Calcio

Questione arbitri, la FTC respinge le accuse: «Nessuna crisi strutturale»

La Federazione Ticinese di Calcio replica alle critiche mosse da un gruppo di direttori di gara - «Siamo soddisfatti della conduzione dell’attività arbitrale e del rinnovamento portato avanti negli ultimi mesi»
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Red. Online
04.08.2026 17:35

La Federazone Ticinese di Calcio ha preso posizione in merito alla missiva con cui una sessantina di arbitri attivi e quadri della FTC hanno chiesto il rinnovo radicale della Sezione arbitrale, denunciando un clima di «profonda sfiducia e gravi irregolarità gestionali nei confronti della Sezione e, in particolare, della sua responsabile (Simona Ghisletta, ndr)». E lo ha fatto con toni decisi, rinnovando il suo pieno sostegno a Ghisletta e respingendo categoricamente tutti gli addebiti mossi nei suoi confronti.

Nella risposta, firmata dal presidente FTC Fulvio Biancardi, si evidenzia come possano effettivamente esservi arbitri non contenti del cambiamento di rotta proposto dall’attuale Commissione arbitrale (CA), «specialmente coloro i quali beneficiavano di trattamenti di favore sotto l’egida della vecchia gestione». Tale malcontento, inoltre, «non riguarda “l’intera categoria degli arbitri”, tanto che durante la scorsa stagione non è stata espressa alcuna lamentela». Non vengono neppure risparmiate frecciatine ai due «portavoce» firmatari della lettera, Michele Clerici ed Emilio Scossa-Baggi: «Che siano due soggetti praticamente fuori dai giochi a esprimere una perdita di fiducia nel preposto e nella CA appare francamente risibile, mentre interessi personali, favoritismi e clientelismo imperavano sotto la vecchia gestione».

L’innalzamento dell’età

Venendo al primo punto contestato nella missiva, l’innalzamento da 50 a 52 anni dell’età per arbitrare le categorie della Prima Lega Interregionale – che secondo i promotori rappresenterebbe un «vantaggio diretto» per Ghisletta, in quanto le consente di continuare a scendere in campo – la FTC fa notare come tale aumento «sia stato proposto dal convocatore (Clerici) stesso. Già da diversi anni egli sosteneva questa necessità, evidenziando il rischio di perdere arbitri di valore al termine della loro carriera». La CA «non ha fatto altro che accogliere questa richiesta». E sul fatto che Ghisletta continui ad arbitrare malgrado il suo ruolo, la federazione ricorda come «non sussista alcuna incompatibilità tra la funzione di preposto e quella di arbitro». Le affermazioni riportate nella lettera «risultano prive di qualsiasi riscontro oggettivo e si fondano esclusivamente su generiche supposizioni, illazioni e veri e propri processi alle intenzioni. Non viene infatti indicato alcun elemento concreto idoneo che possa dimostrare una violazione del principio di equità, un comportamento contrario ai principi etici o l’esistenza di presunti favoritismi».

Per quanto riguarda l’attività arbitrale del nuovo preposto – altro aspetto posto sotto la lente – si ricorda che Ghisletta ha diretto complessivamente 14 partite nel 2025, e 7 dal 1. gennaio 2026 ad oggi. Ma non finisce qui. La FTC passa infatti al contrattacco: «Qualora si volesse parlare di favoritismi o di parità di trattamento si dovrebbe valutare il numero di partite dirette da alcuni arbitri, i quali – grazie all’operato del convocatore Michele Clerici – nell’anno solare 2025 hanno diretto rispettivamente ben 145, 138, 124 e 117 partite». Alla luce di tali differenze nella distribuzione delle gare «traspaiono seri dubbi circa l’operato di Clerici, segnatamente sui criteri adottati e sulla loro uniformità di applicazione». 

Le conclusioni

Per finire, la FTC ribadisce che «non vi è nessuna “crisi strutturale” in seno alla Sezione arbitrale». Il Comitato «si schiera compatto a sostegno di Simona Ghisletta e della CA, ritenendosi ampiamente soddisfatto della conduzione dell’attività arbitrale e del rinnovamento portato avanti negli ultimi mesi».

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