Pogacar domina sui Pirenei, il Tour ha già il suo padrone

Che spallata al Tour de France, alla prima vera occasione in alta montagna. Non la si può ancora chiamare decisiva (non può esserlo alla sesta tappa con ancora quindici giorni di gara davanti), ma quello di Pogacar è comunque uno di quei montanti che mandano al tappeto chiunque, e dal quale sarà francamente molto complicato rialzarsi. Lo sloveno doma il Tourmalet, fa suo il tappone pirenaico, torna in maglia gialla e manda un segnale forte e chiaro a Jonas Vingegaard. Il più forte è ancora lui, se mai qualcuno avesse avuto dubbi a riguardo. Non è nemmeno finita la prima settimana e in classifica il campione del Mondo ha già fatto il vuoto e scavato un margine di 2’42” su Vingo. E pensare che stamattina da Pau, i due partivano appaiati.
La tappa
Il crocevia della giornata, dicevamo, è il Col du Tourmalet. 17,2 km al 7,3% di pendenza media, quasi tutti completamente esposti al sole. L’ascesa è piazzata a 56 chilometri dal traguardo e viene affrontata dopo la scalata del Col d’Aspin e prima di un’ultima salita (lunga ma con pendenze leggere) verso il traguardo di Gavarnie-Gèdre. All’imbocco del Tourmalet il gruppo dei migliori si presenta in testa alla corsa, con la UAE a fare il ritmo. Un’andatura capace di scremare a poco a poco il plotone. A farne le spese, tra gli altri, è la maglia gialla Torstein Traaen, ben presto consapevole di dover cedere lo scettro (chiuderà a oltre 20 minuti, vittima pure di una caduta in discesa). A subire il colpo è però anche la Visma di Vingegaard, rimasto con il solo Sepp Kuss a supporto, quando Pogacar ha invece ancora tre uomini con sé. A 5 chilometri dalla vetta (43 dalla conclusione), arriva così l’attacco di Isaac Del Toro, con Pogacar che lo segue a ruota. Poco dopo lo sloveno molla però il compagno e si invola in solitaria. Vingegaard non risponde allo scatto ma non cede: va su con il suo passo, limitando il distacco intorno ai 10 secondi e tenendo sempre Pogacar a vista. Ciò che non riescono a fare, invece, Paul Seixas e Remco Evenepoel.
La situazione regge fino a due chilometri dalla conclusione del colle, quando il danese comincia a faticare e vede l’arcobaleno di Pogacar, dal canto suo imperturbabile, farsi sempre più piccolo in lontananza e scollinare con 30 secondi di vantaggio. In fondo alla discesa che conduce ai piedi dell’ultima salita, il distacco si è però già fatto oltre il minuto, che diventeranno 2’39” al traguardo. Un’ennesima meraviglia per Pogacar. Un colpo quasi da kappaò per Vingegaard, che conclude con soli 19 secondi di margine sul gruppetto con gli altri pretendenti al podio finale: Del Toro, Evenepoel, Ayuso e Seixas. Tutti questi, già oltre i tre minuti in classifica generale.
Attesa prima di altra montagna
Domani si riparte da Hagetmau per una tappa destinata ai velocisti. Per vedere nuovamente la montagna bisognerà invece attendere ancora un po’. Almeno fino al weekend del 18 luglio, che porterà all’ultima settimana di corsa, in cui, oltre alla cronometro, ci saranno altri tre arrivi in salita (e un doppio traguardo sull’Alpe d’Huez).