L'intervista

Lindsey Vonn, parla il medico di Treviso: «Una paziente esemplare»

Stefano Zanarella, primario del reparto di ortopedia dell'ospedale Ca' Foncello di Treviso: «Abbiamo gestito una situazione clinicamente delicata»
©BRUNETTO MARCO ZIOSI / NUOVE TEC
Red. Online
13.02.2026 16:25

Sono passati diversi giorni dalla violenta caduta di Lindsey Vonn nella discesa olimpica di Cortina. Dopo soli 13 secondi di gara, ricordiamo, la regina della velocità è caduta fratturandosi la tibia sinistra. Da allora, la statunitense ha dovuto sottoporsi a tre operazioni, come lei stessa ha raccontato mercoledì sera su Instagram, nel quale ha anche ringraziato il personale medico per il lavoro eccellente.

Gli interventi sono stati eseguiti sotto la direzione di Stefano Zanarella, primario del reparto di ortopedia dell'ospedale Ca' Foncello di Treviso. Intervistato dal Corriere della Sera, ha spiegato: «Le parole della paziente ci rendono orgogliosi. Soprattutto perché abbiamo gestito una situazione clinicamente delicata, che non è ancora del tutto conclusa».

Zanarella ha spiegato che il Ca’ Foncello è un «ospedale olimpico» e che la struttura, di riflesso, era pronta a gestire situazioni di questo tipo. «Il personale è formato e pronto a intervenire in qualsiasi momento. Abbiamo preso in carico questo caso complesso con un team di esperti e ogni fase del processo di guarigione è stata decisa in modo collegiale. Siamo soddisfatti dell’evoluzione mostrata finora».

Il primario, inoltre, ha sottolineato come l’équipe abbia lavorato con lo «stesso impegno dedicato a qualsiasi altro paziente», senza lasciarsi condizionare dallo status di «grande atleta» di Vonn. «Lindsey Vonn è una paziente esemplare, così come lo sono il suo team e i medici della Federazione americana, che ci supportano enormemente. Oltre a essere grandi professionisti, sono persone eccezionali».

Un’altra leggenda dello sci americano, nel frattempo, dal canto suo ha collegato l'infortunio, grave, occorso a Vonn al numero con cui è scesa dall'Olimpia delle Tofane. «Quando ho visto il pettorale numero 13, mi è quasi venuto da vomitare. Non ho quasi dormito. Ho pianto tutta la notte e ancora al mattino. Non riuscivo proprio a togliermi quella sensazione di dosso» ha confidato al New York Times Picabo Street, campionessa olimpica di discesa a Nagano 1998. Street — che nel 1998 subì una gravissima caduta durante le finali di Coppa del Mondo, fratturandosi il femore sinistro e riportando la rottura dei legamenti crociati (incidente avvenuto proprio di venerdì 13) — spera ora in una pronta guarigione per Vonn: «Voglio che la sua gamba torni a funzionare, che i suoi nervi rispondano e che lei possa muovere di nuovo tutto il corpo».

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