Ultimate Championship

Più soldi e spettacolo per rilanciare l’atletica

Da domani a domenica a Budapest si svolge il nuovo evento di World Athletic - Nato con l’intento di riunire le migliori star mondiali e di creare un prodotto più attrattivo da seguire in TV - Diverse novità e un ricco montepremi, ma non mancano le polemiche sull’esclusione di alcune discipline
©AP/Matthias Schrader
10.09.2026 23:00

Un formato inedito, pensato prevalentemente per funzionare come prodotto televisivo, con l’obiettivo di svecchiare l’atletica e renderla più attrattiva. L’Ultimate Championship, al via domani a Budapest (e in programma fino a domenica), è la risposta di World Athletics al rischio - diventato consapevolezza - di stare disperdendo il proprio prezioso potenziale. In pista (e in pedana) l’atletica è uno sport in salute: le stelle e le grandi prestazioni non mancano. Tuttavia la loro presenza nelle competizioni durante l’anno è diluita tra i tanti meeting. Una sfida faccia a faccia tra i campioni delle varie specialità avviene solamente alle Olimpiadi e ai Mondiali e il calendario, com'è il caso del 2026, presenta un vuoto una volta ogni quattro anni. Un buco che la federazione internazionale si propone di colmare con questo nuovo appuntamento: ogni gara vedrà infatti sfidarsi, tramite invito, i campioni olimpici e mondiali in carica, affiancati dai vincitori del diamante in Diamond League. Il cast è poi completato dai restanti migliori atleti del ranking mondiale e, in alcuni casi, da wild card d’eccezione, senza alcuna quota massima per nazione.

Velocità e grafiche moderne

L’intento di World Athletics è però quello di innovarsi su più fronti e garantire un prodotto che sia il più possibile godibile dal pubblico, soprattutto, come detto, quello televisivo. A Budapest il programma è così condensato in tre serate da tre ore ciascuna, strutturate in modo da evitare sovrapposizioni tra più gare. Il ritmo sarà serrato: niente più batterie, nelle gare tecniche e di mezzofondo si passa alle finali dirette, mentre le prove su pista fino agli 800 metri avranno un solo turno aggiuntivo. Anche le prove in pedana cambiano formato, scendendo da sei a quattro tentativi per atleta. A cambiare è però soprattutto il contorno, con il prato dell’arena ungherese completamente verniciato di nero e continui giochi di luce che andranno a illuminare solamente la porzione di pista della competizione in corso. Il tutto è poi supportato da nuove grafiche (che includeranno elementi in realtà aumentata) per rendere le gare più appetibili e comprensibili al pubblico a casa.

Al vincitore 150.000 dollari

Alla vigilia l’accoglienza da parte degli atleti è più che positiva, stimolata anche da un montepremi totale di 10 milioni di dollari (il più alto mai messo in palio in un singolo evento di atletica): ogni vincitore si porta a casa 150.000 dollari, un assegno più che raddoppiato rispetto a quello previsto per la medaglia d'oro all’ultimo Mondiale di Tokyo. Gli organizzatori hanno anche voluto coinvolgere alcune delle loro stelle nella costruzione dell’immagine commerciale dell’evento: Noah Lyles (che sarà assente per infortunio) ha lavorato alla creazione del trofeo, mentre Mondo Duplantis ha composto «Gold», la canzone ufficiale. «Credo in questo concetto. Era ora di innovare e di avere questo tipo di campionati più moderni», ha affermato il fenomeno svedese, divenuto vero e proprio ambasciatore della competizione.

Non tutti sono presenti

Non manca tuttavia qualche critica, mossa in particolare dagli specialisti delle discipline tagliate fuori dal programma. Sì, perché rispetto a Olimpiadi e Mondiali mancheranno all’appello diverse gare (e circa venti finali): via i 10.000 metri, le siepi, il getto del peso, il lancio del disco e le prove multiple. Il salto triplo sarà disputato solo al femminile, mentre il lancio del martello esclusivamente al maschile. Queste esclusioni - giustificate da World Athletics anche sulla base degli indici di ascolto televisivo - hanno sollevato più di qualche perplessità tra appassionati e addetti ai lavori. Per la federazione mondiale la sfida sarà quella di dimostrare che, seppur incompleto, l’Ultimate Championship sia un degno terreno di scontro fra i migliori atleti del mondo e che sia in grado, nel corso del tempo, di costruirsi un certo prestigio. Come ai Mondiali e alle Olimpiadi gli atleti difendono i colori del proprio Paese, ma non ci sono podi né medaglie, con il trofeo riservato solo al vincitore. Resta da capire quanto questo titolo sarà capace di imporsi dentro un prodotto pensato apertamente per lo show. World Athletics, in ogni caso, guarda già oltre, e intende rendere l’evento a cadenza biennale. Una seconda edizione è infatti già prevista per settembre 2028, poche settimane dopo la chiusura dei Giochi Olimpici di Los Angeles.

Audrey Werro la stella elvetica

Sono otto gli svizzeri presenti a Budapest. L’attenzione, come sempre, sarà soprattutto su Audrey Werro, favorita negli 800 m che vedranno anche in pista Veronica Vancardo e Valentina Rosamilia. Con loro ci sono Fabienne Hoenke (200m), Angelica Moser (salto con l’asta), Timothé Mumenthaler (200m), Jason Joseph (110 m hs) e Simon Ehammer (salto in lungo). Ha invece rinunciato a partecipare Ditaji Kambundji, campionessa del mondo in carica nei 100 m ostacoli.