Hockey

«Senza mio papà non cambia molto, eravamo pronti per questo scenario»

Manix Landry ha spiegato come ha vissuto il recente avvicendamento sulla panchina biancoblù che ha coinvolto suo padre Eric - Questa sera, dopo la pausa dedicata alle Olimpiadi, riparte la National League: l’Ambrì, bisognoso di punti, ospita il Losanna alla Gottardo Arena
©CdT/Gabriele Putzu
Alex Isenburg
24.02.2026 06:00

A poco più di tre settimane dal suo ultimo impegno in campionato - quello tenutosi il 31 gennaio a Langnau e perso 6-3 - l’Ambrì Piotta si appresta ad affrontare, alla Gottardo Arena, il Losanna. La regular season, ormai, è agli sgoccioli e i leventinesi - a cominciare dall’appuntamento odierno, che coincide con la prima uscita sotto la presidenza di Davide Mottis - sono in cerca di punti fondamentali per uscire da una zona di classifica assai pericolosa. «Questo periodo - ci ha risposto Manix Landry - ci è stato utile per ricaricare le batterie. Si apre un nuovo capitolo della nostra stagione e questa energia sarà indispensabile per finire l’annata nel miglior modo possibile».

Imparare dai migliori

La pausa, dovuta evidentemente ai Giochi olimpici, ha permesso all’attaccante leventinese - dotato di una doppia nazionalità, canadese e statunitense - di guardare con particolare attenzione il torneo di hockey a cinque cerchi. E in particolare la spettacolare finale tutta nordamericana, vinta dagli USA. «Facevo il tifo per il Canada - ha rivelato Landry - e avrei voluto che l’oro andasse a loro. Ma non fa niente, ho comunque apprezzato la sfida, che è stata di altissimo livello. L’ho guardata da casa, al fianco di mio fratello Lukas, e lungo tutto l’arco dell’incontro abbiamo avuto il fiato sospeso: è stato un match incredibilmente intenso, che poteva andare da entrambe le parti».

C’è stato modo, anche, di imparare qualcosa dai migliori interpreti di questo sport? «Il loro modo di giocare è un po’ diverso dal nostro. Ho cercato di prestare grande attenzione ai dettagli e - sfruttando le sessioni video - abbiamo studiato alcuni aspetti anche all’interno dello spogliatoio. Quello che ha abbiamo analizzato nello specifico - ha precisato Landry - è il posizionamento del corpo, così come la precisione dei loro passaggi. Mi hanno davvero colpito per la facilità di esecuzione».

Modificato il sistema di gioco

Nelle tre settimane di sosta, i leventinesi hanno avuto il tempo per assimilare i nuovi principi di gioco di Jussi Tapola. «Con il nuovo staff tecnico - ha spiegato l’attaccante biancoblù - abbiamo lavorato in particolare sul mantenere, con continuità, un’alta intensità di gioco. Ogni settimana è stata dedicata a un aspetto diverso e abbiamo notato dei concreti passi in avanti». Quali sono state, allora, le maggiori differenze rispetto al corso precedente? «Il sistema di gioco è cambiato leggermente, poiché ogni staff tecnico ha la propria filosofia di pensiero. L’approccio è stato positivo e mi sembra che tutto il gruppo abbia immagazzinato in fretta i nuovi dettami».

Per Manix - e suo fratello Lukas - il recente avvicendamento in panchina ha avuto un peso differente rispetto a quello percepito dal resto della squadra. Prima, alla guida dell’Ambrì, c’era infatti suo padre, Eric Landry. «A dire il vero, per me non cambia molto, perché ogniqualvolta ci trovavamo in pista lo vedevo nel suo ruolo di head coach. La figura paterna subentrava soltanto quando ci trovavamo a casa. Era indubbiamente bello stare a stretto contatto - ha continuato Manix - ma entrambi conosciamo questo mondo ed eravamo, quindi, anche preparati per uno scenario del genere. Recentemente - ha raccontato il classe 2002 - abbiamo parlato dell’esperienza che abbiamo condiviso in Leventina e i nostri ricordi erano unicamente positivi. Ora, però, si è aperta una nuova pagina: la mia attenzione è rivolta esclusivamente a ciò che ci attende da qui al termine della stagione».

