Dall’alto di Shiffrin e Odermatt, Sölden riapre la corsa alla gloria

Un anno fa, il gigante di Sölden aveva ammantato Swiss-Ski e i tifosi rossocrociati come un balsamo. Al battesimo della Coppa del Mondo 2025-26, infatti, era stato possibile posare le fondamenta per un’altra stagione di successo tra le porte larghe. Una promessa, anche in ottica Giochi invernali di Milano-Cortina, firmata dalle stelle più brillanti del firmamento elvetico. Marco Odermatt aveva colto il terzo successo sul Rettenbach, mentre Lara Gut-Behrami - ottima terza nella prova al femminile - aveva chiarito a tutti come l’ultimo giro di giostra nel Circo bianco non avrebbe ridimensionato competitività e ambizioni personali. Anzi.
Tutto molto bello, quindi. E, per certi versi, anche prevedibile, considerato lo spessore dei due campioni svizzeri. Al momento di stilare il bilancio, cinque mesi più tardi, l’imponderabile avrebbe invece preso il sopravvento. Da un lato «Odi», di nuovo re della generale, ma sprovvisto - in parte clamorosamente - di due corone, entrambe finite sul capo di Lucas Pinheiro Braathen, campione olimpico di gigante e di specialità in CdM. Dall’altro Lara, fuori dai giochi già da novembre complice il grave infortunio rimediato al ginocchio sinistro. Il tramonto, in anticipo sul destino, di una carriera immensa.
La bussola sul Rettenbach
Lo sci alpino, nel weekend, riparte dunque da qui. Dal fenomeno del canton Nidvaldo insidiato da un brasiliano nato a Oslo, e perciò desideroso di ristabilire le gerarchie, ma anche - a sedici anni dall’ultima volta - da una competizione orfana di Gut-Behrami, tra le atlete più forti e vincenti di sempre. L’antipasto fornito a Sölden, ad ogni modo, rimane una bussola, per capire se la lunga preparazione estiva - a secco e poi sempre meno affidata ai ghiacciai europei, stremati dal caldo estremo - sia stata impostata e affrontata correttamente, o se - al contrario - novembre servirà per correre ai ripari. Ne sa qualcosa Loïc Meillard, spesso in difficoltà sul ghiacciaio austriaco e però puntualmente capace di assestare la propria sciata ed emergere alla distanza. Per dire: la scorsa stagione, il 29.enne di Hérémence ha totalizzato il maggior numero di punti in gigante della propria carriera, cogliendo due successi, giungendo a ridosso di Odermatt nella classifica di specialità e mettendosi pure al collo il bronzo olimpico, acuto da affiancare al capolavoro dorato in slalom.
Insomma, Odermatt e Meillard guideranno, di nuovo, il team maschile nelle discipline tecniche, mentre alla festa rossocrociata - per quanto concerne la velocità - si unirà ovviamente quel fuoriclasse scatenato di Franjo von Allmen, deciso, come riuscito a Pinheiro Braathen, a mettere la freccia in discesa per superare il compagno di squadra «Odi».
Con un occhio a Crans-Montana
A riprova di una certa aridità post Gut-Behrami, della formazione femminile che cercherà punti a Sölden farà parte pure Corinne Suter, di ritorno fra le porte larghe dopo tre anni di digiuno. Camille Rast, reduce dalla seconda posizione nella specialità alle spalle di Julia Scheib e splendido argento a Cortina, sarà ovviamente la capofila delle elvetiche. Anche la friburghese Sue Piller spera di fare subito bene, mentre Wendy Holdener vuole soprattutto ritrovare le migliori sensazioni nella disciplina. Questione tutto fuorché marginale: sia Rast, sia Holdener, abbracciano la Coppa del Mondo con nuovi allenatori e stimoli, riconducibili a Claude-Alain Art e Christian Brill. Il peso delle aspettative in discesa e superG, invece, rischia di essere posto sulle giovani spalle di Malorie Blanc.
Per la 22.enne vallesana e per i primattori di Swiss-Ski, quella alle porte sarà un’annata speciale: dal 1. al 14 febbraio sono in agenda i Mondiali di Crans-Montana, con il nostro Paese che torna a ospitare l’evento iridato a nove anni di distanza da St. Moritz 2017. E per la squadrona rossocrociata, va da sé, asticella e aspirazioni sono altissime, con la concorrenza interna che si preannuncia oltremodo pronunciata in considerazione del limitato numero di caselle da riempire.
Mikaela cerca nuovi stimoli
A proposito di vuoti, sabato il gigante femminile non vedrà al via la campionessa olimpica in carica Federica Brignone, mentre torna ad assaporare la Coppa del Mondo Petra Vlhova: la sua ultima gara risale al 20 gennaio 2024. Riflettori e interesse, in ogni caso, convergeranno - una volta di più - su Mikaela Shiffrin. La sciatrice più vincente nella storia del Circo bianco - 110 successi - ha già spiazzato tutti, annunciando di voler sacrificare diverse prove dell’amato slalom per misurarsi maggiormente su altri terreni: «È passato molto tempo dall’ultima volta che ho vinto un gigante o un superG. Voglio scoprire se posso ancora salire sul podio. È questo che mi motiva». E ciò nella consapevolezza di poter mettere a repentaglio la corsa al settimo globo di cristallo, dopo aver eguagliato il record della leggendaria Annemarie Moser-Pröll. A beneficiarne dovrebbe così essere la 22.enne tedesca Emma Aicher, già vicinissima a Shiffrin nell’ultima generale di CdM e grande interprete della polivalenza.
Clima e sicurezza
I balzi e le virate ai vertici della classifica complessiva potrebbero insomma rendere ancor più spettacolare la stagione. «Alla fine, penso che il globo di cristallo dipenda principalmente da me» ha dichiarato Odermatt alla Kronen Zeitung, indispettendo i rivali austriaci ma - in fondo - raccontando la verità. Tra le altre variabili, le condizioni climatiche e la sicurezza rimangono all’ordine del giorno. Il tutto mentre a Sölden si è riusciti, seppur in extremis, a valorizzare i depositi di neve dello scorso inverno, tramutandoli in una lunga lingua bianca fra le rocce. Per quanto concerne la tutela degli atleti, la FIS ha invece optato per un intervento controverso: ridurre e fissare il peso massimo degli sci a seconda della specialità. Stando alla Federsci internazionale, l’alleggerimento dei materiali dovrebbe tradursi in una diminuzione dei rischi. Ebbene, per marchi come Stöckli (Odermatt e Monney), Head (Von Allmen, Rast, Suter e Holdener) e Rossignol (Meillard) non vi saranno contraccolpi: i nuovi limiti erano già rispettati la scorsa stagione. Diverso il discorso per Salomon e Atomic, e per atleti come la campionessa olimpica di discesa Breezy Johnson, chiamati a gestire una corporatura più massiccia e sicuri della maggiore stabilità garantita da uno sci più pesante. A Sölden, per i primi giganti, non si dovranno superare i 10,2 kg (uomini) e i 9,8 kg (donne).
