«Quando Gatlin sognava di trovar casa a Corippo»

C’è un portale della federazione ticinese dedicato all’atletica, quello della FTAL. Da poco meno di due mesi ce n’è un altro (nato il 1. novembre) denominato SprinTicino.ch. A crearlo sono stati due giovani del Gruppo atletico Bellinzona (GAB), che fanno parte della generazione Galà. I loro nomi? Giacomo Cariboni e Mirko Tamò. Perché tanto entusiasmo? «Perché dell’atletica ci siamo innamorati fin da ragazzi», rispondono all’unisono nel nostro incontro allo stadio comunale. C’è un sito web ed una presenza sulle diverse piattaforme social media (Instagram, Facebook e Youtube). Il tutto con l’obiettivo di dare notizie, descrivere eventi e proporre discussioni legate all’atletica. «Su SprinTicino.ch intendiamo pubblicare i risultati delle gare regionali, nazionali e internazionali (su pista e su strada) proponendo anche incontri con atleti ed allenatori che saranno presentati con diversi contenuti multimediali. Ci saranno anche i calendari e diverse storie di personaggi che hanno fatto la storia del nostro sport», dicono Giacomo e Mirko.
Figlio d’arte
Il primo è figlio d’arte. Il padre è Enrico, direttore sportivo del Galà e voce nota della RSI, dove commenta gli eventi atletici. A suo tempo si aggiudicò due titoli nazionali negli 800 metri (1993 e 1994). «Non posso definirmi un atleta provetto, ma ci metto tanto impegno: cinque o sei allenamenti alla settimana. Mi dedico allo sprint, soprattutto i 100 m ma anche i 200 m. Avevo iniziato anche con gli ostacoli, seguito da Fiorenzo Marchesi, ma poi ho rinunciato. La passione mi è stata tramandata dai miei genitori», afferma il 20.enne Giacomo.
Mesolcinese DOC
Come si presenta invece il 24.enne Mirko, che insegna educazione fisica alle medie di Roveredo Grigioni? «Anch’io ho iniziato presto a praticare l’atletica e non l’o mai abbandonata – risponde il mesolcinese DOC– . Mi dedico al mezzofondo, soprattutto gli 800 m. Il mio allenatore è proprio il papà di Giacomo. Io non sono un drago, ma nel nostro gruppo, una trentina di giovani, alcuni sono di un certo spessore. Partecipano e si distinguono ai campionati svizzeri giovanili, ma non solo».
Il modello romando
Come è nata l’idea di proporre una piattaforma dedicata all’atletica? «Cinque o sei anni fa – rispondono Giacomo e Mirko – nella Svizzera romanda era stata lanciata Athlé.ch. I promotori avevano ottenuto il mandato da Swiss Athletics e si erano rivelati efficienti. Anche noi li abbiamo seguiti con un certo interesse. Da cosa nasce cosa, così abbiamo provato a studiare qualcosa di simile alle nostre latitudini. Ci siamo lanciati in questa nuova avventura senza voler fare concorrenza al sito della FTAL. La nostra è un’offerta complementare».
Una proposta interessante, nata in una stagione particolare per quanto riguarda lo sport in genere, spesso condizionato dalla pandemia da coronavirus. Eppure l’atletica, in particolare quella ticinese, è riuscita ad uscirne piuttosto bene. «Questo – aggiungono Giacomo e Mirko – è stato un anno speciale, caratterizzato dalle imprese di Ajla Del Ponte, atleta europea del mese di agosto ed eletta Miglior Sportivo ticinese del 2020. La stagione di Ajla, che ha conquistato due successi nella Diamond League (Montecarlo e Stoccolma), ma anche tempi incredibili sui 100 m imponendosi al Galà dei Castelli, ai Nazionali e persino in Polonia. D’altro canto c’è stato anche l’annuncio del ritiro delle competizioni della lunghista Irene Pusterla, protagonista in tante occasioni e capace di qualificarsi per le Olimpiadi di Londra nel 2012».
Aneddoto al Galà
Ticinesi agli onori, ma anche campioni mondiali o olimpici sulle piste del Galà. C’è un aneddoto che Giacomo e Mirko vogliono a raccontare? «Ce ne sarebbero tanti – dicono i due giovani del GAB – . Il primo che ci viene in mente riguarda il velocista Justin Gatlin, noto per i suoi trascorsi col doping ma anche per essere riuscito a battere Bolt ai Mondiali 2017. Quando arrivò al Galà, come molti altri, Gatlin rimase incantato dalla bellezza del paesaggio e dai tre castelli. Ma si innamorò soprattutto di Corippo, frazione del comune di Verzasca. Disse che lì avrebbe tanto voluto abitarci. Non ne aveva ancora visto uno tanto affascinante in tutta la sua vita».
