Hockey

Per il Lugano la caccia ai leoni zurighesi è aperta, Reuille: «Mi aspetto una serie tirata»

I bianconeri tenteranno questa sera di piazzare subito il «break» in trasferta - L'ex numero 32: «Mitell ha preparato bene la sfida e sa cosa occorre fare per vincere»
©WALTER BIERI
Thomas Schürch
Thomas Schürch
21.03.2026 09:00

Dopo un anno di purgatorio (leggasi playout), l’Hockey Club Lugano tornerà questa sera a respirare l’aria dei playoff. Alla Swiss Life Arena di Zurigo, i bianconeri daranno l’assalto agli ZSC Lions bicampioni svizzeri nella sfida valida per gara-1 dei quarti di finale. «Le due squadre arrivano a questo appuntamento abbastanza serene», commenta l’ex attaccante del Lugano Sébastien Reuille. «Lo Zurigo non ha forse iniziato la stagione nel modo migliore, ma è andato davvero forte nella seconda parte di regular season, chiudendo in crescendo. Sicuramente sono pronti per i playoff». L'HCL, dal canto suo, «ha disputato un buonissimo campionato, considerando le difficoltà dello scorso anno. Spero che i bianconeri arrivino alla post season con la giusta attitudine, senza sentirsi ‘appagati’ per quanto fatto finora. La mentalità deve essere quella di voler andare il più lontano possibile, ma sono sicuro che lo staff abbia lavoro bene in tal senso».

«Il calo? Meglio averlo avuto prima»

Zurigo quarto in classifica, Lugano quinto con due punti in meno. 147 gol realizzati per i Lions, 150 per i ticinesi. 115 le reti incassate dai tigurini, 120 quelle concesse dai bianconeri. Guardando unicamente i numeri, si potrebbe prevedere una serie equilibrata. «Mi aspetto un quarto di finale molto tirato», conferma Reuille. «Le partite dei playoff sono sempre particolari. Ogni episodio può fare la differenza e risultare decisivo. Credo che Mitell abbia preparato bene la sfida e sappia cosa occorre fare per vincere». Le difficoltà mostrate dall’HCL dopo la pausa olimpica non preoccupano particolarmente l’ex numero 32. «Da fuori possiamo speculare e dire che durante la sosta hanno probabilmente lavorato con dei carichi importanti, oppure che la squadra si è inconsciamente rilassata una volta avuta la certezza di essere tra le prime sei. Ma la verità è che conta solo arrivare pronti ai giochi che contano. È meglio aver avuto un calo prima, perché adesso non ci sono scuse o stanchezza che tengano».

«Entrare nella testa dell'avversario»

Ma come si batte una squadra forte e completa come lo Zurigo? «Bayer dispone di alcuni elementi davvero fenomenali. Riuscire a neutralizzarli sarà la chiave per arrivare alla vittoria. I playoff sono anche una battaglia di nervi: la tensione si taglia a fette e si gioca ogni due giorni a ritmi estremamente alti». Questo «genera stress; nella mia carriera ho visto giocatori esperti perdere le staffe e commettere errori ingenui. A volte basta un episodio per innescare la miccia: devi entrare nella testa del tuo avversario e indurlo a sbagliare». Allo stesso tempo «è importante non incappare in penalità ingenue. Sarà banale dirlo, ma le situazioni speciali fanno la differenza».

Nessun pronostico

Per quanto riguarda i nomi maggiormente attesi «i giocatori più pericolosi di cui dispongono i tigurini sono gli stranieri, oltre ai noti Sven Andrighetto e Denis Malgin». Sul fronte Lugano, invece, «spero che Jiri Sekac possa mettersi in luce in questa post season. Ha il fisico giusto per poter vincere le battaglie. Non dobbiamo poi dimenticare i vari Luca Fazzini, Zach Sanford ed Einar Emanuelsson». Per finire, non può mancare il classico pronostico, ma Seba «dribbla» la domanda: «Preferisco non sbilanciarmi. Come detto, mi aspetto una serie equilibrata. Spero che alla fine possa spuntarla il Lugano».