L’intenso rush finale

E a tal proposito, il calendario dei biancoblù si preannuncia serrato: l’Ambrì - a cominciare dall’impegno odierno con il Losanna - è chiamato a scendere sul ghiaccio ben 6 volte nei prossimi 14 (decisivi) giorni. In previsione di questo impegnativo rush finale, i leventinesi hanno affrontato delle amichevoli con Friburgo e Zugo, vincendo 5-0 contro i burgundi e perdendo 3-2 all’overtime con i Tori. «È stato estremamente positivo poter disputare queste partite di preparazione, soprattutto nell’ottica di introdurre quelli che sono gli accorgimenti implementati dal nuovo staff».

La situazione di classifica, pur preoccupante, è ancora tutta da definire e la missione dell’Ambrì deve forzatamente essere quella di allontanarsi dal penultimo posto, sinonimo di finale playout contro l’Ajoie. «Credo che se dovessimo riuscire a giocare nel modo in cui ci siamo preparati in queste settimane, allora saremmo perfettamente a posto. Nutro davvero tanta fiducia nei confronti di questo gruppo - ha chiosato Landry - e sono convinto che potremo concludere la stagione in maniera positiva».

Tapola: «Non bisogna pensare troppo al futuro»

Entrato in corsa appena prima della pausa olimpica, Jussi Tapola ha finora avuto appena un assaggio della sua nuova esperienza biancoblù. Ora, però, l’allenatore finlandese - che ha debuttato con successo nel derby, prima di perdere a Langnau - ha avuto a sua disposizione tre settimane di tempo per scoprire appieno la realtà leventinese e il suo roster (a eccezione di De Luca e Kostner, che erano impegnati a Milano-Cortina). «Ho avuto l’occasione di incontrare i giocatori singolarmente, per parlare con loro e conoscerli in maniera più approfondita. Tanto tempo - ha spiegato il coach dell’Ambrì - lo abbiamo dedicato agli allenamenti, ma questi sarebbero risultati eccessivi se non avessimo inserito degli incontri amichevoli. Affrontare Friburgo e Zugo, in questo senso, ci ha quindi permesso di mantenere la concentrazione e sperimentare, contro degli avversari, i nuovi principi di gioco sui quali abbiamo lavorato». A tal proposito, Tapola ha spiegato quali sono stati i concetti chiave sui quali ha insistito maggiormente in queste settimane di pausa. «Abbiamo voluto concentrarci soprattutto sulla compattezza difensiva: per essere solidi dietro bisogna restare uniti e dimostrarsi aggressivi. Poi, l’accento è stato posto sulla velocità in fase di transizione e pure sulle situazioni speciali».

Per cercare di uscire da una situazione di classifica complicata, l’Ambrì dovrà mostrare il meglio di sé nelle prossime due settimane, che si preannunciano particolarmente intense. «Dobbiamo cercare di mantenere lo stesso spirito che si respira in spogliatoio in questo momento e, come si suol dire, prendere una partita alla volta». Il futuro dell’head coach finlandese - che ha siglato un accordo con il club biancoblù sino al termine dell’attuale stagione - è ancora indefinito. Tapola, tuttavia, non intende lasciarsi distrarre dalle voci che lo circondano. Comprese le recenti indiscrezioni, emerse dal Blick, secondo cui l’Ambrì sarebbe stato intenzionato ad affidare la propria panchina ai fratelli Reto e Jan Von Arx. «Affronto la mia situazione personale nello stesso modo in cui voglio che la squadra si comporti in questo rush finale» - ha risposto il finnico. «Bisogna mantenere il proprio focus sul presente: non bisogna pensare troppo al futuro».