

Come giocare in casa

Dopo due edizioni asiatiche, la rassegna invernale torna dunque in Europa, a due passi dal confine elvetico (e ticinese): «Sarà come giocare in casa», ha affermato Ralph Stöckli, capo delegazione di Swiss Olympic. «L’ampia varietà di discipline e l’elevato numero di atleti selezionati – ha aggiunto l’ex campione di curling (fu bronzo a Vancouver 2010) – testimoniano l’alto livello degli sport invernali svizzeri. Andiamo a Milano-Cortina con una squadra ben preparata e in ottima forma. Alcuni dei nostri atleti hanno già ottenuto grandi successi a livello internazionale e olimpico, altri sono pronti a farlo: questo dimostra il potenziale della squadra».

Gli esordienti svizzeri ai Giochi sono 94, mentre la proporzione femminile (48%) non è mai stata così elevata. I più giovani della spedizione elvetica sono la giocatrice di hockey ginevrina Laure Mériguet e lo snowboarder appenzellese Mischa Zürcher, entrambi diciassettenni. La decana è la zurighese Silvana Tirinzoni (curling), con i suoi 46 anni, seguita dal 39.enne Alex Fiva, grande nome dello skicross. Sono ben 14 i partecipanti già saliti su un podio olimpico (in testa c’è Wendy Holdener con le sue 5 medaglie nello sci alpino). La vodese Fanny Smith, specialista dello ski cross, parteciperà alla sua quinta Olimpiade: un record per la delegazione rossocrociata.

Quindici podi?

Insomma, c’è un bel potenziale, sebbene Ralph Stöckli non se la sia sentita di fissare un obiettivo a livello di medaglie. È probabile che la cifra a cui puntare non si discosti troppo dai 15 podi ottenuti sia nel 2018 in Corea del Sud, sia nel 2022 in Cina. «In accordo con le varie federazioni, abbiamo deciso di non discutere di un numero specifico di medaglie per l’intera delegazione, il che non sarebbe significativo», ha spiegato il capo delegazione. «Il nostro obiettivo è creare tutte le condizioni necessarie affinché gli atleti possano raggiungere le migliori prestazioni possibili. Il successo ai Giochi olimpici, infatti, richiede che tutto funzioni alla perfezione e che tutti diano il loro contributo, dallo staff di supporto al personale medico e agli allenatori. In un ambiente altamente competitivo, sono i piccoli dettagli a fare la differenza tra una medaglia e un ‘‘semplice’’ quarto o quinto posto. Ma i nostri atleti sono pronti e molti di loro punteranno al podio».

Dall’atletica al bob

Tanti atleti, dunque, e soprattutto tante storie. Una delle più curiose è quella di Salomé Kora, che ha già preso parte a tre Olimpiadi, ma in estate: Rio 2016, Tokyo 2021 e Parigi 2024. Dopo una carriera nell’atletica leggera come velocista, la sangallese sarà al via nel bob a due. In fase di spinta, i suoi scatti saranno preziosi.

Simon Ammann si ferma a sette

A 44 anni, Simon Ammann sognava la sua ottava Olimpiade. Niente da fare: il sangallese, mito elvetico del salto con gli sci, non è stato selezionato. Swiss-Ski ha preferito puntare su Gregor Deschwanden, Sandro Hauswirth e Felix Trunz. Sempre presente da Nagano 1998, Ammann ha vinto due ori a Salt Lake City nel 2002 e altri due a Vancouver nel 2010

Lara non c'è, il Ticino gioca a hockey

I Giochi di Milano-Cortina dovevano essere l’ultimo grande ballo di Lara Gut-Behrami. Ma a Cortina, la ragazza di Comano non ci sarà. Colpa di quel maledetto infortunio al ginocchio rimediato lo scorso 20 novembre in allenamento a Copper Mountain, negli Stati Uniti. A rappresentare il Ticino a queste 25. Olimpiadi invernali ci penseranno dunque Nicole Vallario e Michael Fora, entrambi nell’hockey su ghiaccio, entrambi in difesa. L’ex bianconera, classe 2001, era già presente nel 2022 a Pechino. In carriera ha inoltre disputato sei Mondiali. Dopo quattro stagioni nel campionato collegiale della NCAA con la St. Thomas University (Minnesota), Vallario si è trasferita a Zugo all’inizio del campionato 2025-26, per poi tornare in Nordamerica, stavolta nella principale lega professionistica femminile, la PWHL, dove ha firmato con le New York Sirens. Anche Michael Fora, ex Ambrì, ora in forza al Davos, era presente 4 anni fa in Cina. Classe 1995, è un pilastro della Nazionale di Patrick Fischer sin dal 2018. In sei partecipazioni ai Mondiali, ha conquistato tre medaglie d’argento: nel 2018, nel 2024 e nel 2025.

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