Calcio

Questione Xhaka, Tami: «La decisione della Federazione verrà comunicata a fine mese»

Il direttore delle squadre nazionali ha commentato la vicenda che ha fatto tanto discutere nelle ultime settimane - «Dal punto di vista sportivo tutti vogliono Granit, ma occorre chiarire determinati aspetti»
©KEYSTONE/PETER KLAUNZER
Red. Online
08.10.2026 21:45

Cinquanta aliquote giornaliere da 3.000 franchi, ovvero 150.000 franchi in totale, sospese con la condizionale per due anni. È la pena pecuniaria decisa nei confronti del capitano della nazionale svizzera Granit Xhaka per «aver ottenuto fraudolentemente una falsa attestazione». Il calciatore ha fatto sapere di accettare la decisione della Procura, di assumersi la responsabilità per il certificato di vaccinazione contro il Covid acquistato durante la pandemia e di aver già saldato le spese procedurali. Xhaka, lo ricordiamo, aveva deciso – di comune accordo con i vertici dell’Associazione Svizzera di Football (ASF) – di non prendere parte al raduno della «Nati» in vista degli impegni di Nations League di questi giorni.

Le tempistiche

La domanda da porsi adesso, alla luce dell’ultimo sviluppo, è quale sarà il prossimo passo dell’ASF. «La decisione verrà comunicata a fine ottobre», ha fatto sapere il direttore delle squadre nazionali Pierluigi Tami, intervenuto in diretta nel corso della trasmissione Fuorigioco in onda su TeleTicino. «Noi non abbiamo sospeso Granit (e Embolo) per due situazioni che sono private. Voglio ribadirlo: come Federazione non abbiamo chiesto ai giocatori di vaccinarsi, non erano obbligati a farlo». Granit «ha fatto questa scelta per un'altra situazione, non per la Nazionale. Noi abbiamo sospeso Granit e Breel per il grande polverone portato da questa notizia, che ha prodotto tante discussioni attorno alla “Nati”, proprio poco prima di quattro partite importanti di Nations League. Volevamo isolare la squadra da questo tema e concentrarci sui risultati e sulle prestazioni».

«Non si esageri con le responsabilità del ruolo»

Il caso ha assunto dimensioni notevoli anche per l’importanza e per il ruolo del calciatore in questione. Tuttavia «io non sono dell'avviso che il capitano della nazionale svizzera di calcio debba assumersi delle responsabilità da guida suprema del Paese», rileva Tami. «Parliamo sicuramente di personaggi pubblici; quando sbagliano hanno un’eco diversa rispetto agli altri». Xhaka «rappresenta un giocatore che ha disputato 152 partite con la Svizzera. Dobbiamo avere molto rispetto per quello che ha sempre dato alla Nazionale, allo sport e come rappresentante del calcio rossocrociato ma, ripeto, non dobbiamo neanche esagerare con le responsabilità che gli mettiamo addosso».

Una domanda che in molti inevitabilmente si pongono è se Xhaka sarebbe stato escluso anche da un Mondiale o da un Europeo. «Io penso di sì, perché l'argomento principale per noi era proteggere la squadra in una situazione difficile, indipendentemente dal tipo di competizione che ci si apprestava ad affrontare». Certo, «si può dire che la Nations League non è importante quanto il Mondiale, però il nostro argomento principale concerneva proprio questo polverone percepito nei primi giorni del raduno». Il fatto che poi Xhaka e Embolo non siano venuti «ha fatto sì che la situazione si calmasse subito e potessimo focalizzarci sulle gare in arrivo». Inoltre «i ragazzi schierati al loro posto ne sono usciti vincitori, in quanto hanno risposto in maniera positiva». Tutto ciò ovviamente non cancella l'apporto dato dal capitano al gruppo in questi anni, soprattutto nelle sfide in cui l’asticella si alzava. «Granit non è facile da gestire, ma mette un'attenzione, una tensione e una pressione di cui secondo me in certi momenti c’è bisogno». In una squadra, quando le cose vanno bene, «siamo tutti bravi, ma quando diventano difficili è necessario disporre di alcuni leader che sappiano prendere in mano la situazione. E Granit è uno di quelli».

«Tutti vogliono Xhaka»

Il centrocampista rossocrociato ha già ricevuto attestati di stima dai suoi compagni: Manuel Akanji, ad esempio, ha detto che lo rivorrebbe nel gruppo…« Lo comprendo, dal punto di vista sportivo tutti vogliono Xhaka: l'allenatore, l'area tecnica, eccetera», prosegue Tami. In una federazione, però, «vi è anche la parte politica e occorre valutare determinati aspetti. Era una situazione importante? Sì. Era una situazione che ha messo in cattiva luce tutta la squadra? Secondo noi no. Era una questione privata. Quindi, dal nostro punto di vista bisogna capire che la federazione non è solo la parte sportiva. Occorre considerare anche le conseguenze che potrebbero esserci a livello politico e questo sarà ciò che verrà chiarito». L’obiettivo «è comunicare la decisione entro fine mese», conclude il direttore delle squadre nazionali.

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